Recensione: Vita e morte degl’insetti di Marcel Roland

Vita e morte degl'insetti

  • Titolo: Vita e morte degl’insetti (Vie et mort des insectes)
  • Autore: Marcel Roland
  • Casa Editrice: Rizzoli
  • Data pubblicazione: 1936
  • Prima edizione italiana: 1952
  • Pagine: 178
  • Trama: In Vita e morte degl’insetti l’autore descrive, con la sua arte finissima, vita e costumi d’interessantissime bestiole, molte delle quali (scorpioni, porcellini di terra, ragni, stercorari) vengono spesso considerate con un senso di repulsione, e qualificate… bestiacce. Ma Marcel Roland le guarda con occhio pacato di naturalista, le studia ispirandosi a quel senso di affratellamento cosmico che sempre lo anima, e sa infondere nel lettore un sentimento di comprensione per quelle umili esistenze che hanno anch’esse il loro posto nella natura, dove non esistono gerarchie. 

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Ho ricevuto questo libro in prestito dopo aver insultato un ragno dichiarando tutto il mio schifo. So che non è un comportamento razionale, nonostante molto comune, ma semplicemente avere un insetto (nel senso più ampio del termine, al di là della tassonomia) vicino, mi suscita un sentimento di ribrezzo. Quindi mi è stato consegnato questo libro con la promessa di superare questa inimicizia. 
Ho iniziato la lettura con molta curiosità, ma anche con un bel po’ di scetticismo: un libro del genere può risultare noioso se non si è interessati minimamente all’argomento. Però ho decisamente cambiato idea…Marcel Roland, appassionato (e credo che questa sia la parola chiave) naturalista, dedica in questo libricino ogni capitolo ad un insetto diverso, parlandone però in un modo che è assolutamente agli antipodi del linguaggio e dello stile enciclopedico. Il racconto unisce aneddoti di esperienze personali, a minuziose descrizioni delle caratteristiche dell’esserino di turno, più una bella dose di riflessioni meravigliose sull’istinto, l’evoluzione e tutti i principali comportamenti e abitudini umane, rivelate grazie allo sguardo puntato sugli insetti, i nostri numerosissimi coinquilini. 

Si assicura che la gelosia sia un sentimento non sconosciuto agli animali. Lo credo, poiché esso costituisce una delle mille forme dell’istinto di possesso, istinto universale che domina persino il mondo chimico. Che cos’è, infatti, l’affinità di un corpo per un altro, se non una specie d’amore, un misterioso bisogno di assorbire il corpo affine?

Come dicevo, io non ne so praticamente nulla di insetti e data la mia scarsa disposizione verso l’argomento, non riponevo grande fiducia nel potere della penna di Marcel Roland. Allo stesso tempo sono curiosa per natura verso gli argomenti più disparati: non coltivo interessi così numerosi, ma è difficile che trovi noiosa una qualunque cosa. O meglio: se qualcuno mi parla di ciò che lo appassiona, io potrei stare a sentirlo per ore. Sono una curiosa di curiosità altrui, ed ecco perché penso che la passione sia la chiave di tutto. 
Ogni immagine che questo libro è riuscito ad evocare, con le sue descrizioni incredibili, era carico di passione: ogni insetto è un abitante del mondo come lo siamo noi, un lavoratore, un genitore, per qualche momento anche un innamorato. Ognuno ha le sue abitudini, il suo habitat (o meglio la sua casa), alcuni sono nomadi, altri restano per tutta la vita nello stesso posto, altri ancora scavano per anni il tronco dello stesso albero, nutrendosi della sua linfa, (il capricorno, il divoratore della foresta). Ognuno ha il suo modo di accoppiarsi (o di fare l’amore) e di occuparsi dei suoi figli. La maggior parte della femmine muoiono dopo aver assolto al loro compito di deposizione delle uova: lo scopo della loro esistenza è compiuto. Ma alla progenie lasciano delle insolite eredità: una palla di sterco ad avvolgerli, di cui nutrirsi, per esempio. Probabilmente niente di tutto questo è dettato dal sentimento, ma da un innato istinto che spinge ogni più piccola esistenza a svolgersi in quel determinato modo. E questo è altrettanto interessante, così come lo è trovare in questi comportamenti, in questo teatro naturale, lo specchio delle più comuni abitudini umane.

E poi, un giorno, l’orribile verme impinzato di letame, addormentato nella sua nicchia d’immondizie, si desterà come Brunilde sotto il bacio del principe Sole, e la cetonia splendente spiccherà il volo dal letame verso i fiori.
Così l’eterna magia della natura trasforma incessantemente il fango in bellezza.

Le pagine sono diventate un perfetto romanzo di avventura in alcuni momenti, e delle storie romantiche in altri. Qualcuno diventava un gentiluomo che sa mangiare in modo composto (il geotrupo), qualcun’altro un temibile felino (la mantide).
Ho scoperto tantissime cose interessanti e in un modo che lo è stato ancora di più. Molto precise e chiare le note, con tutte le spiegazioni. Mi sono anche divertita e stupita dei paragoni così creativi, dello stile e delle descrizioni, in assoluto l’aspetto più bello. Non so se alla fine sia riuscito a farmi guardare con occhio diverso il mondo intorno a me: vi saprò dire al prossimo incontro ravvicinato con uno dei miei nuovi amici. Io ne dubito, ma, come ho scoperto di recente, mai dire mai!
Se vi capita tra le mani, vi consiglio assolutamente questo autore. Credo che la maggior parte dei suoi libri siano fuori catalogo: ho visto che qualche anno fa La grande lezione dei piccoli animali è stato pubblicato in un’edizione per i più piccoli dalla casa editrice Gallucci (qui su Amazon), ma per il resto non ho trovato altro. Però magari in mercatini dell’usato: la copia che ho letto io è stata acquistata nella libreria Acqua Alta a Venezia.

Il porcellino di terra merita la sua sorte? Può darsi. Somiglia a quella catgoria di uomini inutili che rosicchiano ogni giorno un po’ di uno stesso mucchio di detriti, un po’ di rendita, un po’ di capitale morto, senza mai apportare nulla di nuovo, di fresco, all’edificio comune. “Per vivere felici, viviamo nascosti” parola empia di un favolista cattivo, negazione dello sforzo, del lavoro, dell’iniziativa! […]
Il mondo delle bestiole gravita spesso meno lontano dal nostro di quanto crediamo. Per convincercene, basta imparare a osservare… Cùrvati fino a terra, e cerca di farti tu stesso piccolo: un sasso un filo d’erba, pochi granelli di polvere e su questo scenario primitivo come quelli di Shakespeare, si volgono drammi ancora più commoventi dei suoi, perché si chiamano realtà

♥ ♥ ♥ ½


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Marcel Roland: è stato uno scrittore e naturalista francese. Nella prima parte della sua carriera, iniziata con un libro di versi, scrisse prevalentemente racconti destinati ai quotidiani e romanzi scientifici. Successivamente, forte dei suoi studi naturalistici, decise di occuparsi di veri e propri saggi di divulgazione scientifica. In Italia sono state tradotte alcune sue opere, come Saggio sugli infusori, L’amore negli insetti e I musicisti dell’estate, anche se i suoi saggi più celebri, pubblicati per la prima volta nel nostro paese all’interno della collana B.U.R, sono racchiusi nella serie I boschi, i campi, i giardini: aspetti del mondo animale, che consiste di nove volumi, il primo dei quali è Vita e morte degl’insetti.

10 commenti

  1. Alla vista di certi insetti mi ritraggo immediatamente schifata anche io, ma sono al contempo molto curiosa verso tutto ciò che riguarda la natura e in particolare il mondo degli animali. Quindi credo proprio che questo libro faccia per me! Grazie per avermelo fatto scoprire 🙂
    E grazie anche per aver deciso di seguirmi!

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