Recensione: Ragazzo divora universo di Trent Dalton

Ragazzo divora universo

  • Titolo: Ragazzo divora universo (Boy Swallows Universe)
  • Autore: Trent Dalton
  • Casa Editrice: HarperCollins
  • Data pubblicazione: Giugno 2018
  • Prima edizione italiana: 12 Marzo 2020
  • Pagine: 548
  • Trama: Eli Bell non è un ragazzino come tutti gli altri, la sua è un’esistenza decisamente complicata. Vive in Australia, a Brisbane, in una squallida periferia dove la malavita regna sovrana. Suo padre non si fa vivo da un bel po’, sua madre è una tossicodipendente e il patrigno uno spacciatore. August, il fratello maggiore, è un genio, ma ha deciso di non parlare più e comunica scrivendo nell’aria frasi sibilline. L’adulto più affidabile è Slim, un noto malvivente famoso per essere riuscito a fuggire più volte da un carcere di massima sicurezza. È lui che si occupa, come un vero e proprio babysitter, dei fratelli Bell. Eli fa del suo meglio per sopravvivere in quel mondo caotico. Ha solo dodici anni, ma con un’anima antica e la mente di un adulto cerca di seguire il cuore, imparare a essere una brava persona e realizzare il suo sogno: diventare un famoso giornalista. Ma un giorno Eli e August trovano, dietro l’anta di un armadio di casa, un misterioso ripostiglio. Dentro c’è uno sgabello e sullo sgabello uno strano telefono rosso. Il telefono squilla, e da quel momento la vita di Eli Bell viene catapultata in un’avventura decisamente rischiosa che lo porta al cospetto di Tytus Broz, il più pericoloso spacciatore della città. Eppure c’è qualcosa di ancora più pericoloso che lo attende: sta per innamorarsi, e questo sconvolgerà definitivamente il suo universo… 

boy-swallows-universeLa lettura di questo libro mi è stata proposta dalla casa editrice, la HarperCollins che ringrazio di cuore, in particolar modo Jennifer dell’ufficio stampa.
Sono subito rimasta colpita dal titolo, mi ha fatto immaginare una serie di avventure imperdibili, di quelle che quando le leggi ti lasciano addosso la voglia di divorarlo tu l’universo. Di avventure effettivamente ce ne sono, ma forse non proprio quelle che mi ero figurata.
Eli Bell e August Bell sono fratelli, vivono con sua madre e il suo compagno una vita che apparentemente non è poi così anomala. Certo, c’è stato quel periodo in cui entrambi erano tossicodipendenti, ma poi ne sono usciti. Lyle è come un padre per loro.
Apparentemente normale, dicevamo, fino a quando Eli scopre (dopo un lungo periodo di sospetti) che in realtà la sua famiglia è all’interno di un complesso sistema gerarchico di importazione e spaccio di eroina. Così si ritrova catapultato in un mondo, che poi è sempre stato il suo, in cui Tytus Broz non è solo il benefattore signore degli arti, Darren Dang non è solo un compagno di scuola un po’ prepotente e anche un semplice armadio può nascondere insospettabili segreti.

Fai fuori il tempo prima che lui faccia fuori te.

Apparentemente normale o forse no, dato che il loro baby-sitter è Slim Halliday (cercatelo

Slim2
Slim Halliday

pure su google) anche noto come l’Houdini di Boggo Road, grazie ai suoi numerosi tentativi di evasione, alcuni dei quali riusciti, dal carcere di Boggo Road.
Niente è come sembra e questo il libro ce lo fa capire bene. A Brisbane ogni viso pulito nasconde segreti inimmaginabili tra le piante del proprio giardino, ma un nome sporco come quello di Slim può invece nascondere una storia di coraggio e sofferenza.
Eli tenta di farsi strada in questo mondo marcio, mosso dall’amore per la sua mamma, per August e per Caitlyn Spies. E anche da qualche domanda, a partire da è un uomo buono? apparentemente banale, ma che nasconde una riflessione profonda e un desiderio di una semplicità disarmante: quello di esserlo, un uomo buono, nonostante tutta la merda (Eli smettila con queste cazzo di parolacce).
Qual è la linea tra bene e male, tra scelta di perdono e di vendetta? Quanto conta la nostra volontà, il desiderio di abbracciare il bianco e il nero dentro di noi? Tanto, forse tutto.

“Ti chiedi mai perché piangi così facilmente, Eli?”
“Perché sono una femminuccia”
“Non sei una femminuccia. Non vergognarti mai di piangere. Piangi perché te la prendi a cuore. In questo mondo troppa gente ha paura di piangere perché ha troppa paura di prendersi a cuore qualcosa”

Trent Dalton
Trent Dalton

Eli e August portano luce in posti di un buio indescrivibile, ma ne portano così tanta e con tanta naturalezza, che non potrei mai dire che questa è una storia di disperazione. Anche se nei singoli eventi se ne potrebbe trovare tanta. Con tanta naturalezza, come la luna che illumina la notte più profonda. Così, accanto all’amore sbagliato e disperato che Frankie Bell riversa verso uomini immeritevoli, c’è quello puro e sconfinato che riserva per i suoi figli (abbraccio di gruppo); accanto alla solitudine di Slim in una cella vuota a far fuori il tempo, ci sono le lettere che Eli scrive ad Alex, temibile capo della gang di motociclisti; accanto al silenzio assordante di August, c’è Eli che capisce ogni suo sguardo, ogni pensiero, ogni dito mosso nell’aria a disegnare parole.
I personaggi sono spettacolari (come avrete capito), sopra le righe, complessi e bellissimi, una sfida di empatia; lo stile è pensato appositamente per tenervi con gli occhi incollati alle pagine (forse le ultime 100 sono le più potenti), le vicende hanno dell’incredibile a volte, ma voi crederete a tutto. Trent Dalton dice che questa è al 50% la sua storia, il restante 50% è finzione, ma non saprete dire il confine tra le due (se ve lo foste chiesti, sì, Slim Halliday era davvero il suo baby-sitter). Capirete però quel momento speciale in cui starete entrando nella memoria dell’autore: quando vi racconterà quei dettagli impressi nella mente e legati tra loro per non farli fuggire via, e per aggrapparsi a loro con tutte le forse nel momento di buio, di tempo che fa fuori. Il neo porta fortuna che ricorda il giorno delle prime guide che ricorda l’indice di August che si muove nell’aria a firmare il destino. La tua fine è uno scricciolo azzurro morto.
Assolutamente consigliato, con tutto il cuore. Vorrei non averlo letto per rileggerlo di nuovo e innamorarmene di più.
Vi consiglio la lettura di questo articolo: Why I wrote ‘Boy swallow universe’.

E mi ricordo di averlo guardato come se tutto si svolgesse al rallentatore, pensando che sicuramente il vero carattere si mostra all’inferno e che la vera bontà sicuramente si manifesta in un mondo malavitoso dove la norma è l’opposto assoluto, quando il male è vivere e la bontà una debolezza.

♥ ♥ ♥ ♥ ½


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Trent Dalton: pluripremiato giornalista del The Weekend Australian Magazine, vive a Brisbane. Ragazzo Divora Universo è il suo primo romanzo.

2 commenti

    • Ti ringrazio! Sì è molto particolare, ho letto anche nella tua recensione che per te non è stato un primo impatto molto piacevole. A me non ha dato quella impressione, però riflettendoci a posteriori posso capire il perché 🙂

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