Recensione: Una storia americana di Francesco Costa

Titolo: Una storia americana | Autore: Francesco Costa | Casa Editrice: Mondadori | Data pubblicazione: 19 Gennaio 2021 | Pagine: 190

Il mondo sta per cambiare, di nuovo. Al termine di un anno sconvolto da avvenimenti inimmaginabili, gli americani hanno scelto il 46° presidente degli Stati Uniti in una delle elezioni più contese della storia. Joe Biden e Kamala Harris sono il nuovo volto della Casa Bianca. La loro vittoria ha catalizzato le speranze di decine di milioni di persone, ma la sfida che hanno davanti non è semplice: sarà interessante osservare come proveranno a traghettare gli Stati Uniti fuori dal momento più delicato della storia recente. Il modo migliore per conoscere come sarà la Casa Bianca di Joe Biden e Kamala Harris è conoscere chi sono e cosa hanno fatto fin qui. Perché la politica e il potere non cambiano le persone: le rivelano per quello che sono. Francesco Costa traccia quindi un ritratto della nuova presidenza percorrendo le straordinarie biografie dei due protagonisti, e i momenti che hanno segnato le loro vite. Dalla campagna elettorale del 1972, con cui Joe Biden diventò il più giovane senatore degli Stati Uniti, alla vicepresidenza al fianco di Barack Obama, dall’infanzia di Kamala Harris nei quartieri-ghetto per afroamericani della West Coast alla carriera da avvocata e procuratrice che l’ha portata a scrivere il suo nome nella storia americana ancora prima di diventare la prima donna, la prima persona di colore e la prima indiana-americana vicepresidente degli Stati Uniti d’America. Le vittorie, le sconfitte, gli errori ci raccontano qualcosa non solo del tipo di presidente e vicepresidente che governeranno la più grande potenza mondiale, ma anche delle lezioni che hanno imparato nel corso delle loro vite, di come hanno affrontato avversari e ostacoli. Soprattutto, quelle vittorie, sconfitte ed errori sono rappresentativi «di una comunità che va molto oltre le loro persone». Perché «nelle loro qualità e nei loro limiti, Joe Biden e Kamala Harris somigliano all’America».


Photographer: Stefani Reynolds/Bloomberg via Getty Images

Come vi avevo anticipato qui nell’articolo di bentornati (a voi, a me e al blog), Francesco Costa è stata una presenza fissa nella mia vita negli ultimi mesi. Ci eravamo lasciati a gennaio proprio con la recensione del suo primo libro Questa è l’America; nei mesi a seguire ho iniziato ad ascoltare Morning, la rassegna stampa podcast del Post, realizzata sempre da Costa; a giugno sono stata al Pesaro Talk e ho avuto anche modo di incontrarlo. Proprio lì ho comprato Una storia americana, che a fine mattinata ho anche fatto firmare dall’autore.
Con questo bottino tra le mani, e avendo appena assistito ad una presentazione del libro a dir poco convincente, non potevo non iniziare la lettura immediatamente, in macchina nel viaggio di ritorno.

Protagonisti di questo libro sono il nuovo presidente e la vicepresidentessa degli Stati Uniti, Joe Biden e Kamala Harris, insieme ad un terzo protagonista d’eccezione: gli Stati Uniti d’America. Capitolo dopo capitolo, il lettore fa la conoscenza di questi due personaggi tanto diversi eppure a loro modo simili: l’uno è da cinquant’anni il volto del Senato statunitense, non ha più nulla da nascondere agli americani, che lo conoscono come si conosce un vicino di casa di lunga data o un personaggio di rilievo del proprio paesino; l’altra ha legato indissolubilmente la sua carriera alla storia degli Stati Uniti, spesso come voce fuori dal coro, anche negli errori commessi. La forza di rialzarsi e di ripartire è un po’ il tema ricorrente di tutto il libro, insieme ai diversi valori di cui un uomo e una donna possono farsi portabandiera.
La penna di Francesco Costa ripercorre un pezzo enorme della storia di un paese e della biografia di due politici di questo livello, ma lo fa con una leggerezza (non superficialità!) indescrivibile. Le pagine si sfogliano da sole, gli anni (quelli narrati) passano senza far sentire il loro peso e i luoghi si succedono l’uno dopo l’altro, tracciando una mappa complessa ma sempre semplice da seguire. Il suo stile di narrazione, tanto quando lo si legge, così quando lo si ascolta, è magnetico e rende impossibile annoiarsi, perdersi o confondersi.

Al di là di cosa si possa pensare di ogni singolo caso che ha trattato e di ogni decisione che ha preso nel corso della sua carriera, l’aspetto più interessante di queste ambiguità è il modo in cui sono emblematiche delle maggiori metamorfosi che hanno coinvolto il paese intero. Più che le contraddizioni di Kamala Harris, sono le contraddizioni dell’America.

Ogni tanto nella lettura mi stupivo quasi del mio stesso interesse: mi trovavo in trepidante attesa di scoprire cosa sarebbe successo alla campagna elettorale di Biden nel 1988, o come sarebbe andata l’interrogazione in Senato. In poche parole, ho affrontato questa lettura come se si trattasse di un romanzo avvincente, desiderosa di leggere ancora un capitolo in più e di conoscere ogni colpo di scena. Poi magari il colpo di scena era un dibattito o un’uscita spiacevole durante un discorso, ma vi assicuro che l’effetto è lo stesso.
Un altro aspetto che mi piace è che, nonostante ascolti e legga Francesco Costa praticamente quotidianamente, riesce a non annoiarmi mai. Sicuramente diverse cose di cui parla nel libro le conoscevo già, per averle sentite nel suo podcast o lette nelle sue instagram stories, però c’è sempre un qualcosa in più: in questo caso credo sia stato in grado di tracciare un filo conduttore che tenga insieme tutte le vicende pubbliche e private di cui racconta, facendo sì che il lettore trovi tanti punti di vista da cui guardare ai protagonisti del libro e agli eventi. Ho pensato una cosa molto simile già prima di iniziare il libro, mentre assistevo alla presentazione: anche in quell’occasione sono riuscita a imparare cose nuove e ad andare a casa con spunti di riflessione (e anche di conversazione con i miei genitori).
Facendo un paragone, rispetto a Questa è l’America, Una storia americana è stata decisamente una lettura meno piena di novità: gli argomenti trattati nel primo libro erano per me ancora sconosciuti e quindi li ho scoperti con molto interesse. In questo caso invece sono stata vittima di Francesco Costa che (per lavoro) spoilera sé stesso. Nonostante questo però la continuità tra i capitoli e il modo in cui le tre storie si intrecciano e sovrappongono, mi ha lasciato qualcosa che nel primo libro non c’era e che mi è piaciuto molto. Una familiarità diversa e una diversa voglia di capire.

Il potere non cambia le persone: le rivela per quello che sono. Quindi bisogna guardare al passato, per capire il futuro.

Mi è capitato di pensare, ed è probabilmente vero, che si tratti di una voce un po’ di parte: Francesco Costa non evita affatto di raccontare le cadute e gli errori di Harris e Biden, ne racconta molti e soprattutto su questi fonda il forte legame tra le loro storie e quella del loro paese; ma è anche vero che, specialmente per ciò che riguarda Biden, Costa offre una visione estremamente indulgente di questi errori e non fa mistero del suo provare una certa simpatia per il presidente degli USA. Da un lato è utile per il lettore avere delle spiegazioni, delle riflessioni che vadano a fondo di ogni cosa tentando di spiegare le scelte e gli episodi raccontati, dando loro un contesto più completo; dall’altro sicuramente esiste un altro modo di guardare ai fatti. Purtroppo io non ho fatto altre letture in merito, probabilmente non mi sarei avvicinata a questi temi se non fosse stato per Francesco Costa, ma ci sarà sicuramente chi a certi errori, a certe scelte, dà un’altra spiegazione, un’altra interpretazione. Credo però che sia naturale ricevere un racconto filtrato dagli occhi dell’autore: probabilmente senza questo filtro, sarebbe risultato tutto più noioso.
Restando in tema di narrazioni di parte, avrete ormai capito che io consiglierei di leggere e ascoltare Francesco Costa anche ai muri e che ogni volta mi faccio conquistare da ciò che racconta. Il bello di scrivere recensioni ai suoi libri o di consigliarli in giro, è che mi sento proprio di andare sul sicuro, di non poter lasciare deluso nessuno.
Quindi anche questa volta mi piace vincere facile: fatevi un bel regalo e leggete Una storia americana.

perché può capitare di cadere, può capitare di perdere tutto, di dover mettere in discussione se stessi, di trovarsi al tappeto senza speranze e senza energie, ma è sempre possibile rialzarsi, anzi; bisogna rialzarsi.

♥ ♥ ♥ ♥


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Francesco Costa: è nato a Catania nel 1984, vive a Milano ed è giornalista e vicedirettore del giornale online «il Post». Esperto di politica statunitense e più volte inviato sul campo, dal 2015 cura il progetto Da Costa a Costa, una newsletter e un podcast sugli Stati Uniti per i quali ha vinto nel 2016 il Premio internazionale Spotorno nuovo giornalismo, nel 2018 il premio per il miglior podcast italiano alla Festa della Rete e nel 2020 il premio Amerigo. Ha collaborato alla realizzazione dei documentari La Casa Bianca per Rai 3 e conduce periodicamente la rassegna stampa di Rai Radio 3, «Prima Pagina». Ha insegnato giornalismo allo IULM di Milano e alla Scuola Holden di Torino. Nel 2020, con Mondadori, ha pubblicato Questa è l’America e nel 2021 Una storia americana.

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