Recensione: La mente alterata di Eric R. Kandel

Titolo: La mente alterata | Autore: Eric Kandel | Casa Editrice: Cortina Editore | Data pubblicazione: Agosto 2018 | Prima edizione italiana: Novembre 2018 | Pagine: 338

Il premio Nobel Eric Kandel ci porta qui alla scoperta di ciò che i disturbi cerebrali rivelano sulla natura umana. Partendo dalle sue pionieristiche ricerche, l’autore indaga una delle questioni fondamentali che dobbiamo affrontare: come nasce la nostra mente a partire dalla materia fisica del cervello? Gli 86 miliardi di neuroni del cervello comunicano tra loro attraverso connessioni molto precise. Se queste connessioni sono interrotte o alterate, i processi cerebrali che danno origine alla nostra mente possono venirne disturbati, portando a malattie come la depressione, la schizofrenia, il morbo di Parkinson e l’autismo.
La mente alterata illustra come i fondamentali studi di queste alterazioni possano approfondire la nostra comprensione di pensiero, sentimento, comportamento, memoria e creatività, e forse portare, in futuro, alla formulazione di una teoria unificata della mente.


Louid Wain
Quadri di gatti dell’artista Louis Wain (1860-1939), affetto da schizofrenia

Quanto ci hanno insegnato su di noi le malattie neuro-psichiatriche? Quanto ci hanno spinto alla comprensione dei circuiti e dei processi mentali fisiologici?
Eric Kandel, partendo dalla descrizione di tante menti alterate, attraverso un excursus storico, ci racconta proprio quante cose abbiamo imparato dallo studio della malattia e dell’alterazione. Così, un capitolo dopo l’altro, si delinea un percorso che esplora centinaia di circuiti neuronali e le loro funzioni.
L’autismo ci ha aiutato a orientarci all’interno del cervello sociale, la schizofrenia ci ha permesso di indagare la capacità di prendere decisioni, le demenze ci hanno insegnato moltissimo sulla memoria e di conseguenza anche sull’apprendimento. Ogni capitolo è un ambito a sé eppure estremamente legato agli altri: molte aree sono coinvolte in diversi processi patologici oltre che in diverse funzioni fisiologiche.
Gli ultimi due capitoli invece si discostano un po’ dagli altri e raccontano due funzioni mentali che ad oggi sono ancora difficili da localizzare e identificare: l’identità di genere (che sfocia quasi nella neuro-endocrinologia) e la coscienza, il più grande mistero della mente.
Come già avevo potuto apprezzare con la lettura di
Arte e neuroscienze (che ho recensito qui) e di Alla ricerca della memoria (che ho recensito qui), Kandel è estremamente bravo nel lavoro di divulgazione. Ha il potere di rendere accessibili e comprensibili informazioni e concetti molto complessi, anche solo per la conoscenza di basi della fisiologia che richiederebbero. Nei suoi libri riesce a fornire gli elementi indispensabili per la comprensione, senza dilungarsi mai troppo in argomenti che esulano dal tema centrale, per poi lanciarsi in una trattazione scorrevole e estremamente attuale.

Quando qualcuno inizia a fumare, le possibilità che anche un amico inizi aumentano del 36%. Percentuali simili valgono per il consumo di alcool, per la felicità e persino per i sentimenti di solitudine.

Chuck Close
Autoritratto di Chuck Close,
affetto da prosopagnosia

Questo è particolarmente vero per La mente alterata, dove il tema centrale è costituito da argomenti che solo recentemente la ricerca ha iniziato a illuminare e che di conseguenza sono molto molto attuali. Ogni capitolo termina con un paragrafo dal titolo Guardando avanti che punta lo sguardo sulle prospettive future di ricerca e terapia.
Accanto alla trattazione più saggistica, un aspetto inedito è quello delle testimonianze raccolte: spesso esponenti del mondo scientifico che hanno vissuto e vivono sulla propria pelle una malattia mentale. Ho incontrato in queste pagine genitori di bambini autistici, come Alison Singer o Erin McKinney che ne è affetta; Andrew Solomon, professore di psicologia clinica alla Columbia, racconta la sua esperienza con la depressione, mentre dalle parole di Elyn Saks si entra in contatto con la schizofrenia e il suo esordio. E poi mille altri esempi riportati, dal mondo dell’arte a quello della ricerca.
Uno dei capitoli è dedicato alla creatività nella malattia mentale: celebre è l’arte psicotica, una finestra spalancata sugli angoli nascosti della mente umana, che surrealisti e dadaisti hanno tentato di emulare, nel tentativo di far emergere l’inconscio e il sogno. Ma vale la pena di esplorare anche la creatività nelle demenze, in particolare nell’Alzheimer, che si fa veicolo di comunicazione con i propri cari, o la creatività delle persone autistiche, che fin da bambini possono avere delle abilità tecniche impressionanti, ma spesso mostrano una scarsa componente empatica ed emozionale.

Stephen Wiltshire
Stephen Wiltshire, affetto da autismo, disegna intere città a memoria

La lettura di questo libro mi ha fatto provare costantemente la sensazione di voler trattenere più informazioni (preziose) possibili. Ho imparato e scoperto tante cose nuove dalla lettura di queste pagine, tanto da esserne quasi stupita.
Una lettura che andrebbe affrontata per saperne di più su molti argomenti e malattie tabù, su cui aleggia tanta oscurità, ancora di più sulla terapia, che agisce su diversi versanti con diverse strategie, quella farmacologica e quella psicoterapeutica. Una lettura che andrebbe affrontata per restare conquistati dalla complessità dell’universo che abbiamo dentro e che siamo e per stupirci delle strade che ci hanno condotto, se non alla sua comprensione, almeno all’intuizione di quanto sia grande e complesso e bello.

[…] Inoltre gli stessi fattori che aumentano la probabilità di dipendenza nelle persone aumentano la probabilità di dipendenza anche negli animali. Sappiamo, per esempio, che lo stress cronico aumenterà la vulnerabilità all’abuso di sostanze nei ratti e nelle persone perché tali sostanze possono alleviare temporaneamente alcune delle conseguenze fisiologiche ed emotive dello stress. Sappiamo anche che i ratti sceglieranno di auto-somministrarsi, diventando dipendenti, un ampio spettro di sostanze, come le persone. Inoltre, gli animali che hanno accesso illimitato a una droga molto potente come la cocaina o l’eroina se la somministrano fino ad andare in overdose e morire.

♥ ♥ ♥ ♥


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Eric R. Kandel: insegna alla Columbia University di New York e dirige il Kavli Institute for Brain Sciencepresso la stessa Università. Nel 2000 è stato insignito del premio Nobel per la medicina grazie alle sue ricerche sui meccanismi biochimici che portano alla formazione della memoria nelle cellule nervose. Tra i suoi testi tradotti in italiano, Psichiatria, psicoanalisi e nuova biologia della mente (Raffaello Cortina, 2007), Come funziona la memoria (Zanichelli, 2010), L’età dell’inconscio. Arte, mente e cervello dalla grande Vinna ai nostri giorni (Raffaello Cortina, 2016), Alla ricerca della memoria (Codice, 2017) e La mente alterata (Raffaello Cortina, 2018)

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