Recensione: Di tutte le ricchezze di Stefano Benni

Di tutte le ricchezze

  • Titolo: Di tutte le ricchezze
  • Autore: Stefano Benni
  • Casa Editrice: Feltrinelli
  • Data pubblicazione: Settembre 2012
  • Pagine: 207
  • Trama: Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni: tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

IMG_20200215_174811Ho comprato Di tutte le ricchezze su Amazon per il Black Friday: c’era infatti una promozione per cui, spendendo 20€ in libri, si riceveva un buono da 10€. È una promozione che periodicamente viene riproposta e io ne approfitto sempre: vi consiglio di buttarci un occhio ogni tanto, perché è valida su moltissimi titoli. Quest’ultima volta ho comprato Il sesso inutile di Oriana Fallaci, Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco (ho letto Nessuno sa di noi a Novembre e mi ha conquistata un po’) e poi questo. Dopo essere stata all’incontro con Benni a Milano, infatti, non vedevo l’ora di leggere qualcos’altro di suo. Anche in questo 2020 come lo scorso anno è stata la sua penna a tenermi compagnia nei primi giorni dell’anno…
Martin, Ciuffobianco come lo chiamano a Borgocornio, è un professore universitario in pensione, che vive fuori dal paese con il suo cane Ombra, la compagnia degli animali, della scrittura e dei suoni della natura. In altre parole, vive in solitudine, senza capire se ciò gli piaccia davvero. La storia inizia proprio con la rottura di questa solitudine, da parte di una giovane coppia che si trasferisce nel villino di fronte: lei bellissima, con i lunghi capelli biondi, un ricordo riaffiorato dal cassetto dei peggiori rimorsi. Lui, il Torvo, sembra il cattivo di una fiaba, forse meno brutto e più reale. Il loro arrivo segna l’inizio di un periodo di fermento a casa di Martin: continue visite, storie nuove e vecchie, leggende che vengono stravolte.

E in tutto ciò non c’è ardente desiderio, ma un desiderio tiepido come questo sole autunnale, pronto a riconoscere ciò che è bello, e a accettare che forse verrà presto perduto. Almeno spero.

Ogni capitolo si apre con un testo del Catena, poeta morto misteriosamente nel IMG_20200307_173532manicomio di Borgocornio, che Martin ha riportato alla luce: il professore è infatti uno dei principali studiosi del Catena e forse quello che ne conosce più di tutti i segreti.
Così un verso dopo l’altro, il lettore si trova a scoprire e poi vedere stravolte tante storie quanti sono i volti che gli vengono presentati: c’è quella donna del lago, anche lei dai lunghi capelli biondi e una morte misteriosa; c’è Vudstok, il figlio dei fiori un po’ appassiti, Remorus, grasso e viscido portatore di incubi; ma anche la vecchietta dalla sciarpa rossa, pronta a ribaltare ogni convinzione. I personaggi sono così tanti, colorati e vivi, come d’altronde li ho trovati negli altri due romanzi di Benni che ho letto. Sono una caricatura di sé stessi e al tempo stesso una rivelazione inaspettata ogni volta.
Martin è stato invece un protagonista insolito: dopo aver ascoltato Benni e dopo aver visto il documentario su di lui, non ho potuto fare a meno di riconoscerlo un po’ tra queste pagine, con il ciuffo bianco e una personalità che sta a metà tra la ricerca della solitudine, che gli dia spazio per guardarsi indietro con nostalgia, e la voglia di gettarsi ancora nella mischia. Si sa, il lettore è spesso presuntuoso e forse mi sto immaginando tutto, ma pensare queste cose mi ha trasmesso un piacevole senso di familiarità.

Vorresti la quiete ma non ce l’hai. Dovrai aspettare, dovrai soffrire. Oppure avrai presto il rifugio di un cuore vuoto, l’anima si spegnerà come una candela, camminerai tra i vivi e le cose vive senza più niente da raccontare. Oppure tu scriverai, tu aspetterai, tu amerai.
Chi può aiutarmi? Chi è tanto vecchio, o giovane, da spiegarmi perché?

IMG_20200101_172248Ho riso tanto (vorrei incorniciare il dodecalogo del buon cane), come ogni volta, grazie ad un’ironia che prende in giro e dissacra anche i sentimenti più nobili. Però lo fa in un modo che diventa un’espressione stessa dell’amore. Ho ammirato il naturalismo fantastico che da’ voce agli animali e li rende saggi consiglieri improbabili o anche solo comparse irritanti.
Ogni capitolo è stato un bel rito: si inizia con una poesia, si finisce sotto al porticato, con una voce che vien fuori dalla foresta. Tra questi due momenti c’è tutto quello che ci deve essere: persone che vanno e vengono e che mi hanno proprio fatto sentire quell’ardente desiderio vigliacco di essere lasciata in pace; racconti e segreti che vengono svelati, un po’ per volta, senza fretta.
Quante volte ho riletto quelle pagine rivelatrici, quasi alla fine: le ho rilette anche ora, belle e preziose, con delle metafore e delle immagini che l’amore te lo fanno proprio respirare. Ma ho riletto tante volte anche le parti in cui si ride, che hanno un’intensità e un potere speciale e sanno far riflettere su ogni vizio e errore umano.
Ancora una volta mi trovo a chiedermi perché non ho scoperto Benni anni fa, ma poi mi rispondo che non è possibile trovare un momento in cui lo avrei apprezzato più di così. In cui avrei apprezzato di più tutte queste storie d’amore in una. Perché poi è sempre di quello che si parla, maudit l’amour.

IL DODECALOGO DEL BUON CANE
1.Ama il padrone tuo come te stesso.
2.Odora il padre, la madre e tutto il resto.
3.Caga sempre dove qualcuno può passare.
4.Se ti abbandonano non ti meritano
5.La pulce è sempre dove non puoi grattarla: accettalo.
6.Non desiderare la ciotola d’altri, ma se capita…
7.Se uno è più piccolo di te ringhia, se è più grosso mettiti a pancia in su.
8.Ciò che per altri è puzza per te è curiosità.
9.Ulula, crederanno che stai dicendo qualcosa.
10.Se il padrone si siede a tavola, guardalo come se non mangiassi da un anno.
11.Quando fai le feste, la tua gioia sia proporzionale al tuo peso.
12.Il tuo padrone non è strano, è umano: accettalo.

♥ ♥ ♥ ♥


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Stefano Benni: (Bologna, 1947) è scrittore, umorista, poeta, sceneggiatore e giornalista. Scrive per il teatro e ha allestito e recitato in numerosi spettacoli con musicisti jazz e classici. Tiene da anni seminari sull’immaginazione e reading. È autore di molti romanzi di successo tradotti in trenta paesi.

3 commenti

  1. Splendida la tua recensione su “Di tutte le ricchezze”, libro che amo profondamente del “Lupo”.
    Stefano Benni è parte della mia vita, lo leggevo da bambino su Panorama e comprai il suo libro “Spettacoloso”nel 1981…e da allora non ho mai smesso di amare questo geniale autore. Non tutti i suo romanzi sono riuscitissimi, ma “Di tutte le ricchezze” è sicuramente una delle sue opere più riuscite. Concordo con il fatto che per apprezzare appieno un racconto di questo tipo è necessaria una certa “maturità”. Ti continuerò a leggere con piacere, ciao!

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    • Ti ringrazio di cuore per avermi letta e per le tue parole gentili! Io invece ho conosciuto Benni e le sue storie solo da molto poco (un paio di anni) ma ogni libro che leggo me lo fa amare un po’ di più e rimpiangere di non averlo conosciuto prima. Magari leggerlo con gli occhi di bambina sarebbe stata un’avventura diversa… Ho appena finito di leggere “Giura” e credo proprio che sia un altro bel libro riuscito

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