Cose da leggere sui muri: M.E.P.

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Negli ultimi tre anni, da quando vivo a Pisa, mi sono abituata ai fogli di poesie attaccati ovunque sui muri. Prima di trasferirmi qui, mi era capitato solo un paio di volte di vederne su muri di grandi città durante gite e vacanze, rimanendone piacevolmente stupita. Qui in Toscana la cosa credo sia ancora più diffusa.
Molto probabilmente, tutti sanno di cosa sto parlando e tutti conoscono M.E.P., almeno per sentito dire. Io credo si tratti di un’iniziativa spettacolare e mi faceva piacere portarla qui sul blog, per scoprire qualcosa in più.

M.E.P. sta per Movimento per l’Emancipazione della Poesia ed è un movimento che nasce a Firenze nel 2010 con lo scopo di creare e diffondere poesia contemporanea in una società consumistica e disattenta in cui essa non riveste più un ruolo di primo piano. Il principale canale sfruttato per la diffusione della poesia è quello dell’attacchinaggio, proprio per una diffusione che sia universale e che quindi avvenga nelle strade. E le poesie sono totalmente frutto dei membri del movimento, perché diffondere versi classici, significherebbe comunque relegare la poesia ad un tempo passato.
Nessun testo è firmato, ma solo siglato, da uno o più autori. Una lettera e un numero. Intanto perché si tratta di un attacchinaggio non autorizzato (ma mai su monumenti o di edifici storici). Ma poi perché ciò che conta è la poesia e non il nome o il volto dell’autore.
Non ci sono vincoli di stile e di contenuto imposti a chi aderisce e scrive. E non c’è alcuna selezione per chi vuole aderire: chiunque può farlo. Poi ogni città ha i suoi criteri di selezione per i testi da diffondere. Ad oggi ci sono sedi attive in praticamente tutte le principali città italiane e le trovate qui.
Il fatto che sia giusto o meno appropriarsi in questo modo di spazi pubblici è stato moltoMEP-9.jpg discusso sul web, a volte interpretato quasi come un tentativo di imposizione. Credo che alla base ci sia però anche un concetto diverso di come gestire qualcosa che viene definito pubblico (giusto o sbagliato che sia). C’è anche da dire che la predilezione  del M.E.P. dovrebbe essere quella per muri scrostati e trasandati con scritte e cose del genere, il che a mio avviso dà anche un fascino in più al tutto. Credo che in effetti non mi sia mai capitato di vedere affissioni su mura pulite e tenute bene.
Ovviamente non c’è alcun guadagno né per chi scrive, né per chi affigge. Va contro i principi stessi dell’iniziativa, che anzi ha rifiutato varie offerte di pubblicazione (sta diventando piuttosto popolare) e di recente ha anche smesso di condividere foto sui social, per evitarne un uso improprio. Esistono ancora pagine di condivisione e raccolta di foto su Instagram, ma non sono ufficiali, per così dire. 

Quando cammino in strada mi capita spessissimo di fermarmi a leggere poesie qua e là e credo sia una cosa meravigliosa e che do ormai per scontata. Sono invece sprazzi di bellezza e di arte in una forma insolita, magari un po’ stracciati, vissuti come la bellezza. Oltre ai fogli A4, ogni tanto compare in un posto nuovo una frase, un verso, scritto in grande. Sorrido di me stessa al pensiero di quanto sono piacevolmente sorpresa ogni volta. E poi mi ricorda un particolare di casa mia: sulla facciata laterale della Chiesa c’è scritto da quando ho memoria Si sta come d’autunno, sugli alberi le foglie. È un particolare, un dettaglio che compare all’improvviso, ma che si riveste di speciale. Mi piace affacciarmi in un vicolo, o sotto un arco o girare l’angolo proprio dietro casa e trovare poesia.
Magari io ho letto proprio questa mattina dei versi scritti da un giovane ragazzo di Roma o da una trentenne di Perugia…è una rete speciale, che indubbiamente funziona, che è piena di vita, si muove di notte e di giorno, scompare e compare, con le sfumature dall’assurdo al romantico. Mi sembra un invito, una rivelazione: in fondo c’è poesia in tutte le cose.

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(Pisa)

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