Cosa ho fatto in questi mesi (bentornati a noi)

Sono ormai passati dieci mesi dalla mia ultima comparsa su questi schermi: nel 2021 avevo giusto fatto in tempo a stilare la lista dei buoni propositi, per poi infrangerla completamente.
Questo blog e forse anche chi lo legge, è ormai abituato alle lunghe pause, momenti di respiro e in fondo anche di rinnovamento. Ho assolutamente perso il conto delle pause che mi sono presa da quando sono all’università. Ogni volta che ritorno poi mi faccio mille promesse, ma in un modo o nell’altro poi la routine frenetica finisce per risucchiarmi.
Il motivo principale è sempre lo studio, il carico enorme di studio, a cui si aggiungono poi le imprevedibili svolte che la vita compie. Scrivere sul blog è per me una valvola di sfogo enorme, mi piace e mi diverte, ma non so come mai finisco per rinunciarci ogni volta. Poi arriva il momento in cui mi siedo di nuovo davanti alla tastiera e tiro un sospiro di sollievo. Forse non sono davvero pause di respiro, come le ho chiamate prima, ma pause di apnea.
Mi è balenata in testa l’idea di far finta di nulla e tornare semplicemente con una recensione come un’altra, ma forse fa bene anche a me tirare un po’ le somme di questi mesi. Anzi, diciamoci la verità, è soprattutto per me che lo faccio, per ripartire con ordine.
Quindi ecco a voi un articolo che è anche un po’ un insieme di spoiler di tutti i prossimi articoli che verranno, per darci la carica. E anche per capire come funziona ora wordpress, perché ogni volta che vado via, quando torno è tutto diverso e io mi sento un’anziana alle prese con l’informatica.
Buona lettura e bentornati a tutti quelli che sono qui a leggere, ma anche bentornata a me!


Cosa ho letto?

Nella prima parte dell’anno ho letto davvero molto poco. Ho sperimentato un vero e proprio blocco del lettore, dato dalla combinazione di: un libro terribile, la mia ostinazione a non abbandonare le letture, la sessione invernale.
Il libro in questione era Meno Dodici di Pierdante Piccioni, libro autobiografico a cui è ispirata la serie tv italiana Doc, nelle tue mani. Ho guardato Doc più come passatempo che per qualunque motivo di merito (non sono una grande fan di questo genere di serie tv italiane) ma ho comunque pensato che la storia alla base fosse molto interessante: quella di un medico che perde, a seguito di un incidente, la memoria degli ultimi dodici anni. Invece, nonostante la vicenda sia sì molto curiosa, ho trovato il libro estremamente noioso e irritante. L’ho terminato, per colpa della mia ostinazione, ma davvero non ne è valsa la pena! Non ho ancora deciso se ne scriverò la recensione, ma in ogni caso mi sento di sconsigliarvelo già da ora.
Poi è stata la volta di un libro in lingua inglese, probabilmente nel disperato tentativo di recuperare qualcuno dei miei buoni propositi. The brain that changes itself di Norman Doidge è un interessantissimo saggio sulla plasticità neurale. Raccoglie diverse storie di pazienti, ricercatori, ingegneri che si sono spinti ai limiti dell’incredibile in questo ambito. Il mio blocco del lettore era però decisamente ancora in corso, per cui ho messo in pausa questa lettura dopo qualche capitolo, giustificandomi con me stessa perché si tratta comunque di molte storie del tutto indipendenti l’una dall’altra.
L’ennesima lettura deludente è stata Per tutto il resto dei miei sbagli di Camilla Boniardi. Seguo Camilla su instagram come Camihawke e nonostante in genere non mi fidi affatto dei libri scritti da personaggi del web, a questo ho voluto dare una chance: in primis perché la trovo una ragazza molto intelligente, lei stessa legge molto e forse con gusti affini ai miei; poi ne avevo letto dei pareri più che positivi; e infine avevo l’occasione di andare alla presentazione del libro, quindi ho colto la palla al balzo. Appunto, alla fine non mi è piaciuto affatto e mi ha delusa particolarmente sul finale. Di questo spero e credo di scrivere a breve una recensione, quindi ne parleremo meglio; ma se nel frattempo qualcuno che lo ha letto vuole farmi sapere cosa ne pensa, sono molto curiosa!
La svolta è finalmente arrivata con Una storia americana di Francesco Costa. L’ultimo articolo con cui ci siamo lasciati qui sul blog era proprio la recensione del suo primo libro, Questa è l’America (la trovate qui). Anche in questa occasione Francesco Costa non ha deluso le mie aspettative e anzi mi ha dato quella carica per aumentare un po’ il ritmo delle mie letture. Credo che sia inevitabile quando ti trovi a leggere delle pagine che scorrono quasi da sole e ti catturano totalmente, nonostante non si tratti di un romanzo, ma più di un saggio.
Nel frattempo ho contratto il covid, e nel tempo che ho avuto per stare sola con me stessa, ho letto Il sesso inutile di Oriana Fallaci e Pane e tempesta di Stefano Benni. Mi sono piaciuti entrambi e quindi non vedo l’ora di parlarvene, per cui non vorrei anticipare troppo. Quello che posso dire è, che se il primo mi ha trasportata completamente ad esplorare realtà e culture lontane e mi ha quasi costretta a mantenere i piedi saldi a terra, il secondo mi ha invece catapultata in un susseguirsi di racconti fantastici e personaggi improbabili, storie dal passato e dal futuro, in un gioco eterno tra finzione e realtà, tra sogno e veglia.
(off topic: in realtà ho passato la maggior parte del tempo in isolamento a guardare cinque stagioni di This is us e a innamorarmene, quindi se non l’avete mai guardata, fatelo!)

Subito dopo ho letto Il deserto dei tartari di Dino Buzzati e decisamente non mi aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto. Mi azzarderei addirittura a definirlo uno dei miei libri preferiti. Di suo avevo già letto Barnabò delle montagne e Il segreto del bosco vecchio (di entrambi vi avevo parlato qui), ma in questo libro ho trovato davvero qualcosa in più. Lo stile è scorrevole, l’ho letto così facilmente da meravigliarmene; ci sono alcune riflessioni che mi fanno venire la pelle d’oca; ma la cosa che più apprezzo è l’allegoria di fondo che è costantemente presente e fa sì che ogni riga diventi metafora di qualcosa di più. Mi prendo del tempo per pensarci e poi voglio subito scriverne la recensione.

Cosa sto leggendo?

Sto leggendo O Ickabog di J.K.Rowling. Perchè O? Perché lo sto leggendo in portoghese. A proposito di imprevedibili svolte che la vita compie, da Giugno sto studiando il portoghese e quindi mi sono imbarcata in questa lettura. Forse sarebbe stato meglio iniziare da un libro di un autore portoghese, ma la verità è che mi sono trovata questo davanti e non ho resistito al desiderio di comprarlo. Complice il fatto che volessi leggerlo da molto tempo e anche l’aspetto che si tratti di un libro per bambini mi ha incoraggiata a iniziarlo: ho immaginato (a ragione) che il lessico non sarebbe stato così complicato. Vi aggiornerò più in là perché per ora ho letto solo il primo capitolo.

Cosa ho ascoltato?

Tante cose! Innanzitutto ho fatto qualche tentativo con gli audiolibri, che non avevo mai provato. Mi sono rivolta agli audiolibri quasi per disperazione: dal momento che non riuscivo a portare a termine la lettura di Meno dodici, ho pensato di ascoltare gli ultimi capitoli. Lo scopo è stato raggiunto, ma anche l’esperienza di ascolto, come quella di lettura è stata pessima: l’audiolibro era infatti letto da una voce monotona e insopportabile, che non ricordo a chi appartenesse sinceramente.
Subito dopo quindi ho deciso di fare un altro tentativo con un libro breve e la mia scelta è ricaduta su Gli sdraiati di Michele Serra letto da Claudio Bisio: l’ho scelto perché sapevo che Claudio Bisio ha anche realizzato e messo in scena un monologo teatrale in cui recita Gli sdraiati, per cui in fondo sapevo di non poter restare delusa. L’esperienza di ascolto è stata diametralmente opposta: divertente il libro e la lettura, l’ho ascoltato con estremo interesse senza perdermi neanche un passaggio e mii sono sentita coinvolta davvero dalle parole.
Il terzo (e ultimo) audiolibro che ho ascoltato è stato Harry Potter and the Phylosopher’s Stone letto da Stephen Fry, che se possibile è stato ancora meglio. Qui la voce veniva modulata ad imitare quella di tutti i personaggi, il ritmo della lettura era travolgente e l’unico sforzo, per me, è stato un po’ quello di abituarmi ad un lungo ascolto in lingua inglese, ma credo che tutto stia nel farci l’orecchio.
Vorrei ascoltare anche tutti gli altri libri della saga letti da Stephen Fry, ma la verità è che ho fatto questi tre ascolti approfittando del mese di prova gratuito su audible. Quindi se e quando deciderò di abbonarmi, continuerò l’ascolto.
Sul versante podcast, invece, sono diventata dipendente da Morning, il podcast del Post condotto da Francesco Costa. Esce ogni mattina sull’app del Post ed è una sorta di rassegna stampa, che pone però molta attenzione al modo in cui i giornali vengono realizzati e alle differenze tra loro. Fino al 15 ottobre era gratutiro e disponibile per tutti, ma dal 18 ottobre, dalla puntata numero 100 è diventato un contenuto esclusivo per gli abbonati. Come regalo di compleanno da mia mamma ho ricevuto un mese di abbonamento e quindi Morning continua a tenermi compagnia tutte le mattine.
Ho ascoltato anche Limoni, il podcast di Internazionale sul G8 di Genova, realizzato da Annalisa Camilli e mi è piaciuto molto. Si tratta di una pagina della storia e della cronaca che conoscevo poco e ascoltare questi otto episodi mi ha aiutata a capire, ma soprattutto mi ha spinta ad informarmi ulteriormente.

Chi ho incontrato?

Come vi ho anticipato prima, sono stata ad una presentazione del libro di Camilla Boniardi, Per tutto il resto dei miei sbagli, che si è tenuta a giugno a Lucca. Nonostante il libro poi non mi sia piaciuto, sono contenta di essere andata: lei è davvero molto simpatica e ha risposto a diverse curiosità sulla storia, ma anche su come l’ha scritta e mi ha aiutata a entrare più in sintonia con i personaggi. A dire la verità, sono stata particolarmente contenta di quell’evento, perché ha avuto dopo tanto tempo il sapore di normalità.
A giugno sono stata anche ad un altro evento, anzi a due eventi del Pesaro talk organizzato dal Post. Ho ascoltato la rassegna stampa tenuta da Francesco Costa e Luca Sofri (praticamente un episodio di Morning live) e poi c’è stata la presentazione del libro Questa è l’america, che ho iniziato a leggere subito dopo, avendo portato a casa la mia copia autografata. Praticamente in questo articolo il grande protagonista è Francesco Costa, il che mi fa riflettere su quanta compagnia mi abbia tenuto in questi mesi. C’è anche da dire che nonostante lo legga e lo ascolti praticamente di continuo (non a caso), lui è sempre in grado di portare dei contenuti nuovi e interessanti, di fornire nuovi punti di vista, aneddoti o anche solo di aggiornare il suo racconto.

Dove sono stata?

Le due città di cui vorrei parlarvi nei prossimi articoli sono Torino e Lisbona.
Sono stata per la prima volta a Torino a maggio e poi ci sono tornata anche ad agosto. La trovo davvero bella (termine riduttivo forse, ma lo è, proprio bella) e soprattutto il suo legame con la letteratura, ma anche solo con la lettura è fortissimo. Per questo mi piacerebbe raccontarvi qualcosa, ma l’articolo sta ancora prendendo forma nella mia testa.
Di Lisbona invece ne avevamo parlato qui. Ci ero stata in vacanza tre anni fa e me ne ero innamorata. Ci sono tornata a inizio settembre, ma questa volta ci resto per un po’: passerò qui sei mesi in Erasmus e mi sembra la città perfetta. Solo a guardarla racconta così tante storie, nascoste o palesi, e il pensiero di poterle riportare in parte qui su, mi rende molto felice. Il tempo poi non mi manca e anche se forse è difficile conoscerla davvero bene, sta già diventando un bel posto familiare.

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