Tra pagine e palcoscenico #4

Tra pagine e palcoscenico #4

Ovvero cantanti e musicisti che hanno scritto romanzi che potreste voler leggere


KEITH RICHARDS

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LifeHo conosciuto il celebre chitarrista Keith Richards nelle vesti di scrittore con Life (2014), la sua più che discussa autobiografia (che ho recensito qui). Il libro rivela sicuramente un personaggio geniale, con tutte le contraddizioni tipiche del genio e racconta la storia di una delle band che hanno segnato la storia della musica, i Rolling Stones, dal punto di vista del loro fondatore. Continua a leggere

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Recensione: Il tortellino muore nel brodo di Filippo Venturi

Ringrazio l’autore Filippo Venturi e Anna di Mondadori per la possibilità di leggere e recensire Il tortellino muore nel brodo.

Il tortellino muore nel brodo

  • Titolo: Il tortellino muore nel brodo
  • Autore: Filippo Venturi
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Data pubblicazione: 3 Luglio 2018
  • Pagine: 204
  • Trama: Emilio Zucchini, proprietario della trattoria La vecchia Bologna, è uno scapolo impenitente, devoto alla gioia dei suoi clienti e al rispetto ortodosso delle ricette della cucina bolognese. Nicola Fini è il suo amico fraterno che è appena stato abbandonato di punto in bianco dalla moglie, ritrovandosi con due bambini a cui fare da papà single. Joe Solitario è un cantautore disperato che, dopo aver sprecato la sua grande occasione nella finale del più famoso talent show italiano, si improvvisa rapinatore per inseguire la sua ultima speranza: un volo di sola andata verso una nuova vita. Cico Pop e Mangusta sono gli scagnozzi di un boss della malavita locale incaricati di rubare per lui una moneta che non vale niente ma che ai suoi occhi significa tutto. Quando, in un campale venerdì mattina, le strade di questi cinque personaggi si incrociano, l’effetto non può che essere deflagrante. Quante possibilità ci sono che i tre criminali da strapazzo scelgano la stessa banca, lo stesso giorno e la stessa ora per mettere a segno il loro colpo? E quanta sfortuna deve avere Nicola per ritrovarsi a passare lì di fronte proprio durante la rapina, con in macchina quel poco che è rimasto della sua famiglia? Eppure, le coincidenze fanno parte della vita. E sono uno degli ingredienti fondamentali di questa rocambolesca storia. Insieme agli imprevisti, al buon cibo e a un’abbondante dose di umorismo.

Di Filippo Venturi conservavo già un bellissimo ricordo grazie alla lettura di Un giorno come un altro (qui la mia recensione) che avevo trovato davvero divertente e coinvolgente. Ancor prima di iniziare la lettura di questo romanzo, quindi, pregustavo già quelle stesse sensazioni e sicuramente non ne sono rimasta delusa, anzi!Cattura4.PNG
Emilio Zucchini, ristoratore bolognese, il suo amico Nicola Fini, abbandonato dalla moglie, Joe Solitario, cantante fallito, e due criminali locali, Cico Pop e Mangusta, sono i personaggi che si muovono in una Bologna, sesta protagonista della storia, tra un malinteso, un’assurda coincidenza e uno scherzo del destino. Quando Emilio non riesce a far venire bene le sfoglie per la lasagna, capisce subito che c’è qualcosa che non va, qualche disgrazia che sta per accadere: sarà proprio in quella giornata, infatti, che più di una persona tenterà una rapina alla stessa banca e che Nicola subirà l’ennesimo e impensabile colpo di sfortuna, proprio davanti quella banca. Così Zucca, con il suo sesto senso, si imbarca in una serie di indagini per ritrovare la sua figlioccia apparentemente rapita.

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Il buio oltre la siepe: il film.

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Finito di leggere Il buio oltre la siepe (qui la mia recensione), e avendo quindi rimediato al crimine di continuare a rimandarne la lettura, ho deciso di passare al film.
L’uscita del libro, nel 1960, e il suo successo immediato, coronato dal premio Pulitzer vinto l’anno successivo, sono seguiti, nel 1962, dall’uscita del film.
5bfb72ce-e938-11e4-ac1e-485b3977183d_572_450.jpgDiretto da Robert Mulligan, conquista otto nomination agli Oscar, vincendo poi tre premi: miglior attore protagonista a Gregory Peck, che interpreta Atticus Finch, miglior sceneggiatura non originale e miglior scenografia. Il film, inoltre, è stato inserito nel 1998 nella classifica dei migliori cento film statunitensi redatta dall’American Film Institute.
La trama riprende fedelmente quella del libro, di cui ho già parlato nella recensione, e viene narrata dalla voce ormai adulta di Scout che si guarda indietro a quel periodo della sua infanzia: la cornice si confonde con gli eventi principali, in un racconto di tutti gli episodi che sono rimasti scolpiti nella sua memoria.  Continua a leggere

Recensione: Il buio oltre la siepe di Harper Lee

Da questa recensione in poi c’è una bella novità: solitamente mi piace inserire negli articoli delle immagini/foto che mi facciano pensare al libro in questione, che siano evocative.
In più, di recente mi sono appassionata ad un meraviglioso profilo instagram, di una ragazza che fa foto molto molto molto belle.
Si chiama Sara (qui il link al suo profilo instagram), ed oltre ad essere una bravissima fotografa, è anche una mia amica.
La novità è che le foto che userò nelle recensioni da oggi in poi saranno proprio foto sue: ne sono davvero felice e sono sicura che saranno assolutamente perfette. ♥

 

Sara Cicero


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  • Titolo: Il buio oltre la siepe (To kill a mockingbird)
  • Autore: Harper Lee
  • Casa Editrice: Feltrinelli
  • Data pubblicazione: Luglio 1960
  • Prima edizione italiana: 1960
  • Pagine: 290
  • Trama: In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte.
    La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

Il buio oltre la siepe, esce nel 1960, e sin dagli esordi ha un successo enorme, tanto da far conquistare ad Harper Lee il premio Pulitzer l’anno seguente. Ad oggi è considerato un classico della letteratura americana del ‘900, e quasi non avrebbe bisogno di una presentazione.
Fino a ieri era una grande lacuna tra le mie letture, ma sono felice di averlo finalmente letto, e di averlo fatto in un momento in cui è più attuale che mai. O forse resta semplicemente sempre attuale. Continua a leggere

Recensione in anteprima: Isola di neve di Valentina D’Urbano

Il 13 Settembre esce per Longanesi il nuovo libro di Valentina D’Urbano, Isola di neve. Adoro questa scrittrice sin da Il rumore dei tuoi passi, e da lì in poi ne ho letto e amato ogni libro e personaggio (qui trovate le mie recensioni).
Quindi ringrazio Tommaso e Francesca dell’ufficio stampa Longanesi per la possibilità di leggere e recensire in anteprima Isola di neve. ♥


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  • Titolo: Isola di neve
  • Autore: Valentina D’Urbano
  • Casa Editrice: Longanesi
  • Data pubblicazione: 13 Settembre 2018
  • Pagine: 320
  • Trama: 2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato -, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta.
    1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Ci sono due motivi che mi hanno fatto iniziare questo libro con mille aspettative. Il primo è ovvio, ormai scontato per quante volte l’ho scritto: amo Valentina D’Urbano e leggerei volentieri persino la sua lista della spesa. Il secondo è che mi sono sempre piaciute le storie che si intrecciano e sovrappongono, svolgendosi  nello stesso luogo in diverse epoche, o contemporaneamente ma in posti diversi. C’è questa parte di me, che viene fuori quando leggo storie simili, che non vede l’ora di stupirsi per come tutti i dettagli andranno ad incastrarsi e completarsi tra loro.  Continua a leggere

Tra pagine e palcoscenico #3

Avevo iniziato questa specie di rubrica per poi lasciarla praticamente in sospeso. Ci sono però ancora alcuni cantanti che volevo citare nelle loro, più o meno note, vesti di scrittori…

TRA PAGINE E PALCOSCENICO #3

OVVERO CANTANTI E MUSICISTI CHE HANNO SCRITTO ROMANZI CHE POTRESTE VOLER LEGGERE


FRANCESCO GUCCINI

Francesco Guccini

Croniche epafaniche.jpgÈ in realtà impossibile anche solo citare tutte le opere, tra raccolte di racconti e romanzi, del celebre cantautore Francesco Guccini, che è a tutti gli effetti anche scrittore. Il suo esordio narrativo si ha nel 1989, con Cròniche epafàniche: diventa in poco tempo un best seller di quell’anno e viene molto apprezzato dalla critica. Pur non essendo una vera e propria autobiografia, ne ha una forte componente; così come ha una forte componente che deriva direttamente dalla musica e dalla musicalità, con un bellissimo utilizzo del dialetto. Continua a leggere

Recensione: Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio

Le tre del mattino

  • Titolo: Le tre del mattino
  • Autore: Gianrico Carofiglio
  • Casa Editrice: Einaudi
  • Data pubblicazione: 10 Ottobre 2017
  • Pagine: 176
  • Trama: Antonio è un liceale solitario e risentito, suo padre un matematico dal passato brillante; i rapporti fra i due non sono mai stati facili. Un pomeriggio di giugno dei primi anni Ottanta atterrano a Marsiglia, dove una serie di circostanze inattese li costringerà a trascorrere insieme due giorni e due notti senza sonno. È così che il ragazzo e l’uomo si conoscono davvero, per la prima volta; si specchiano l’uno nell’altro e si misurano con la figura della madre ed ex moglie, donna bellissima ed elusiva. La loro sarà una corsa turbinosa, a tratti allucinata a tratti allegra, fra quartieri malfamati, spettacolari paesaggi di mare, luoghi nascosti e popolati da creature notturne. Un viaggio avventuroso e struggente sull’orizzonte della vita.  

Le tre del mattino è il primo romanzo di Gianrico Carofiglio che leggo, sebbene avessi molto sentito parlare dell’autore. È arrivato come regalo inaspettato e mi ha incuriosito dal primo momento con la trama in quarta di copertina e la promessa di un romanzo di formazione. Continua a leggere

Trieste // Luoghi, libri, letteratura e tanto amore

Trieste di Umberto Saba

Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo;
e mi pare che dove esso termina
termini la città.

Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore; come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.

A inizio Giugno sono stata a Trieste. Non ci ero mai stata, ma mi aveva sempre incuriosita, sin dal quinto superiore, quando è stata una presenza ricorrente nello studio di vari autori. La mia professoressa di letteratura ci faceva continuamente confrontare poeti e scrittori su ogni punto in comune e differenza, e Trieste è quindi stata più volte inevitabilmente sfondo e protagonista di vari confronti.IMG_20180601_174601.jpg
Mi è piaciuta molto. Mi ha dato l’impressione che sia impossibile definirla, che abbia mille volti, tutti ugualmente spettacolari. Un po’ enigmatica, ecco.
L’ho trovata elegante, estremamente tranquilla e allo stesso tempo viva, suggestiva in ogni angolo, che rivela sempre uno scorcio meraviglioso.
La mia non è stata una visita molto approfondita, forse. Però è stata super divertente e interessante, stancante ma intensa. E ho pensato di condividere qui qualche momento, insieme al puro fascino letterario della città. (che per me, se ci ripenso ora, è indissolubilmente associata alla sensazione assolutamente perfetta di sentirsi fortunati, per le cose, ma soprattutto le persone meravigliose che abbiamo intorno, accanto e dentro il cuore)


Trieste è la città di Umberto Saba e Italo Svevo, del candidato premio Nobel Claudio Magris, e quella acquisita di James Joyce; è la città che ha accolto Franz Kakfa per qualche anno. Continua a leggere

Recensione: Un ragazzo normale di Lorenzo Marone

È passato quasi un anno dall’ultima volta che ho scritto sul blog. Non c’è un motivo particolare: scrivere ha semplicemente smesso di far parte della mia routine da un giorno all’altro. E anche leggere, quasi del tutto.
Ora che però ho un po’ di tempo libero, che ho letto un pochino e assaporato la mancanza di quello che avevo lasciato qui, non c’era modo migliore di ricominciare a scrivere, che parlando di questo libro.

Un ragazzo normale

  • Titolo: Un ragazzo normale
  • Autore: Lorenzo Marone
  • Casa Editrice: Feltrinelli
  • Data pubblicazione: 22 Febbraio 2018
  • Pagine: 288
  • Trama: Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karaté Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spider-Man e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Moria, la tartaruga che vive sul terrazzo all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma le persone speciali e le loro piccole, grandi azioni non muoiono mai e sono come il mare: luccicano in eterno.

Lorenzo Marone io l’ho incontrato una volta: non incontrato per caso, ma cercato perché mi piace molto e mi piaceva da impazzire l’idea di poter prendere un caffè con lui, come poi è successo. Ne è venuta fuori questa intervista e un bellissimo ricordo che mi fa sorridere ogni volta che ci penso e che mi suscita un bel po’ di nostalgia. Continua a leggere

Bookchiacchierando: Barcellona // Luoghi, Libri e Letteratura

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Barcellona

Luoghi, Libri e Letteratura

Sto scrivendo quest’articolo il 1 Ottobre, quando mancano quattro giorni alla partenza per Barcellona. Ho deciso però di programmarlo per il 7 Ottobre, quando sarò già lì.
Avevo voglia di coinvolgere il blog in questo viaggio, o meglio, non solo nel viaggio, ma anche nell’attesa, nelle aspettative nei confronti di una città che sto conoscendo piano piano leggendo i libri di Carlos Ruiz Zafón. Non ho ancora ben deciso quando recensirli: a questo punto sicuramente dopo il viaggio, ma non so se aspettare di leggerli tutti oppure no.
Ad ogni modo, in questo articolo credo che mi limiterò a riportavi qualche curiosità che ho trovato su internet sulla Barcellona letteraria.


Luoghi

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Partendo proprio da Carlos Ruiz Zafón e dalla sua saga Il cimitero dei libri dimenticati, ho trovato un articolo molto carino sugli itinerari legati all’autore e ai libri. Continua a leggere