Recensione: Breve storia della letteratura rosa di Patrizia Violi

Breve storia della letteratura rosa

  • Titolo: Breve storia della letteratura rosa
  • Autore: Patrizia Violi
  • Casa Editrice:  Graphe Edizioni
  • Data pubblicazione: 26 Maggio 2020
  • Pagine: 81
  • Trama: Avete mai letto un romanzo rosa? No? Probabilmente, invece, lo avete letto eccome, solo che non vi vien facile associare in un unico genere Pamela di Richardson e Liala, Jane Eyre e Twilight. Questo ci dice che il mondo del «rosa», nella sua storia e nelle sue differenti espressioni, è molto più complesso e profondo di quanto forse siamo abituati a pensare. L’autrice, in questo saggio piacevole e leggero, illustra con precisione elementi ricorrenti, evoluzione, nomi celebri e recenti sviluppi della letteratura di consumo più amata di sempre, e non certo soltanto dalle donne.

Breve storia della letteratura rosa appartiene alla collana Parva della casa editrice Graphe: io stessa ho scoperto la collana con questo libro, ma credo che valga la pena darci un’occhiata. Si tratta di libri di saggistica di piccole dimensioni che trattano argomenti tra i più disparati e dopo questa prima esperienza molto positiva credo proprio che metterò gli occhi su un secondo titolo.Tornando però al libro, si tratta appunto di un breve saggio che ripercorre la storia della letteratura rosa, sin dal terreno in cui affonda le sue radici, fin dal mondo delle fiabe che non sono assolutamente letteratura rosa, ma che hanno fornito a questo genere numerosi elementi da cui trarre spunto. La letteratura rosa vera e propria forse ha inizio con Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson nel 1740. Da lì in poi la narrativa contribuirà a dar voce a necessità e aspettative di generazioni e generazioni di donne. Con alcuni fili conduttori che si mantengono pressoché inalterati nel corso dei secoli.
Io non mi definirei una lettrice di rosa, ma la trama in quarta di copertina mi ha catturata: tutti abbiamo letto grandi classici come Jane Eyre o fatto di Twilight il nostro compagno di adolescenza. Quindi quali sono i criteri che identificano questo genere?
Sicuramente una protagonista femminile e un obiettivo, che sia un oggetto del desiderio o un riscatto sociale. Poi uno sfondo che tende all’evoluzione con il succedersi delle epoche: Cenerentola si muoveva nel focolare domestico, mentre Bella Swan nei corridoi del suo liceo. Ma soprattutto c’è quell’abbraccio verso la lettrice che accomuna il romanzo rosa alla rivista con la posta del cuore (non a caso spesso realizzata dalle stesse autrici dei romanzi).
Non è facile realizzare una recensione di un saggio, soprattutto se così breve (ma non per questo poco efficace). Il rischio è sempre quello di mettersi a raccontare cose che leggereste molto meglio dalla penna stessa dell’autrice.
Io l’ho letto tutto in una giornata al mare e l’ho trovato un compagno piacevolissimo. Lo stile di Patrizia Violi è coinvolgente e semplice, leggero ma al tempo stesso in grado di raccontare una storia lunga secoli, mantenendo comunque dei collegamenti solidissimi. Credo che non sia facile spaziare da autrici ottocentesche come Carolina Invernizio (la casalinga di Voghera) ad Anna Todd in sole 80 pagine senza dare l’impressione di essere superficiali. Invece Patrizia Violi si muove tra i secoli in maniera impeccabile con il merito di rendere attuali tante riflessioni.
Accanto al racconto nudo di come questo genere sia nato e si sia evoluto, c’è infatti anche il continuo spunto di riflessione sul ruolo sociale della narrativa, sia quando significa porre una critica positiva, sia quando in realtà la critica è negativa. È infatti innegabile che ci troviamo davanti ad uno degli strumenti che ha consentito alla donna di emanciparsi, un supporto forse sottovalutato ma indispensabile, a suo modo (un modo fatto comunque di stereotipi di genere e stereotipi narrativi, ma utile in quel momento). Al tempo stesso però, gli elementi che oggi vengono ripresi tendono a perdere il loro ruolo sociale e risultano solo anacronistici, come il desiderio femminile confinato in Twilight.
Ho scoperto tante cose nuove grazie a questa lettura, autrici che non conoscevo affatto ma che hanno creato decine e decine di libri e che contano i più alti numeri di vendite nella storia dell’editoria italiana. Anche questo mi ha suscitato qualche riflessione.
Mi sono anche divertita, ho incontrato dei bei personaggi improbabili fautrici di cambiamenti sociali radicali, che passano dal semplice concetto di igiene che Liala ha insegnato alle sue lettrici.
Probabilmente non leggerò mai neanche un libro di quelli citati in queste pagine, ma mi è piaciuto saperne qualcosa in più e stupirmi di quanto non ne sapessi nulla o di quanto avessi una certa diffidenza nei confronti del genere in toto.
Vi consiglio questa breve lettura come compagno estivo, una piacevole sorpresa che vi farà scoprire un genere semplice e al tempo stesso complesso per il successo e l’evoluzione che ha avuto. Se invece siete già amanti del genere, non potete non leggerlo!

♥ ♥ ♥


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Patrizia Violi: giornalista, vive e lavora a Milano, collabora con la 27maOra, Futura e la Lettura del Corriere della Sera, occupandosi di attualità, costume e psicologia. Ha pubblicato Love.com (Emmabooks), Una mamma da URL e Affari d’amore (Baldini & Castoldi), La vigilia di Natale (Graphe.it) e L’amore è una bugia (Giunti).

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