Recensione: Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone

Inventario di un cuore in allarme

  • Titolo: Inventario di un cuore in allarme
  • Autore: Lorenzo Marone
  • Casa Editrice: Einaudi
  • Data pubblicazione: 11 Febbraio 2020
  • Pagine: 296
  • Trama: Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all’ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l’inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all’affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all’astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all’astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l’angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po’ di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici. Le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un «cuore in allarme». Che prende in giro sé stesso mettendo in scena quello che, da Molière a Woody Allen, è sempre stato il più irresistibile dei personaggi tragici.

Non mi ero resa conto di quanto Lorenzo Marone mi fosse mancato, fino a quando non ho posato gli occhi sulle prime pagine di questo libro. Non leggevo qualcosa di suo da un po’, precisamente dal 2018 quando lessi Cara Napoli (che vi ho recensito qui). Lui nel frattempo ha scritto anche Tutto sarà perfetto, che è l’unico suo romanzo che non ho letto (ma conto di recuperare presto).
In ogni caso, in quel momento mi sono sentita abbracciata dalla familiare ironia che si fa veicolo di mille riflessioni, ho riassaporato la sensazione di vedere trascritti alcuni miei pensieri di sempre o alcune sensazioni a cui non ho dato mai un nome. Un po’ come se ci conoscessimo a vicenda: io bramo di tornare a casa e ci trovo qualcuno che riesce a capirmi.
Inventario di un cuore in allarme è difficile da definire in un genere preciso, i suoi capitoli scorrono senza vincoli e raccontano aneddoti biografici o storici, si fanno storie d’amore e di amicizia, veicolano riflessioni e risate. Non è un’autobiografia né tanto meno un saggio, ma potrei anche dire che sia tutte queste cose insieme: Lorenzo Marone lo ha definito una ricerca (in questa intervista della scorsa settimana che dovreste proprio leggere se non lo avete fatto!) e quindi io ve lo presenterò così.

Perché l’ipocondria nasconde una richiesta inascoltata di attenzione, di essere messo dagli altri al centro, questo alla fine l’ho capito. Attraverso l’ossessione per il sintomo io sto chiedendo aiuto, cura, desidero che gli altri si preoccupino per me.

Marone racconta con autoironia e leggerezza, ma anche con tanta consapevolezza di sé e dei propri limiti, la sua ipocondria, peso e forza della sua vita intera. Questa è sicuramente il fulcro della narrazione, il tema intorno a cui si muovono tutti i capitoli, ma è anche l’espediente per ricercare. Leggendo si ha l’impressione di trovarsi nella testa della voce narrante, o dietro la spalla dello scrittore. Di vedere quella penna che si muove frenetica avanti e indietro sul foglio per buttare fuori tutti i mille pensieri di una mente fobica (o di un cuore in allarme). Si può anche facilmente immaginare quel momento in cui le dita digitano impazzite ricerche su google, le informazioni si susseguono da una pagina all’altra di wikipedia. Ma poi un ipocondriaco è anche l’ideale per parlare di tutto: salute fisica e mentale, empatia, amicizia e supporto delle persone che ci stanno intorno, di sfiga e destino anche. Si parla di epidemie (prima del covid, il libro è uscito a febbraio) e dell’impatto che potrebbe avere sulla società, della paura che ormai nasce da quello che i media ci dicono di temere. Fa sorridere il fatto che qualche mese fa si trattava solo di una riflessione distopica quasi.

Essere vivi è un miracolo giornaliero che si ripete.

Io mi sono divertita particolarmente nel leggere questo libro, ma se devo essere sincera ho anche pensato che il merito fosse in buona parte del mio interesse nei confronti di un autore che amo. Non perché il libro non sia interessante in sé, ma perché mi sentivo mossa da una curiosità diversa e anche dalla voglia di ritrovare nello sguardo che Marone volge al mondo che lo circonda, quei temi che ho tanto amato nei suoi romanzi.
Ho ritrovato l’attenzione per la bellezza (e non potrei essere più d’accordo con ogni riflessione su questo tema) e l’attenzione per gli altri, la descrizione di ogni incontro mette in evidenza l’imprescindibilità di relazionarsi con empatia. Imprescindibilità che si rende esplicita nella riflessione sul ruolo del medico. Ho ritrovato la nostalgia per il passato ma anche una fresca speranza per il futuro, nonostante tutto.
Vorrei consigliarvi questa lettura come se fosse un compagno di viaggio, a piccole dosi, un capitolo a sera, come un esercizio per imparare a guardarsi dentro e ridere di noi stessi (in maniera costruttiva), a esorcizzare le nostre paure e tentare di rimettere le cose nella giusta prospettiva.
Vi auguro che siano queste pagine a fare da specchio e consentire di ritrovarvi. Oppure che semplicemente vi facciano imparare cose nuove e vi spingano a impararne altre; o che vi facciano conoscere Lorenzo Marone, e ne varrebbe la pena anche solo così.

Ed è stato sempre un impatto a far sparire i dinosauri e a permettere quindi l’entrata in scena dei mammiferi e dell’uomo. Questo dovrò tentare di spiegare un domani a mio figlio: che la vita riparte sempre e che gli scontri a volte portano anche qualcosa di buono.
Certo, lo andassero a spiegare ai dinosauri.

♥ ♥ ♥


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Lorenzo Marone: (Napoli, 1974)laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), da cui è stato tratto un film, La tenerezzacon regia di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017) e Un ragazzo normale, uscito sempre per Feltrinelli nel febbraio del 2018. Collabora con La Repubblica di Napoli con una rubrica fissa dal titolo Granelli

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