Sei libri e sei ricordi

Tornare a casa per le vacanze è, almeno per me, l’occasione di guardarsi intorno con uno sguardo diverso, più riflessivo, più attento nel cogliere i cambiamenti e nell’afferrare i ricordi. Se al ritorno a casa aggiungiamo il dover passare un paio di giorni a sistemare scatoloni della mia stanza svuotata, il tutto è amplificato.
Mi sono passati sotto gli occhi molti libri, ognuno dei quali inevitabilmente legato ad un ricordo. Li ho sfogliati un po’ e mi sono immersa a mio modo nel passato. Quindi mi è venuta l’idea di questo articolo…

Il gabbiano Jonathan Livingston.jpgUno dei primi libri che ho memoria di aver letto è Il gabbiano Jonathan Livingston, di Richard Bach. Mia mamma mi insegnò a leggere prima di cominciare la prima elementare (le suore raccontano che alla scuola materna leggevo storie alle mie compagne) e questo è proprio uno dei suoi libri preferiti. In realtà non sono sicura sia stato proprio tra i primi che ho letto, ma nella mia memoria lo è. In realtà non è per niente un libro banale, anzi! Infatti l’ho apprezzato davvero solo qualche anno fa quando l’ho riletto nuovamente. Ma sicuramente resterà per sempre legato a questo ricordo, di essere stato il primo.

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Il giardino segretoIl giardino segreto di Frances Burnett è invece il primo libro che ricordo di aver amato e aver eletto come mio libro preferito. Credo fosse il periodo di lettura dei grandi classici: amavo Dickens, Piccole Donne…ma questo era in assoluto il mio preferito. Poi l’edizione che ho io è veramente di per sé un piccolo capolavoro: l’immagine in copertina rigida è proprio questa qui accanto e le illustrazioni, sia a colori che in bianco e nero, sono meravigliose. Ricordo che in quel periodo desideravo tantissimo scoprire un posto del genere, un giardino segreto tutto mio. E in realtà ricordo anche che una volta credetti di averne trovato uno, che poi scomparve misteriosamente quando cercai di farlo vedere a mia cugina. Non so a che punto finisce la realtà e comincia la confusione dei ricordi o della fervida immaginazione di una bambina, ma sono piuttosto sicura di averlo visto/immaginato.

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Tornatras.jpgTornatras di Bianca Pitzorno è diventato il mio successivo libro preferito e lo è rimasto per anni e anni e anni, durante i quali l’ho letto innumerevoli volte. Ve ne avevo già parlato qui, e se ci ripenso ancora oggi mi stupisco della bellezza di questa storia, dalla trama ai personaggi di cui ero innamorata e giuro che mi viene voglia di rileggerlo. Credo sia un libro che dovrebbe essere fatto leggere nelle scuole, per gli infiniti spunti di riflessione e messaggi veicolati in modo incredibile attraverso le vicende.
Bianca Pitzorno è in generale una pietra miliare della letteratura per l’infanzia (ma non solo), però credo davvero che Tornatras abbia qualcosa in più rispetto a tutti i suoi altri libri.

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La storia di Dedalo e Icaro di Mino Milani è invece il simbolo di una lista La storia di Dedalo e Icaro.jpgdi libri che la mia professoressa di italiano delle scuole medie ci diede da leggere per le vacanze. Ve ne avevo già parlato qui.
In realtà non era obbligatorio leggerli tutti, ma sceglierne tre tra questi (circa 30). Erano dei consigli da parte sua. Pagherei per ritrovare quella lista, ma in ogni caso la maggior parte dei libri sono sui miei scaffali, già divorati nell’estate di quell’anno. Doveva essere o la prima o la seconda media. C’erano poi vari titoli di Bianca Pitzorno e di Roberto Piumini, c’era Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle e altri libri di Mino Milani, come Crespi Jacopo e tantissimi altri…

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Pappagalli verdi – Cronache di un chirurgo di guerra di Gino Strada è invece un ricordo che appartiene alle scuole superiori, Pappagalli verdi.jpgma affonda le sue radici un po’ più indietro. Era parte della bomboniera del battesimo di mio fratello e per tale motivo è stato una presenza costante in casa mia, con varie copie sempre in giro. Ho deciso di leggerlo solo quando ero al liceo e resterà per sempre uno dei libri con un più forte impatto sulla mia vita, una di quelle letture in grado di scuoterti in maniera radicale. Ve ne avevo già parlato in parte nella recensione di Buskashì.
Si porta dietro il ricordo molto vivido della sensazione di insensatezza che mi trasmetteva tutto quello che avevo intorno: quando si dice rimettere le cose in prospettiva…

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Prometto di sbagliare di Pedro Chagas Freitas l’ho recensito qui nel 2015, Prometto di sbagliaremeno di un anno dopo aver aperto il blog. È legato ad un ricordo felice in quanto primo libro ricevuto da una casa editrice, la Garzanti, che era una delle mie preferite. Per di più resta ancora oggi uno degli articoli più letti in assoluto su questo blog.
Anche il libro mi piacque molto, nonostante la sua particolarità in quanto non canonico romanzo. Però resta un inno all’amore, in tutte le sue forme e di tanto in tanto mi trovo ancora a rileggere dei passaggi particolarmente belli. Trovo però ancora molto sbagliato che venga pubblicizzato e venduto come romanzo, quando non lo è affatto.
Non ho poi letto più nulla dello stesso autore, nonostante ogni volta mi proponga di rimediare.

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10 commenti

  1. Tornatras l’ho letto alle superiori credo, insieme a “Extraterrestre alla pari”.

    La Pitzorno ha mille marce in più.

    Il Giardino Segreto l’ho amato alla follia anche io, letto e riletto tante di quelle volte…

    E di Roal Dahl? Io ho un sacco di ricordi legati anche a lui 🙂

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    • “Extraterrestre alla pari” appartiene a quella lista di libri che mi consigliò la mia prof di italiano, è davvero avanti!
      I libri di Roald Dahl ricordo di averli letti tutti insieme, dopo che mia mamma me li regalò. Ho una raccolta di racconti che resterà per sempre legata a mia nonna quando stava male, ma è un ricordo molto molto più recente 🙂
      Grazie del tuo commento ♥

      Piace a 1 persona

      • A me lo consigliò (credo) la prof di pedagogia, per la questione degli stereotipi di genere, infatti mi sta tornando in mente che forse ho letto Tornatras da più piccola (e ho imparato cosa fosse il grandangolo)!

        Roal Dahl è un grande! Mio moroso non legge (argh!) e ieri gli leggevo io parti de “La fabbrica di cioccolato”!

        Mi spiace per tua nonna, è sempre dolceamaro quando qualcosa che si legge, ricade in momenti di subbuglio ed emozioni, specie se difficili.

        Grazie a te

        Piace a 1 persona

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