Recensione: Lacrime di sale di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta

Lacrime di sale

  • Titolo: Lacrime di sale
  • Autore: Pietro Bartolo, Lidia Tilotta
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Data pubblicazione: 2016
  • Pagine: 139
  • Trama: Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta. Queste pagine raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo.

italy-lampedusa-image3-superJumboLa prima volta che ho sentito parlare di Pietro Bartolo è stata ad Aprile, quando ho letto il racconto di una ragazza, studentessa di medicina a Modena, che aveva partecipato ad un incontro con Bartolo. Il post della ragazza su Facebook è diventato a dir poco virale: c’era parte di quello che lui aveva detto e mostrato ai ragazzi, parte della sua testimonianza, e mi ha emozionata molto. Così ho cercato chi fosse questo medico e ho scoperto che in realtà aveva già pubblicato due libri per Mondadori: il primo è proprio Lacrime di sale, uscito nel 2016 e poi nel 2018 Le stelle di Lampedusa. Inoltre è stato tra i protagonisti, ma anche tra i fautori del documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi (Orso d’Oro 2016).
Non so perché non ne avessi mai sentito parlare. Mi sono sentita un po’ fuori dal mondo, ma mi sono proposta di recuperare. 
Tra l’altro, alle ultime elezioni europee è anche stato eletto come europarlamentare: una  bella nota di speranza.
In Lacrime di sale Pietro Bartolo racconta, in pagine che stanno tra l’autobiografia e il diario, la sua storia di medico di Lampedusa, ma ancora prima di abitante dell’isola. Alla sua storia personale, da bambino che gioca con la fionda e va in barca con suo padre, fino al ritorno a casa da medico ginecologo, si affiancano quelle di migliaia di volti che emergono dal mare. Bartolo li aspetta sulla banchina, si occupa della prima assistenza sanitaria, ma è sempre anche qualcosa in più. Le storie sono infinite, tutte diverse e tutte spaventosamente simili. Le tragedie che ogni giorno si susseguono tra le onde del nostro mare sono inimmaginabili. Continua a leggere

Matera // Luoghi, libri e letteratura

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà.
Chiunque veda Matera non può non restarne colpito
tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza.”
-Carlo Levi 

 

Dal 23 al 26 Agosto sono stata con la mia famiglia a Matera. Era la prima volta per me e il fatto che quest’anno sia capitale europea della cultura, mi è sembrata un ottimo pretesto per visitarla.
Comincio dicendo di essermene completamente innamorata. Dietro ogni angolo, sopra ogni gradino o sotto ogni discesa scivolosa, Matera nasconde una meraviglia: una chiesa imponente, un panorama mozzafiato, che sia affacciato sulla Murgia o sui sassi. Una chiesa rupestre nascosta da una più recente e imponente (è il caso della chiesa di Sant’Agostino che accoglie quella di San Giuliano) o una facciata che ne nasconde dietro un’altra (parlo della meravigliosa chiesa di San Giovanni Battista). Ogni angolo del centro, anche il meno frequentato, merita il soffermarsi a contemplarlo.
Il mio scorcio preferito è probabilmente quello che offre la vista di due chiese, quella di IMG_20190823_150342.jpgSan Pietro Caveoso e quella della Madonna dell’Idris: la prima più in basso, semplice ma bellissima nel suo sporgersi sulla Murgia materana, la seconda rupestre, più in alto, incastrata e assolutamente perfetta.
E se la città in sé mi ha dato questa impressione, gli eventi che la popolano in questi mesi non fanno altro che accentuare questo suo essere così imprevedibilmente bella: il 2019 è decisamente il suo anno, la ricopre di turisti, di eventi, arte, cultura. Ad un certo punto, camminando tra le case in tufo, inaspettatamente appare un esercito di figure strane: in fila una dietro l’altra stanno davanti al convento di Sant’Agostino. Man mano che mi IMG_20190824_105427.jpgavvicino cominciano ad acquisire un aspetto metallico, quasi robotico. E invece poi si rivelano delle figure completamente fatte di spazzatura: sono le Trash people di Ha Schult, l’esercito dei rottami, un’istallazione esposta nei più bei scenari e paesaggi del mondo, sulla Muraglia Cinese, davanti alle piramidi egizie, a Piazza del Popolo a Roma e ora anche a Matera. Per l’occasione ne sono state costruite alcune in tufo, la pietra che costituisce l’anima della città.
Tre sculture di Salvador Dalì si trovano invece in tre posti della città, inaspettate come tutto il resto e bellissime. Sono stata anche alla mostra, ma conto di scrivere un articolo dedicato, soprattutto perché un grande spazio è stato dato all’attività di Dalì come illustratore di opere letterarie. In ogni caso oltre alle opere veramente spettacolari, la cornice delle chiese rupestri credo sia imperdibile.
Continua a leggere

Recensione: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Fahreneit 451

  • Titolo: Fahrenheit 451
  • Autore: Ray Bradbury
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Data pubblicazione: 1951
  • Prima edizione italiana: 1966
  • Pagine: 165
  • Trama: Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall’incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante.

bradbury.jpgQuesta edizione di Fahrenheit 451 mi piace molto, sia per il formato della copertina che per l’introduzione di Neil Gaiman che ci porta in poche pagine al periodo storico in cui questo libro è stato scritto: quello dei primi anni ’50. La televisione sta conquistando le case delle persone e si fa strada l’idea di una cultura di massa, le donne sono confinate al focolaio domestico e fuori c’è la Guerra Fredda.
In questo contesto Ray Bradbury scrive un romanzo ambientato in un futuro distopico in cui la televisione da piccola e in bianco e nero è diventata enorme, fino a ricoprire le pareti intere delle stanze e ad avvolgere completamente lo spettatore in un universo parallelo e malsano. Guy Montag, il protagonista, è un pompiere: il suo lavoro consiste nel bruciare i libri, oggetti ormai illegali. Svolge il suo lavoro con soddisfazione e senza porsi domande fino a quando una serie di eventi, incontri (prima Faber e poi Clarisse) e pensieri non arrivano a scuoterlo dalle sue certezze. 
Continua a leggere

Recensione: …e venne chiamata Due cuori di Marlo Morgan

e venne chiamata due cuori

  • Titolo: …e venne chiamata Due cuori (Mutant Message Down Under)
  • Autore: Marlo Morgan
  • Casa Editrice: Sonzogno
  • Data pubblicazione: 1990
  • Prima edizione italiana: 1994
  • Pagine: 219
  • Trama: 1400 miglia nell’Outback australiano, a piedi nudi, cibandosi di quanto la natura offre, vermi compresi, sotto un sole implacabile. Ma, privata anche del più piccolo agio cui la civiltà ci ha abituati, condividendo la vita quotidiana degli aborigeni, imparando i loro segreti per sopravvivere, Marlo Morgan scopre un altro mondo e un altro modo di essere, in completa armonia con se stessa e con gli altri, e comprende il vero significato della parola esistere.

…e venne chiamata due cuori è stato un regalo da parte di mia madre che lo ha trovato in una bancarella di libri usati. Lei lo aveva letto anni fa, appena uscito (quindi nel ’94) e le era piaciuto molto. L’ho letto con curiosità e sentendomi anche un po’ al sicuro, perché i consigli di mia mamma sono di solito una certezza. [piccola nota: vi lascio una foto del biglietto che ho trovato tra le pagine. Amo i libri usati e trovarci dentro frammenti di vita altrui].
La storia è quella autobiografica di Marlo Morgan che per lavoro si trova a passare un periodo in Australia: durante questo periodo viene contattata da una tribù aborigena e si ritrova così a compiere un viaggio di quattro mesi a piedi lungo l’Outback australiano, il deserto dell’entroterra. Tornata a casa, decide di raccontare la sua storia e quella della Vera Gente con queste pagine che raccontano non solo gli eventi vissuti in quei mesi, ma ancora di più le abitudini e le tradizioni del popolo aborigeno, il loro modo profondamente diverso dal nostro di vivere, di rapportarsi con gli altri e con il pianeta. 
Continua a leggere

Sei libri e sei ricordi

Tornare a casa per le vacanze è, almeno per me, l’occasione di guardarsi intorno con uno sguardo diverso, più riflessivo, più attento nel cogliere i cambiamenti e nell’afferrare i ricordi. Se al ritorno a casa aggiungiamo il dover passare un paio di giorni a sistemare scatoloni della mia stanza svuotata, il tutto è amplificato.
Mi sono passati sotto gli occhi molti libri, ognuno dei quali inevitabilmente legato ad un ricordo. Li ho sfogliati un po’ e mi sono immersa a mio modo nel passato. Quindi mi è venuta l’idea di questo articolo…

Il gabbiano Jonathan Livingston.jpgUno dei primi libri che ho memoria di aver letto è Il gabbiano Jonathan Livingston, di Richard Bach. Mia mamma mi insegnò a leggere prima di cominciare la prima elementare (le suore raccontano che alla scuola materna leggevo storie alle mie compagne) e questo è proprio uno dei suoi libri preferiti. In realtà non sono sicura sia stato proprio tra i primi che ho letto, ma nella mia memoria lo è. In realtà non è per niente un libro banale, anzi! Infatti l’ho apprezzato davvero solo qualche anno fa quando l’ho riletto nuovamente. Ma sicuramente resterà per sempre legato a questo ricordo, di essere stato il primo. Continua a leggere

Recensione: La mia cosa preferita sono i mostri #1 di Emil Ferris

La mia cosa preferita sono i mostri.jpg

  • Titolo: La mia cosa preferita sono i mostri #1 (My Favorite Thing Is Monsters #1)
  • Autore: Emil Ferris
  • Casa Editrice: Bao Publishing
  • Data pubblicazione: 14 Febbraio 2017
  • Prima edizione italiana: 12 Aprile 2018
  • Pagine: 420
  • Trama: Kare Reyes ha dieci anni, vive a Uptown Chicago, con la madre e il fratello Deeze. Ama l’arte, i giornalini horror e i vecchi film di mostri. Un giorno torna a casa da scuola e apprende che la vicina è morta. Suicidio, dicono, ma Karen non ci crede. Siamo nel 1968, nel pieno della contestazione, e questa storia la leggiamo dal diario scribacchiato, scarabocchiato e illustrato di Karen. I misteri sono fuori e dentro casa, perché più Karen cerca di capire cosa sia successo alla sua vicina, Anka, una sopravvissuta dell’Olocausto nazista, più comprende che c’è un terribile segreto del passato che tormenta suo fratello Deeze.

mostri.jpg

Non sono una grande esperta di graphic novel, anzi: La mia cosa preferita sono i mostri è solo il secondo che leggo dopo Patience di Daniel Clowes (di cui vi avevo parlato qui). In entrambi i casi ho sperimentato questo nuovo genere grazie alla pazienza di Gianluca (qui il link al suo profilo instagram) che mi ha prestato i due volumi e ha aspettato che li leggessi. Se farò riferimenti eccessivi a Patience perdonatemi, ma è l’unico metro di paragone che ho ed è stato spontaneo fare un confronto durante la lettura.
Karen vive con mama e Deeze a Uptown Chicago, in un condominio pieno di persone interessanti. Quando improvvisamente la sua vicina Anka muore, in quello che viene definito un suicidio, Karen si improvvisa investigatrice e comincia ad indagare su tutte le persone che la circondano, su strane porte e conversazioni origliate, su quadri che sembrano in grado di parlarle e su misteri del passato di cui lei è all’oscuro. 
Continua a leggere

Recensione: Vita e morte degl’insetti di Marcel Roland

Vita e morte degl'insetti

  • Titolo: Vita e morte degl’insetti (Vie et mort des insectes)
  • Autore: Marcel Roland
  • Casa Editrice: Rizzoli
  • Data pubblicazione: 1936
  • Prima edizione italiana: 1952
  • Pagine: 178
  • Trama: In Vita e morte degl’insetti l’autore descrive, con la sua arte finissima, vita e costumi d’interessantissime bestiole, molte delle quali (scorpioni, porcellini di terra, ragni, stercorari) vengono spesso considerate con un senso di repulsione, e qualificate… bestiacce. Ma Marcel Roland le guarda con occhio pacato di naturalista, le studia ispirandosi a quel senso di affratellamento cosmico che sempre lo anima, e sa infondere nel lettore un sentimento di comprensione per quelle umili esistenze che hanno anch’esse il loro posto nella natura, dove non esistono gerarchie. 

Insects-Blog.jpg

Ho ricevuto questo libro in prestito dopo aver insultato un ragno dichiarando tutto il mio schifo. So che non è un comportamento razionale, nonostante molto comune, ma semplicemente avere un insetto (nel senso più ampio del termine, al di là della tassonomia) vicino, mi suscita un sentimento di ribrezzo. Quindi mi è stato consegnato questo libro con la promessa di superare questa inimicizia. 
Ho iniziato la lettura con molta curiosità, ma anche con un bel po’ di scetticismo: un libro del genere può risultare noioso se non si è interessati minimamente all’argomento. Però ho decisamente cambiato idea… Continua a leggere

Recensione: Insciallah di Oriana Fallaci

Insciallah

  • Titolo: Insciallah
  • Autore: Oriana Fallaci
  • Casa Editrice: Rizzoli
  • Data pubblicazione: Luglio 1990
  • Pagine: 795
  • Trama: Nel 1990 Oriana Fallaci torna al romanzo con “Insciallah”, un’opera corale che prende spunto dalla missione occidentale di pace a Beirut dopo i sanguinosi eventi del 1982. Una “piccola Iliade” che la stessa Fallaci racconta dando voce a uno dei protagonisti, il Professore, un militare appassionato di letteratura: la storia si svolge nell’arco di tre mesi, novanta giorni che vanno da una domenica di fine ottobre a una domenica di fine gennaio, s’apre coi cani di Beirut, prende l’avvio dalla duplice strage, segue il filo conduttore d’una equazione matematica, e per svilupparne la trama mi servo dell’amletico scudiero di Ulisse. Quello che cerca la formula della Vita”. Immergendosi nel dramma dei combattimenti e dando voce alle vittime e alle figure spesso dimenticate – “i bambini che la guerra uccide, i lenoni che la guerra favorisce, i banditi che la guerra protegge” – la Fallaci ci offre un grande “atto d’amore per la Vita”, che rifiuta la ferocia di qualsiasi conflitto e mette l’Uomo al centro del proprio destino.

oriana (1)Oriana Fallaci nel 1983 è inviata in Libano come corrispondente nell’intervento delle forze internazionali, tra cui anche l’Italia. Lo scopo era quello di proteggere i campi profughi palestinesi nella parte occidentale della capitale libanese, Beirut.
Insciallah, pubblicato poi nel 1990, è ambientato proprio in questo contesto in un arco di tempo di tre mesi che va da una domenica di fine ottobre a una domenica di fine gennaio. L’evento iniziale è quello di un duplice attentato ai danni dei francesi e degli americani che per qualche motivo risparmia la base italiana. Da qui in poi, col sentore di un pericolo in agguato, quello del terzo camion, tutto si muove con una velocità diversa, sotto una luce diversa, in un teatro dell’assurdo in cui recitano infiniti volti.  Continua a leggere

Recensione: Sadie di Courtney Summers

Ringrazio di cuore Laura dell’ufficio stampa Rizzoli per avermi permesso di leggere e recensire Sadie. ♥
Le immagini che trovate qui sotto sono opere di Agata Wierzbicka, illustratrice che ha anche realizzato la copertina del libro.

Sadie.jpg

  • Titolo: Sadie
  • Autore: Courtney Summers
  • Casa Editrice: Rizzoli
  • Data pubblicazione: 4 Settembre 2018
  • Prima edizione italiana: 25 Giugno 2019
  • Pagine: 367
  • Trama: Quando il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie Hunter, diciannove anni, scomparsa da alcuni mesi, l’uomo non è davvero convinto che quella sarà una storia da raccontare: è tristemente consapevole che di ragazze scomparse ce ne siano molte, troppe, ogni giorno. Ma quando viene a sapere che Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni, parte alla volta di Cold Creek, Colorado, per cercare di saperne di più.
    Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Tutto ciò che vuole è vendetta: armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, Sadie colleziona una serie di confusi indizi che seguono le tracce dell’uomo che è convinta abbia ucciso la sorella.
    Mentre West ricostruisce il viaggio di Sadie, ritrovandosi sempre più coinvolto dalla storia della ragazza e ossessionato dal pensiero di ritrovarla, un mistero inquietante comincia a prendere forma e a svelarsi. Riuscirà West a ricomporre il puzzle della verità prima che per Sadie sia troppo tardi?
    Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, che racconta in prima persona la sua caccia all’uomo, Courtney Summers ci regala una storia struggente che resta sulla pelle ben oltre la sua ultima pagina.

agata-wierzbicka-illustration-F-1050x700Il 24 Giugno, il giorno prima dell’attesissima uscita in Italia di Sadie, ho ricevuto un’email dall’ufficio stampa Rizzoli in cui mi si proponeva di leggere e recensire il libro. Ad essere sincera, non avevo mai sentito parlare di Courtney Summers, ma ho rimediato subito. Ho scoperto che, nonostante questo sia il primo dei suoi libri tradotto e pubblicato qui da noi, lei è da anni tra le autrici più apprezzate del genere Young Adult: tra l’altro ha anche in Italia un bel pubblico che la leggeva da tempo in lingua originale. 
Ovviamente ho accettato al volo la proposta: non leggo da un po’ libri del genere e in effetti ne ho letti pochi, ma non mi dispiacciono affatto.
Il libro si apre con il primo episodio di Le Ragazze, podcast realizzato da West McCray, un giornalista radiofonico, che parla della scomparsa della diciannovenne Sadie Hunter, in seguito alla morte di sua sorella Mattie. Vivono, o meglio vivevano, a Cold Creek in una roulotte: in un posto di desolazione e cicatrici che ti porti dietro per sempre. Claire, la loro madre, le aveva abbandonate ormai da anni, ed era Sadie ad occuparsi della sorella, mentre May Beth si occupava di entrambe, quasi come una vera nonna. 
Continua a leggere

Recensione: Le mie amiche streghe di Silvia Bencivelli

Le mie amiche streghe.jpg

  • Titolo: Le mie amiche streghe
  • Autore: Silvia Bencivelli
  • Casa Editrice: Einaudi
  • Data pubblicazione: 24 Aprile 2017
  • Pagine: 184
  • Trama: Alice ha quasi quarant’anni, non beve caffè, ha paura dei gabbiani, cura la gastrite con le banane, e sul mondo si concede di avere più domande che risposte. Capire le cose difficili è la sua passione, e dopo che le ha capite ha il dono di saperle spiegare agli altri. Tecnicamente è un medico, in realtà fa la giornalista scientifica, è rigorosa fino all’impossibile, adora gli aperitivi e ha le stesse amiche dalle elementari. Amiche che la considerano una clamorosa rompiscatole. Perché Alice ultimamente le ascolta parlare e non le riconosce più. Erano lucide e ragionevoli, adesso credono alle pozioni miracolose, alle terapie alternative, ai magici benefici del cetriolo e agli spaventosi malefici di generiche multinazionali del male. Ma forse sono i suoi occhi testardi a voler negare il potere inesauribile dell’irrazionalità. Alice detesta le cose semplici, soprattutto se sono anche sbagliate. Fa la giornalista scientifica, perciò il mondo è abituata a interrogarlo e poi a raccontarlo. Anche alle sue amiche, che intrattiene per ore con le sue storie bislacche di scienziati. D’un tratto però le sue amiche sono diventate tutte streghe. Cioè, sono ancora le stesse di sempre, eppure sono diventate incomprensibili. Credono alle pozioni magiche, ai piani astrali, ai complotti, ai rimedi della medicina non ufficiale. Valeria, per esempio, spera di far girare il feto podalico che ha in grembo facendo le capriole in acqua. Vuole evitare il cesareo a tutti i costi perché ha letto su internet che non è il modo migliore per iniziare il rapporto con suo figlio. E dire che la nonna di Alice, ai suoi tempi, un parto podalico se l’è fatto per via naturale aiutata solo da una bottiglia di brandy, e a distanza di settant’anni non è affatto certa che sia stato un bel modo per iniziare alcunché. E poi c’è Lucia, fissata con l’alimentazione sana e i prodotti bio. E Arianna, medico anestesista, che si scopre fautrice dell’omeopatia. E ancora quella che non vuole vaccinare i figli, quella che segue l’ultima dieta del momento, quella che legge il futuro negli oroscopi. Alice si arrabbia, cerca di farle ragionare, e a volte pontifica, perché sembra incapace di vedere anche lei una semplice realtà, cioè che le emozioni possono tradire.

arno.jpgEra da un po’ che avrei voluto leggere qualcosa di Silvia Bencivelli. Qualche settimana fa, con il pretesto di una sua presentazione a Pisa, ho scelto come prima lettura per fare la sua conoscenza Le mie amiche streghe, il suo unico (per ora) romanzo.
Alice è una giornalista scientifica, che vive e lavora a Roma, ma si muove spesso tra lì e Pisa, città dove c’è la sua famiglia e le sue amiche di sempre. È una persona molto razionale, che ama conoscere e documentarsi con certezza su qualunque cosa e si trova a guardarsi intorno e a rendersi conto di quanta irrazionalità ci sia tra le persone che ha accanto. A partire da superstizioni tradizionali, passando per la scelta della sua amica anestesista di affidarsi alla medicina non convenzionale, fino al classico dell’oroscopo e a strane ossessioni sul cibo. Lei, a costo di risultare pesante, difende la sua amata scienza e i dati di fatto, le ricerche e le statistiche. A tratti ne ride, a tratti si preoccupa dello strano modo che hanno gli altri di cercare sicurezze e nel frattempo si prepara ad affrontare proprio una di quelle situazioni in grado di mettere in crisi la lucidità di una persona.
Continua a leggere