Letteratura in immagini // Salvador Dalì illustratore

A fine agosto scorso, quando sono stata a Matera, ho avuto l’occasione di andare alla mostra La persistenza degli opposti. Come avrete potuto intuire si tratta di un’esposizione principalmente scultorea di Salvador Dalì all’interno del complesso rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci (location veramente bellissima e molto suggestiva). Mi ha fatto scoprire un aspetto del tutto nuovo di questo artista o anche più di uno: il Dalì scultore e il Dalì illustratore.
Per quanto riguarda il primo aspetto, ho visto le sue opere prendere vita, il sogno diventare reale. Il secondo aspetto lo conoscevo già in parte, ma questa mostra mi ha aperto un mondo di opere che Dalì ha illustrato in modo magistrale.
In realtà Matera ha dedicato a Salvador Dalì un vero e proprio percorso tematico che comincia nel cuore della città con quattro sculture. In Piazza Vittorio Veneto troviamo l’Elefante Trampoliere, in Piazza San Francesco d’Assisi c’è il Pianoforte Danzante e poi due sculture sono collocate all’interno dei Sassi: in Via Madonna delle Virtù l’Orologio Disciolto e Omaggio alla Moda. Anche i fili conduttori del percorso sono quattro e sono il tempo, gli involucri, la religione e le metamorfosi.
Credo che questi temi siano stati rispettati e seguiti in un modo davvero interessante che ha reso l’esperienza della mostra un vero e proprio viaggio di scoperta. In più, come vi ho già detto, il posto è davvero meraviglioso e poterlo osservare sotto quest’ottica di contrasto tra le due arti è davvero un privilegio.
Ciò di cui volevo parlarvi in particolar modo è l’attività di illustratore, a cui la mostra ha dato un grande spazio. Questo aspetto lo avevo già scoperto in parte un paio di anni fa in occasione di un’altra mostra a Pisa dal titolo Dalì, il sogno del classico. Al centro del percorso c’era l’attività di Dalì come illustratore della Divina Commedia, da cui ero rimasta conquistata.
Mettendo insieme i pezzi che ho raccolto in queste due mostre, proverò a raccontarvi questo lato meno conosciuto del genio che è Salvador Dalì.


Divina Commedia

 

L’opera di illustrazione dell Divina Commedia fu commissionata a Dalì negli anni ’50 dal Governo Italiano. Nel 1965, infatti, ricorrevano i settecento anni dalla nascita di Dante e sarebbe uscita un’edizione celebrativa limitata.
Il Principe dei surrealisti illustra la Divina Commedia così La Stampa di Torino titolò l’intervista del 1953 in cui Dalì raccontava dell’incarico ricevuto. In realtà l’opinione pubblica non vide di buon occhio la scelta di affidare un simile compito ad uno spagnolo stravagante e fuori dagli schemi e probabilmente per questa ragione, il Governo non acquisto né pubblicò mai le tavole. Dalì continuò comunque il suo lavoro e lo espose per la prima volta nel 1960 al Musée Galliera di Parigi. Si tratta di cento xilografie, una per ogni canto dell’opera dantesca. In seguito all’esposizione l’editore francese Joseph Forêt mediò con la casa editrice Editions d’Art Les Heures Claires che pubblicò un’edizione integrale della Divina Commedia con le stampe originali degli acquerelli dell’artista, grazie a delle matrici in legno. La riproduzione richiese anni di lavoro: ogni tavola richiedeva in media 35 diverse matrici, per un totale di 3500 incise a rilievo. Una successiva edizione, sulla base di queste stampe, ma con testo in italiano, fu poi pubblicata da Salani Arti e Scienze, in Italia, nel 1964.

 

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La prima volta che ho visto queste opere è stato a Pisa un paio di anni fa, nella mostra Dalì, il sogno del classico a Palazzo Blu. Mi sono innamorata perdutamente dell’Angelo caduto, illustrazione del primo canto del Purgatorio. A Matera erano invece presenti solo quattro illustrazioni, oltre ai volumi in lingua francese della Divina Commedia illustrata da Dalì, che vi lascio qui su. (sempre a Matera ho scoperto che questa cosa dei cassetti interiori è un tema molto ricorrente, anche nelle sculture)
La rielaborazione intima e personale che il principe dei surrealisti ha creato è davvero qualcosa di meraviglioso. Il viaggio interiore di Dante, già collocato tra sogno e realtà, si innalza ancora di più su questo confine labile. Si tratta davvero di un capolavoro di interpretazione, evocativo, spesso carico di quel senso di paranoia in cui Dalì è un maestro. Poi l’accostamento delle figure classiche a uno stile così personale è tipico delle sue opere e qui diventa forse mezzo perfetto di narrazione. Lo stile si evolve da una cantica all’altra, ricordando molto l’ascesa dello stile di Dante: le figure infernali mostruose, vengono poco a poco sostituite da figure eteree, incomplete ma bellissime.

 

Vi lascio il link alle illustrazioni complete: InfernoPurgatorio Paradiso


Alice nel Paese delle Meraviglie

 

Nel 1969 la casa editrice newyorchese Press-Random House pubblica un’edizione molto particolare del celebre romanzo di Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie: essa contiene infatti dodici illustrazioni ad opera di Salvador Dalì, oltre alla copertina del libro. Ne furono stampate 2500 copie vendute a 375$ l’una, mentre le copie deluxe furono vendute a migliaia di dollari. Le copie rimaste ancora in vendita online costano circa 13 mila dollari.
Nel 2015, però, la Princeton University Press ha ripubblicato un’edizione del romanzo con le illustrazioni di Dalì all’accessibile prezzo di 18€. Qui il link ad Amazon, anche se attualmente non risulta disponibile, mentre sul sito della casa editrice, sembra essere acquistabile. Io l’ho scoperto solo ora, quindi non saprei se è solo momentaneamente non acquistabile o se è ormai fuori commercio da tempo. Si tratta infatti di una ristampa in occasione dei 150 anni dalla prima pubblicazione del romanzo. Qui il video di presentazione dell’edizione speciale.
Anche questa è un’opera letteraria che potrebbe essere nata apposta per essere illustrata da Dalì, quel confine con l’irreale non poteva essere evocato meglio da nessun altro artista. Inoltre a Matera, era in esposizione una scultura che ritrae proprio il frontespizio che Dalì ha realizzato come copertina del libro, rendendolo poi ancora più vero attraverso questa scultura. Esiste anche una litografia meravigliosa che gioca sulla stessa immagine.

 

Qui il link a tutte le illustrazioni del romanzo.


Sacra Bibbia

L’opera di illustrazione della Bibbia fu commissionata a Dalì nel 1963 da Giuseppe Albaretto. Si tratta di un italiano molto devoto alla Chiesa Cattolica, che insieme a sua moglie Mara Albaretto è stato uno dei maggiori collezionisti di opere di Dalì (i maggiori in Europa e secondi al mondo solo ai coniugi Morse), a cui era legato da una profonda amicizia, tanto che l’artista li definiva la sua famiglia italiana. L’opera fu terminata nel 1967 e conta 105 litografie realizzate con varie tecniche, tra cui quella da lui inventata, di sparare capsule di inchiostro sui fogli. Nello stesso anno fu Rizzoli a pubblicare la preziosa nuova edizione illustrata della Bibbia in cinque volumi in una stampa da 1700 copie.
Ho trovato questo video tratto da una puntata del programma Rai L’approdo, settimanale di lettere e arti, andata in onda nel 1968, in cui Dalì descrive cosa rappresenta per lui quest’opera. La definisce il maximum del trionfo del codice genetico, del DNA e il trionfo del pensiero realistico e mistico della Spagna. Il sacro si fonde al profano per l’ennesima volta nelle sue opere, in cui capita spesso di vedere una Gala santificata o un Cristo crocifisso. Gioca con i colori qui, perdendo la definizione delle forme, ma guadagnando in dettagli preziosi fatti d’oro, ricalcando un po’ la volontà medievale di rendere giustizia all’immagine, attraverso lo sfarzo.
Sempre a Matera, per accostare scultura e pittura, ho trovato una scultura bellissima di Adamo ed Eva, tra amore e peccato. Inoltre Dio è una presenza costante nell’opera di Dalì, continuamente reinterpretato: nella scultura La visione dell’Angelo, che c’era a Matera, Dio diventa un gigantesco dito pollice teso verso l’alto.


Altre opere

Era indispensabile parlare delle opere di illustrazione più importanti, ma allo stesso tempo è impossibile parlare di tutte quelle realizzate da Dalì. La sua attività spazia dall’Ars Amatoria e dalle Metamorfosi di Ovidio, al Decameron di Boccaccio, passando per Romeo e Giulietta e Donchisciotte. Ha inoltre illustrato Gargantua e Pantagruel, oltre a diversi saggi di Montaigne.
Trovo bellissimo questo aspetto narrativo di Dalì, che si lega alla letteratura, la arricchisce e la omaggia, se ne appropria e allo stesso tempo si fa suo.

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