Recensione: Storia di Stella Fortuna di Juliet Grames

Storia di Stella Fortuna
  • Titolo: Storia di Stella Fortuna che morì sette o forse otto volte (The seven or eight deaths of Stella Fortuna)
  • Autore: Juliet Grames
  • Casa Editrice: HarperCollins
  • Data pubblicazione: Maggio 2019
  • Prima edizione italiana: 16 Luglio 2020
  • Pagine: 572
  • Trama: Ievoli, Calabria, anni Venti. Per Stella Fortuna la morte è sempre stata parte della vita. La sua infanzia è costellata di inaspettati, quasi mortali incidenti avvenuti nei modi più strani. Pentole di melanzane bollenti, porte che sembrano stregate, animali impazziti… Tutte le volte, Stella è stata davvero troppo vicina alla morte. Anche la madre è convinta che sua figlia sia sotto l’influenza del malocchio. Nel piccolo villaggio in cui vivono, Stella è considerata strana perché è bellissima e intelligente, eppure sfrontata e fredda come il ghiaccio. La ragazza usa tutta la sua forza per proteggere Tina, la sorellina, molto più debole e meno dotata di lei. Ma il carattere indomito di Stella provoca le ire del padre Antonio, un uomo che pretende assoluta obbedienza dalle donne, e il cui più grande apporto alla famiglia consiste nella sua prolungata assenza. Quando i Fortuna, poco prima della Seconda guerra mondiale, decidono di emigrare, Stella e Tina devono affrontare insieme l’ostilità del Nuovo Mondo. E Stella capisce che dovrà combattere la sua stessa famiglia per essere indipendente. Ma nessuno sopravvive a così tante quasi morti senza un motivo… Juliet Grames, ispirandosi alle vicende della sua famiglia, di origini italiane, ha scritto un esordio che è una piccola gemma, venduto in quindici paesi nel mondo. Una saga familiare tra Vecchio e Nuovo Mondo intrisa di realismo magico e con una protagonista indimenticabile che ha stregato stampa e librai indipendenti. Un’epopea travolgente. Una storia di sorellanza, segreti inconfessabili e sogno americano. Una donna che combatte con tenacia contro il suo stesso destino.

A me questo libro ha conquistata da subito, dalle prime parole dell’incipit e forse ancora prima dalla copertina e dal titolo divertente e curioso. Sembrava avere tanti personaggi, uno sfondo familiare e uno stile di racconto intimo e delicato. Praticamente tutti gli ingredienti per entrarmi nel cuore. 
Stella Fortuna nasce in Calabria nel 1920 in un paesino, Ievoli, dove cresce con sua mamma e sua sorella Cettina, in un mondo di donne. Gli uomini sono prima in guerra, poi emigrati per lavorare, firme in cartoline e lettere che accompagnano i soldi (quando va bene). Il suo è un mondo estremamente reale e al tempo stesso idilliaco. Negli anni ’40 è costretta a raggiungere suo padre in America e la sua vita improvvisamente si trasforma. Qualcosa però resta uguale: quella tendenza a rischiare la vita in modi strani e a sopravvivere ogni volta; o la mano di sua sorella Tina pronta a salvarla…

Senza fede non esistono miracoli, ma solo coincidenze.

Stella Fortuna è un personaggio che avrei voluto conoscere: mentre leggevo le pagine della sua vita, avrei voluto con tutto il mio cuore che fosse stata proprio lì accanto a me, proprio lì in spiaggia a raccontarmi nel suo inglese stentato ogni sua morte. Anche se forse non sarebbe stata la sua storia preferita da raccontare, anzi. La sua vita inizia in un mondo senza uomini e questo le spalanca gli occhi sul valore e sulla bellezza della vita di una donna libera che bada a sé stessa, alle sue figlie, ai suoi animali e al suo orto. Che dispone del suo corpo e del suo tempo, dei suoi soldi e delle sue decisioni. 
Quando suo padre torna in quel nido di certezze, diventa per lei il ritratto dell’ingiustizia e del sopruso e dell’insensatezza di tutto questo. Per quale motivo un uomo può barattare la vita di una donna? O disporre dei soldi che guadagna? Cosa ha fatto suo padre per meritarsi il loro cieco rispetto e devozione?
Stella Fortuna attraversa un secolo intero da guerriera. Prima a testa alta, con lo sguardo speranzoso puntato al futuro; poi la vita la sfianca un po’, le toglie i sogni e le opportunità, ma non riesce a spegnere quella fiamma che arde.
Se lei è, in tutto e per tutto, la stella del romanzo, ogni personaggio però vive di vita propria. Ogni volto ha una storia, una piccola o grande sofferenza che si porta dietro, un dolore o un affetto che lo muove nel mondo. Ogni vita si intreccia alle altre in relazioni a volte ben tessute, a volte solo tratteggiate quanto basta a renderle vive.

La domenica Stella andava ancora a messa con il marito per ricevere la Comunione, ma non pregava più. Si sentiva una sciocca a farlo, come se l’avessero beccata a parlare da sola in un negozio.

Non so quanto della storia corrisponda alla vera storia della famiglia italiana di Juliet Grames: ma ogni dettaglio era così vivido e perfetto che in certi momenti ho davvero pensato di voltarmi e vedere il bel viso di Stella accanto a me. L’autrice ha compiuto un lavoro notevole di ricostruzione del dialetto, della cronologia degli eventi e dei luoghi. Sicuramente non sono tutti reali e realmente esistiti, ma io potrei giurare di essermi mossa tra quelle strade e aver visto il mare da lontano. Forse però potrei anche giurare di aver sentito l’amaro in bocca ad ogni delusione e la paura in gola ad ogni passo nel corridoio; lo sconforto e la solitudine per ogni speranza infranta, ogni tentativo di fuga e salvezza fallito.
Chissà se vi ho fatto capire qualcosa di questo libro. Potrei dirvi che è una storia di amicizia, di amiche e sorelle, di legami indissolubili; che è una storia di desideri irrealizzati e vite spezzate, di sogni confinati in un mondo dove ci sono catene invisibili e porte invalicabili; è una storia di ribellione, di radici forti e amore per la terra, di fiamme che non si spengono mai.
È una storia potente, in tutti i modi possibili, che non dovreste perdervi. Vi darà l’opportunità di viaggiare attraverso il tempo e lo spazio e di amare un po’ Stella Fortuna e anche Tina e anche Assunta e anche Joey e anche Louie e anche ogni singola pagina profumata di fiori e di vita.

Non aveva mai capito che cosa volesse davvero dalla vita, sapeva solo che cosa non voleva. Se ti esprimi al negativo, però, la gente non comprende quello che pensi. Un uomo disposto a morire per un ideale è un eroe, invece un uomo che non vuole farlo con tutto sé stesso è considerato un codardo.

♥ ♥ ♥ ♥


→Vuoi acquistare il libro? Clicca qui!←

Juliet Grames: è nata a Hartford, nel Connecticut, ed è cresciuta in un’affiatata famiglia italo-americana. Ha studiato a Oxford in Inghilterra e alla Columbia University di New York, laureandosi in Storia. Nel suo ruolo di editor, ha trascorso gli ultimi dieci anni alla Soho Press, dove è responsabile del marchio Soho Crime. Storia di Stella Fortuna che morì sette o forse otto volte è il suo primo romanzo.

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...