Matera // Luoghi, libri e letteratura

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà.
Chiunque veda Matera non può non restarne colpito
tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza.”
-Carlo Levi 

 

Dal 23 al 26 Agosto sono stata con la mia famiglia a Matera. Era la prima volta per me e il fatto che quest’anno sia capitale europea della cultura, mi è sembrata un ottimo pretesto per visitarla.
Comincio dicendo di essermene completamente innamorata. Dietro ogni angolo, sopra ogni gradino o sotto ogni discesa scivolosa, Matera nasconde una meraviglia: una chiesa imponente, un panorama mozzafiato, che sia affacciato sulla Murgia o sui sassi. Una chiesa rupestre nascosta da una più recente e imponente (è il caso della chiesa di Sant’Agostino che accoglie quella di San Giuliano) o una facciata che ne nasconde dietro un’altra (parlo della meravigliosa chiesa di San Giovanni Battista). Ogni angolo del centro, anche il meno frequentato, merita il soffermarsi a contemplarlo.
Il mio scorcio preferito è probabilmente quello che offre la vista di due chiese, quella di IMG_20190823_150342.jpgSan Pietro Caveoso e quella della Madonna dell’Idris: la prima più in basso, semplice ma bellissima nel suo sporgersi sulla Murgia materana, la seconda rupestre, più in alto, incastrata e assolutamente perfetta.
E se la città in sé mi ha dato questa impressione, gli eventi che la popolano in questi mesi non fanno altro che accentuare questo suo essere così imprevedibilmente bella: il 2019 è decisamente il suo anno, la ricopre di turisti, di eventi, arte, cultura. Ad un certo punto, camminando tra le case in tufo, inaspettatamente appare un esercito di figure strane: in fila una dietro l’altra stanno davanti al convento di Sant’Agostino. Man mano che mi IMG_20190824_105427.jpgavvicino cominciano ad acquisire un aspetto metallico, quasi robotico. E invece poi si rivelano delle figure completamente fatte di spazzatura: sono le Trash people di Ha Schult, l’esercito dei rottami, un’istallazione esposta nei più bei scenari e paesaggi del mondo, sulla Muraglia Cinese, davanti alle piramidi egizie, a Piazza del Popolo a Roma e ora anche a Matera. Per l’occasione ne sono state costruite alcune in tufo, la pietra che costituisce l’anima della città.
Tre sculture di Salvador Dalì si trovano invece in tre posti della città, inaspettate come tutto il resto e bellissime. Sono stata anche alla mostra, ma conto di scrivere un articolo dedicato, soprattutto perché un grande spazio è stato dato all’attività di Dalì come illustratore di opere letterarie. In ogni caso oltre alle opere veramente spettacolari, la cornice delle chiese rupestri credo sia imperdibile.

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Le librerie (o Libromania)

Parto con una piccola nota di demerito: come faccio sempre, nei giorni prima del viaggio ho cercato quali librerie ci fossero a Matera. La ricerca google librerie Matera, però, non ha prodotto i risultati sperati, anzi: mi sono comparsi una serie di articoli in cui si affermava che la provincia di Matera è l’ultima in Italia per numero di librerie, oltre alla notizia della chiusura di una celebre libreria.
Nei giorni trascorsi lì, poi, ho subito notato la libreria Mondadori in piazza Vittorio Veneto, ma sono riuscita ad affacciarmi solo per qualche minuto con la promessa di tornarci il giorno seguente, ma era Domenica e l’ho trovata chiusa. Così come ho trovato chiuse tutte le librerie che ho cercato sulle mappe. La sorpresa è comunque arrivata, in una strada presa per caso, dove ho trovato l’insegna Libromania. 

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Si tratta di una libreria di libri usati, a cui si accede tramite una scalinata esterna con vari libri sparsi, così come accanto alla porta. Su questa un foglio avvisava che il proprietario non c’era, ma che chiamandolo a quel numero sarebbe arrivato in cinque minuti. Io avevo ovviamente già messo gli occhi su un titolo (senza neanche essere entrata, pensate un po’!), cioè Le meraviglie del microscopio di Marcel Roland. Ho infattiIMG_20190825_124255 letto da poco un altro suo libro, Vita e morte degli insetti che vi ho recensito qui e che mi è piaciuto molto. Purtroppo ero di fretta, perché stavano per chiudere la strada anche ai pedoni (motivo: riprese del prossimo film di James Bond), così ho velocemente digitato il numero per chiedere il prezzo e lasciare i soldi lì davanti. Ma il proprietario, dopo aver insistito per aspettarlo, mi ha detto di prendere pure il libro e di tornare nel pomeriggio. Cosa che ho ovviamente fatto, tornando poi di nuovo anche la mattina dopo, approfittando dei minuti prima della partenza.
Dopo aver visto l’interno della libreria, posso dire che sia stata davvero una coincidenza fortunata e molto bella, quella di trovare il libro lì fuori ad aspettarmi: dentro c’era un caos carico di calore e colore, non lo avrei mai trovato! Molti titoli erano in ordine alfabetico, ad esempio classici e romanzi, ma molti altri no. Vagare tra gli scaffali e i tomi era tutta un po’ una IMG_20190825_161105scoperta, come la città che la accoglie! Quanti gioielli ho trovato nascosti, libri più e meno conosciuti, dalle pagine cariche di vita. Oltre al librino che avevo già preso con me, ho comprato Intervista con la storia di Oriana Fallaci, che voglio leggere da tempo, Il cervello e la coscienza di Steven Rose (che sto leggendo ora) e Radici di Alex Haley (anni fa avevo guardato la serie tv del ’77). Da aggiungere a questi, tutti gli acquisti di mio fratello! Nulla in confronto a tutto quello che avrei voluto comprare: libri in edizioni bellissime, antichi con copertine e rilegature super curate, testi molto specifici su qualunque argomento, guide turistiche e manuali. Oltre ad essere super fornita, è una tana, un rifugio dal mondo in cui l’odore delle pagine è ovunque. E soprattutto è ovunque la passione e l’amore per i libri: merito ovviamente del proprietario, Giuseppe Badalà. Ci ha raccontato che lui fa tutto da solo, compra i libri, li sistema e li vende. Ricorda ogni singolo titolo presente su quegli scaffali e ci ha saputoIMG_20190825_160858 aiutare a cercare tutto quello che ci serviva. Ci ha anche regalato una stampa di un’opera di Wandavi, un omaggio a Carlo Levi in occasione del centenario dalla sua nascita.
Se passate da Matera, dovete decisamente farci più di un salto: sicuramente troverete più di un libro da comprare e soprattutto scoprirete un posto magico fatto di amore e passione.
In ogni caso se cercate libri usati anche online, Giuseppe vende anche su ebay e ha davvero una scelta molto ampia. Vi lascio qui tutti i link.

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Via Lucana, 13 – Matera


Festival letterari – WFF, Women’s Fiction Festival

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Il Women’s Fiction Festival nasce tredici anni fa a Matera, come unico festival in europa dedicato alla narrativa femminile. L’evento principale del festival sono tre giorni nei sassi a fine settembre di Congresso internazionale per scrittori, master class e corsi di scrittura creativa, “Briefings for thriller writers” dedicati ai giallisti, appuntamenti a tu per tu tra scrittori, editor, agenti letterari e consulenti editoriali, incontri con il pubblico e con gli allievi delle scuole, happy hour, concerti e la premiazione letteraria denominata “La Baccante”.
Nel corso degli anni il festival ha portato a Matera figure di spicco del mondo dell’editoria e della scrittura, con una particolare attenzione agli incontri nelle scuole per i più giovani.
Ci sono poi eventi organizzati durante tutto l’anno, presentazioni di libri, incontri ecc. In realtà io non sono riuscita a trovare nessuna informazione riguardo a programma e ospiti di quest’anno, ma vi lascio ugualmente il link al sito web se foste interessati ad eventuali aggiornamenti.

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Carlo Levi

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Ho letto Cristo si è fermato a Eboli quando ero alle scuole medie. Io e mio fratello loLatradaallegrotte.jpg abbiamo cercato in casa per giorni in vista della partenza, sarebbe stata l’occasione perfetta per rileggerlo, ma non c’è stato verso di farlo venire fuori.
Dopo la laurea in medicina, il torinese Carlo Levi decide di dedicarsi alla pittura e alla scrittura, fino all’adesione a movimenti artistici e politici antifascisti, cosa che causerà il suo esilio per due anni in Basilicata, prima a Grassano e poi ad Aliano entrambi comuni in provincia di Matera. Deriva da questo periodo l’ispirazione per il suo libro più celebre, Cristo si è fermato a Eboli, appunto, pubblicato poi nel 1945, la denuncia delle condizioni di vita disumane di quella popolazione apparentemente dimenticata persino da Dio. Nuclei familiari numerosissimi in abitazioni minuscole, insieme agli animali, costretti a scavare per ampliare le abitazioni o a occupare le chiese rupestri, una mortalità infantile quasi del 50%, condizioni igieniche inesistenti. Solo pochi anni dopo, nel 1949 Togliatti si recherà ai sassi e li definirà vergogna d’Italia e nel 1952 verrà emanata la legge per lo sfollamento dei sassi, che imporrà l’esproprio a circa 20 mila persone. Carlo Levi segna l’inizio di una nuova era per Matera: è il primo a portare sotto gli occhi di tutti una situazione ignorata, ad affermare la bellezza di quei valori ormai soffocati dalla miseria.

…Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi, Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie… Di bambini ce n’era un’infinità… nudi o coperti di stracci… Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa… E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero… coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste… Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi… sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste…

ragazzolucano.jpgLa Basilicata è per lungo tempo la musa ispiratrice dell’arte di Levi, non solo quella letteraria, ma anche quella figurativa.
A Palazzo Lanfranchi a Matera, sono ospitate permanentemente 44 opere di Levi, in una sala omonima. Alcune di queste risalgono a prima del suo esilio in Basilicata, altre sono proprio di quel periodo o successive e ritraggono con estrema semplicità e bellezza la vita contadina, l’innocenza di un volto bambino, la meraviglia di un paesaggio duro ma indimenticabile. La più celebre di queste opere è sicuramente Lucania 61, esposta per la prima volta a Torino nel 1961, nella mostra Italia 61 in occasione del centenario dell’unità d’Italia. Si tratta di un’opera enorme (18,50 x 3,20) e molto suggestiva dedicata a Rocco Scotellaro, poeta e intellettuale lucano, amico di Carlo Levi e ritratto anche in altre sue opere.

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Lucania 61

Dal 28 agosto al 31 ottobre inoltre, sempre a Palazzo Lanfranchi, ma in un’altra sala, sono esposte altre opere dell’artista in una mostra di suoi disegni politici. Io sono stata lì qualche giorno prima, quindi queste ultime tele non le ho potute vedere, ma le altre ne valgono davvero la pena.
Piccola nota: Palazzo Lanfranchi lega Carlo Levi ad un altro personaggio della letteratura italiana. Giovanni Pascoli, infatti, insegnò del ginnasio che era accolto proprio all’interno del palazzo, tant’è che la piazza in cui è situato porta il suo nome.
Carlo Levi tornerà più volte in Basilicata e proprio ad Aliano vorrà essere sepolto.


Il riscatto

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Da vergogna nazionale, ormai abbandonati e disabitati, i sassi dagli anni ’50 cominciano a diventare oggetto del desiderio di numerosi registi: il primo film girato lì fu nel 1952 La Lupa di Alberto Lattuada. Circa dieci anni dopo, Pier Paolo Pasolini la scelse quale la Gerusalemme d’Italia come set per il suo Il Vangelo secondo Matteo (1964). Anche Mel Gibson nel 2002 vide nei sassi la nuova Gerusalemme e qui girò La passione di Cristo. Come vi ho detto, ancora in questi giorni sono in corso le riprese del prossimo capitolo di James Bond: è stato divertente assistere in minima parte!
Nel 1993 arriva la nomina a patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’UNESCO, titolo che verrà poi conferito oltre che ai soli sassi, anche al parco delle chiese rupestri.
La storia non si cancella e non si nasconde, quello che era una condanna, un velo di tristezza è diventato un vanto di bellezza e valori. Un album di testimonianze che dalla preistoria fino ad oggi si sovrappongono e si completano, regalando un patrimonio unico al mondo.

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