Recensione: Cos’è per te l’Europa? di Virginia Volpi

Titolo: Cos’è per te l’Europa? | Autore: Virginia Volpi | Casa Editrice: Feltrinelli Editore | Data pubblicazione: 4 Giugno 2020 | Pagine: 160

Cos’è l’Europa? La definizione più azzeccata l’ha data Jacques Delors: l’Europa è “un oggetto politico non identificato”. Un ufo. Perché l’Europa non è né uno stato né una vera e propria organizzazione internazionale. Partendo dai padri fondatori e dalle madri fondatrici, Virginia Volpi narra una breve storia dell’Unione europea. Ci spiega quali sono le istituzioni più importanti e come funzionano. Ci racconta i valori su cui si fonda, ma anche i problemi e le sue contraddizioni, fino alle sfide da vincere in futuro. I giovani lettori avranno così una visione europea consapevole e mai scontata.


Che cos’è per te l’Europa? O ancora più in generale, che cos’è l’Europa? Quanti di noi saprebbero rispondere a queste domande? Qualcuno sicuramente sì, ma non con la disinvoltura con cui risponderemmo a cos’è l’Italia.
Virginia Volpi sceglie, all’inizio del suo libro, di definirla un ufo, qualcosa di indefinito e sconosciuto, che dobbiamo mettere a fuoco, studiare e conoscere. Pagina dopo pagina accompagna il lettore alla sua scoperta, una scoperta nomade e itinerante, fatta di tasselli storici e geografici, di tappe percorse in bici e in treno, da soli o in compagnia.

Era una mattina di ottobre ed erano trascorsi pochi giorni dal più grande naufragio che il Mar Mediterraneo ricordi: 368 persone annegate a poche miglia da quella costa così agognata.
Quella mattina di ottobre ho capito qual era il privilegio di essere nata in Europa.

Jean Monnet and Robert Schuman in una foto dei primi anni Cinquanta. (© Communautés européennes 1950-1959)

Potremmo dividere il libro in due parti: la prima è quella delle basi storiche che hanno dato all’Europa un’identità e una forma. Mi sono un po’ vergognata della mia ignoranza in merito alle istituzioni europee, ai ruoli di ognuna di queste e alla loro evoluzione. Vedevo comparire tra le pagine nomi già sentiti, familiari ma che ne non avrei saputo dove collocare. Nella lettura complessiva, questa è la parte che mi ha portato via più tempo, perché ogni passo avanti nella ricostruzione dell’ufo, mi costringeva ad uno sguardo indietro per riprendere i mano i fili che mi sfuggivano di mano. Credo comunque che l’autrice sia stata molto brava a semplificare i ruoli e la storia di tutte le istituzioni e a creare dei solidi fili conduttori. L’ho letteralmente seguita in luoghi fisici e esperienze reali, ripercorrendo la sua stessa esperienza di scoperta. Proprio per questo però, ogni dettaglio me ne richiamava in mente un altro e la tentazione di tornare indietro di qualche pagina era troppo forte. Magari solo per ricordare qual era il nome originario del Parlamento europeo (ora l’ho imparato, giuro!) o in quale anno era stato firmato un determinato trattato (qui ero facilitata da una fantastica cronologia posta a fine libro). C’è da precisare che io ho questa tendenza maniacale di ripassare i dettagli con qualunque lettura, questa è stata proprio pane per i miei denti.
La seconda parte invece è il castello attuale che si erge sulla struttura e la storia dell’Unione Europea. Le pagine mi sono scivolate tra le dita in poche ore passate in treno: si parla di Brexit, di cambiamenti climatici, di migranti e di accordi in merito, di percezione che la popolazione ha sull’UE e di come la politica strumentalizzi questi sentimenti di diffidenza, facendo molto male all’Europa.
L’ho letta molto più facilmente della prima parte, ma proprio per una questione di contenuti diversi: qui c’è un’analisi più completa che il lettore può fare, una comprensione diversa degli eventi, anche alla luce della storia a cui ha assistito. Nonostante la varietà di temi, non risulta mai banale o affrettato. Semplicemente fornisce gli elementi necessari a collegare tutto in un grande quadro.

Del referendum si è detto anche che è stato un voto miope poiché i vecchi hanno deciso per i giovani, condizionando il loro futuro.

Simone Veil, primo presidente eletto del Parlamento europeo nel 1979 (©Getty)

Il libro è parte della collana FeltrinelliKids e da un lato è una scelta appropriata: sia perché l’autrice sceglie un linguaggio e un modo di approcciarsi al lettore che può catturare l’attenzione dei più piccoli; ma soprattutto perché acquisire queste conoscenze sin dal periodo di scuola, sarebbe uno strumento ottimo per guardarsi intorno con una coscienza e una consapevolezza diversa, con spirito critico ecco. Durante la lettura ho proprio pensato che leggerlo a scuola sotto la guida di un insegnante sarebbe perfetto.
Al tempo stesso la collana non deve essere un fattore fuorviante: credo che questa lettura sia un’opportunità per i lettori di ogni età. Un’occasione per informarsi in modo più che piacevole, per ripercorre una storia comune e per riflettere sui temi più disparati. Temi politici e sociali, certo, ma anche umani.
Vi troverete a pensare alla terribile sconfitta che è stata la Brexit, ma anche a quanto le sue radici fossero profonde nella storia dell’UE; rifletterete sulle opportunità e i privilegi che la vostra provenienza geografica vi ha garantito; faranno capolino anche concetti di solidarietà e accoglienza e gli ostacoli politici e burocratici che questi incontrano.
Credo che sia davvero una lettura per tutti, una di quelle che all’ultima pagina ti lascia la sensazione di aver imparato qualcosa e il desiderio di metterti a cercare nuove informazioni. E credo anche che sia un grande potere, quello di far nascere la curiosità e la voglio di imparare, scoprire e viaggiare.

I giovani sono europeisti, lo dimostrano i sondaggi; ma dell’Unione europea sanno in genere per sentito dire. L’Europa la si studia e la si insegna troppo poco: rimane, per l’appunto, un ufo, lontano e distante dalla quotidianità terrestre. Spesso questo si traduce in una scarsa partecipazione alle urne in occasione delle tornate europee.

♥ ♥ ♥


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Virginia Volpi: è nata nel 1996 ed è laureata in Scienze politiche all’Università di Pisa; nel 2015 è stata ammessa alla Scuola di Politiche fondata da Enrico Letta; nel 2016 ha frequentato il corso di giornalismo di The Post Internazionale; nel 2017 grazie al progetto Erasmus, ha studiato per sei mesi a Strasbourg SciencesPo; nel 2018 ha vinto il primo premio Giovani talenti per l’Italia, l’Europa e il mondo indetto dall’Istituto Affari Internazionali, dove ha svolto tre mesi di tirocinio, pubblicando alcuni articoli sulla rivista Affari Internazionali. Cos’è per te l’Europa? (Feltrinelli Editore, 2020) è il suo primo libro.

3 commenti

  1. Bella recensione, complimenti! Sono d’accordo con te riguardo la conoscenza di certi argomenti, e con la terminologia da utilizzare; io stesso non ne ho un’idea chiarissima, perciò ti ringrazio per avermi dato spunto per acquistare (non molto) prossimamente questo libro. Ti auguro un piacevole pomeriggio. 🙂

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