Recensione: Le felicità di Roberto Piumini

Titolo: Le felicità | Autore: Roberto Piumini | Casa Editrice: Edizioni Gruppo Abele  | Data pubblicazione: Ottobre 2020  | Pagine: 64

La felicità ha un suono? E quale? Ha un sapore? È un posto speciale? È un ricordo che arriva da lontano? Felicità è tantissime cose. È l’abbraccio dei genitori quando tornano a casa. È una corsa a piedi nudi sul prato. È arrampicarsi su un albero e scoprire com’è il mondo da lassù. È una coda che scodinzola, un regalo inaspettato, è l’ultima figurina della raccolta. È riuscire all’improvviso a far qualcosa da soli! Roberto Piumini immagina trenta giocose situazioni di felicità e le trasforma in altrettante poesie: tra rime e scene esilaranti, una piccola collezione di felicissimi momenti.


Venerdì è stata una giornata un po’ pesante, quindi nel tardo pomeriggio mi sono rifugiata in un nuovo libro dai colori bellissimi, questo, e in una calda tazza di tisana alla pera e cannella.
Non avrei potuto fare scelta migliore, per alleviare un po’ il peso dei pensieri e delle preoccupazioni. Le pagine profumate, le immagini evocate da Piumini e quelle ritratte da Olivotti, mi hanno accolta in un caldo abbraccio, mi hanno donato più di un sorriso e anche qualche lacrima (questo però è probabilmente dovuto al mio pianto facile, tanto più nei momenti di tensione).
Le pagine sono poche, ma non numerate (Amazon mi dice che ne sono 64) e ognuna accoglie il racconto in versi di un momento, un ricordo, un istante di felicità. Tutti i momenti appartengono all’infanzia: saltare in una pozzanghera, ricevere un regalo, la fine della scuola, arrampicarsi su un albero… poche righe, pochi secondi di lettura e pochi di vita vissuta, ma in grado di amplificarsi all’infinito negli occhi di chi legge.
Non so se si tratta di bellissime coincidenze, o semplicemente di sensazioni universali a cui Piumini è riuscito a dare voce, ma forse sono io la bambina di queste poesie? Sono stata certamente quella che giocava davanti allo specchio con la sua immagine riflessa, che appannava il vetro e guardava attraverso la nebbia oppure ci scriveva sopra. A casa di mia nonna c’era un armadio con uno specchio su ogni anta, così che aprendole, io mi trovavo in mezzo a due, quattro, otto immagini di me. Più avvicinavo le ante tra loro e più le immagini aumentavano.

Di fronte allo specchio, fermo fermo,
guardando quello che si crede me,
che mi rifà le smorfie che gli faccio

Sempre in quell’armadio, frugavo tra gli oggetti di mia nonna: mi sembravano così preziosi ed era un’emozione strana e bella. C’era il borotalco, il suo specchietto, il pettine con i suoi capelli bianchi, proprio come lo racconta Piumini. E io ci tornavo di tanto in tanto furtiva come se fosse un rito speciale.
L’emozione di un aquilone che vola (il mio era dei Looney Tunes in colori sgargianti), il fascino di una pozzanghera grandissima (ricordo che mia cugina ci saltava dentro con molto gusto), giocare tra i cuscini del divano come se fossero una giungla, un treno che sa sempre essere una figura spaventosa (quale delle mie cugine aveva una paura matta di attraversare i passaggi a livello?). Ma poi la ricreazione in cortile, la bocca accostata a sussurrare segreti all’orecchio e i giochi da fare tutti in cerchio; e quell’ultimo giorno di scuola delle elementari che mi è tornato prepotentemente davanti agli occhi. Il giorno in cui ho imparato ad andare in bicicletta senza rotelle, in una piazza deserta, ma sono comunque riuscita a urtare una signora. Il periodo in cui pensavo di poter arrivare a toccare il balcone di una casa nella mia via, forse la stessa davanti alla quale cadevo ogni santa volta nello scendere il marciapiede. Una mano che stringe la mia, anzi due: una liscia e fresca, l’altra rugosa e calda.
Sono davvero dei momenti così universali, così diversi eppure così uguali? Quanta magia ci vuole per raccontare i ricordi di ogni lettore? Secondo me tanta magia e anche tanta abilità nel leggere gli occhi dei bambini e nell’ascoltare i loro racconti. Chissà quanti ne avrà sentiti Piumini e in quante voci avrà trovato le stesse emozioni, le stesse felicità.

Non proprio tutti i giorni, perché il cuore,
quando lo faccio, batte molto forte,
come per una specie di spavento,
uno spavento dolce, un capogiro.

Le illustrazioni di Sergio Olivotti poi sono una storia a sé, la stessa ma diversa. Avete presente il gioco da tavola Dixit? Ecco, ogni immagine in queste pagine racconta alla perfezione i versi, ma potrebbe raccontare allo stesso modo mille altre storie, basta saperle cercare.
Il genere sotto cui starebbe questo libro in una libreria è quello della poesia per i più piccoli e di certo non bisogna leggerlo aspettandosi una raccolta dallo stile elevato o dai contenuti complessi. Sono in tutto e per tutto poesie per bambini, parlano a loro e di loro. Le rime che si trovano qui e là sono comunque molto belle, la punteggiatura è originale, forse come nella testa di un bambino. A mio avviso, però, come tutta la buona produzione letteraria per bambini, hanno molto da dare anche agli adulti. Cose diverse: ricordi che credevamo perduti, brividi di nostalgia, sorrisi che vengono da lontano.
Chissà se i bambini di oggi vivono ancora le stesse esperienze e con lo stesso entusiasmo, se si sanno riconoscere tra queste pagine perché certe cose resistono al tempo e alle generazioni, oppure se questo libro è in realtà per i grandi che sono stati bambini qualche tempo fa. Magari per raccontare poesie al bambino che è rimasto in loro e cullarlo in versi che parlano di lui.
Leggete questo librino, qualunque età voi abbiate. Tenetelo sul comodino per rifugiarvi in un ricordo felice ogni volta che volete. Regalatelo ai bambini, ma anche ai grandi. Sarà come regalare tante piccole felicità.

Non so se questa scatola incartata,
ha dentro quello che mi piace tanto.
La forma è quella giusta, anche il peso,
ma ci potrebbe essere una cosa
che non è quella, magari anche bella,
ma non la cosa che vorrei


→Vuoi acquistare il libro? Clicca qui!←

Roberto Piumini: dal 1978 pubblica per piccoli e grandi presso circa 80 editori. Ha ideato e condotto trasmissioni radiofoniche e televisive. Ha svolto centinaia di incontri in scuole, biblioteche, centri culturali, in Italia e all’estero. Partecipa a spettacoli teatrali per bambini, giovani e adulti.

Sergio Olivotti: è autore e illustratore di libri per l’infanzia. La sua poetica narrativa freuqenta l’assurdo e l’umoristico come luoghi di potenziale crescita creativa nella lettura. Tra i numerosi premi ricevuti: il Premio Lyra, il Premio Wacom Miglior immagine digitale, l?Award di Autori di Immagini.

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...