Recensione: Il Regno dell’aria di Laura Rocca

Ecco la prima delle tante recensioni che dovrò pubblicare: è il secondo capitolo della saga fantasy di Laura Rocca Le cronistorie degli elementi iniziata con Il mondo che non vedi e proseguita con lo spin off Aidan. Cliccando sui due titoli potete leggere le mie due recensioni. Come sempre non ci sono spoiler nelle mie recensioni, ma potrebbero esserci dettagli sui capitoli precedenti che ovviamente in questo libro già si conoscono.
Ringrazio di cuore Laura Rocca per le bellissime letture che mi regala ogni volta, insieme a tutto ciò che i suoi libri portano con loro, personaggi, luoghi, storie bellisime. Ma soprattutto la ringrazio per la sua fiducia e pazienza. (Qui trovate il suo blog e qui il suo sito da autrice)
Buona lettura!

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  • Titolo: Il regno dell’aria (Le cronistorie degli elementi #2)

  • Autore: Laura Rocca

  • Casa Editrice: Self Published
  • Data pubblicazione: 6 Luglio 2016
  • Pagine: 510
  • Genere: Fantasy, Romantico
  • Trama: Celine è convinta di essere una ragazza insignificante e invisibile, ma il destino ha in serbo altri piani per lei: non solo scopre un mondo di cui non conosceva l’esistenza, ma ne è persino a capo. Purtroppo questo dono inaspettato le preclude l’amore dell’unico ragazzo che le abbia mai fatto battere il cuore in diciotto anni. La profezia, infatti, lega il suo destino a quello dell’altro Prescelto, e il suo amato Aidan è irremovibile: non infrangerà le loro leggi perché non vuole esporla ad alcun pericolo. Celine non può crogiolarsi nel dolore, non ha più tempo. I nemici stanno colpendo duramente i Quattro Regni, Fàs ha deciso di attaccare e il popolo si sente talmente abbandonato da aver perso ogni speranza. Le protezioni attorno al Regno dell’Aria stanno cedendo e, mentre il male si avvicina, Celine deve ritrovare la Lama d’Aria, dispersa da quasi vent’anni. La sopravvivenza del Regno dipende dalla riuscita della sua missione. L’unica possibilità di salvezza è nelle sue mani. Alla scoperta di un mondo nuovo, immerso tra i ghiacci della Finlandia, Celine si appresta a sciogliere le fila di un antico mistero. 

Opinione personale:

6e3fe430031b3cd8b4c5eba000b08bcf.jpgNon vedevo l’ora di leggere questo libro, sin da quando ho letto Il mondo che non vedi. Poi c’è stato lo spin off di Aidan, che mi era piaciuto ancora di più e cosa più importante mi aveva fatta immedesimare nella storia, nei personaggi, li aveva resi un po’ più miei. Questo libro, insomma, lo attendevo con ansia, come si aspetta il ritorno a casa, ma d’altra parte doveva anche essere al livello delle aspettative.
Il libro è incentrato sul primo viaggio di Celine, quello alla ricerca della Lama dell’aria, nel Regno proprio di quell’elemento: dalle selezioni di guerrieri e curatrici, al viaggio fino alla missione vera e propria. Ci sono nuovi personaggi, da quelli che accompagnano Celine da casa, come Ailie e Acheflow, a quelli che la aspetteranno lì, come Maheloas.

I sentimenti ci appartengono, cono qualcosa da difendere.

Sulla trama non posso dire niente di nuovo: essa riprende esattamente da ciò che avevamo lasciato, dal matrimonio di Buonia e Caswyn e da lì si sviluppa nella missione che era già stata annunciata. Con questo non voglio dire che ci sia del banale, anzi: mi piace la piega che stanno prendendo le cose, la prospettiva che (forse?) Celine dovrà esplorare tutti i Regni e prendere parte ogni volta ad una nuova ricerca e conoscere persone nuove. Poi la parte del prevedibile finisce qui, perché vi assicuro che niente va secondo i piani, e che il primo mistero della storia è la stessa Celine, oltre a tutto ciò che accade continuamente.
Davvero, non è possibile prevedere ogni colpo di scena, ogni pericolo in agguato, o ogni cosa bella che potrebbe accadere.index.jpeg
Questo è dovuto anche al fatto che lo schema del libro è molto diverso dal primo capitolo: ricordo che una delle pochissime cose che non avevo apprezzato (ora non ricordo se lo avessi scritto anche nella recensione) era stata la tendenza a focalizzarsi eccessivamente su Aidan e Celine e sulla loro storia d’amore. Io adoro la loro storia, ma oltre a questo, ho un debole per le trame che si allargano, che inglobano le storie singole di ogni personaggio. E questa cosa c’era, ma in minima parte. Questa volta invece la trama si è sviluppata su più fronti: quello dell’amore dei due protagonisti, quello dell’azione e dell’avventura, quello delle storie individuali di Aengus, Maheolas, Ailie… In questo modo la lettura l’ho trovata più dinamica e poi i colpi di scena di cui si presentava l’opportunità erano molti di più e poi ogni personaggio aveva una storia a sé che si intrecciava con le altre e spesso ne faceva da specchio, ne rifletteva i temi.

…era assurdo quanto potesse essere meraviglioso l’amore e quanto fosse capace di distruggere le persone al contempo.

tumblr_nhcnprTQ7l1qz62xqo1_1280.jpgCeline è cresciuta, è una donna forte ora che ha sulle sue spalle il destino dell’intero popolo; però nei momenti di debolezza si riconoscono i tratti di sempre, e nel suo essere altruista con tutti, nella sua capacità di sacrificarsi e mettersi al secondo posto quando necessario.
C’è quel messaggio che ritorna dell’amore capace di cambiare e plasmare non l’indole di una persona, ma la sua mentalità, il suo atteggiamento nei confronti del mondo
. Ci sono la razionalità e l’irrazionalità che si scontrano proprio nel sentimento dell’amore, lo rendono contraddittorio e al tempo stesso unico, nel senso che deriva da un’unica occasione. Una sorta di continuo carpe diem.
Ho la sensazione che sto dimenticando di dire tante cose, eppure non so come esprimere meglio il mio pensiero. Forse sarebbe sufficiente dire che la considero una delle migliori saghe che io abbia letto, che mi fa letteralmente vivere quei luoghi, me ne fa sentire l’odore, vedere i colori, il bianco della neve di Finlandia e i colori fiabeschi del cielo del nord. Mi fa stupire per quei dettagli che sembrano veri, che posso toccarli, come i miti del popolo, i loro vestiti, le loro tradizioni. Mi fa tifare per i personaggi (Brian è cieco, assolutamente), gioire con loro e un attimo dopo fissare sconvolta la pagina perché quel colpo di scena non l’avevo assolutamente previsto.
Credo che dobbiate leggerla per capire di cosa sto parlando. Avventura, sentimento, ironia, riflessione…vi assicuro che c’è tutto. Oltre ad una dose spropositata di fantasia e di amore.

Si addormentò con quei pensieri in testa, certa che la vita stava prendendo la giusta direzione, sicura dell’invincibilità del suo amore. Proprio come tutte le fanciulle al primo batticuore non sapeva che la strada del sentimento vero è ricca di imprevisti e svolte, spesso non troppo piacevoli.

Il mio voto:

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L’autrice:
Laura Rocca:ha 35 anni. Dal 2005 al 2011 ha curato un blog in cui raccontava con ironia e sarcasmo le sue vicissitudini lavorative. Nel 2013 ha iniziato la stesura del suo primo romanzo, autopubblicato e primo capitolo di una saga: Il mondo che non vedi, Le cronistorie degli elementi #1, seguito nel 2016 da Il Regno dell’aria. Dal Gennaio 2015 gestisce un blog in cui scrive racconti sull’epoca vittoriana.

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2 pensieri su “Recensione: Il Regno dell’aria di Laura Rocca

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