Recensione: Tutti giù per aria di Rosella Postorino

Tutti giù per aria

  • Titolo: Tutti giù per aria
  • Autore: Rosella Postorino
  • Casa Editrice: Salani
  • Data pubblicazione: 7 Ottobre 2019
  • Pagine: 139
  • Trama: Tina non sa cosa le è saltato in mente quel pomeriggio, quando ha accettato di giocare a pallavolo con i compagni. Di solito fa solo le cose che sa fare bene, perché ha sempre paura di sbagliare. Gli altri bambini la chiamano ‘perfettina’ e non la trovano molto divertente: la perfezione non ha mai fatto ridere nessuno! La palla cadrà nel fume, Tina per riprenderla precipiterà giù da una cascata e da qui tutto avrà inizio. Recuperata da un’enorme signora-mongolfera, viene portata in volo fino a uno strano paese, pieno di personaggi strampalati, quel giorno in festa per la Fiera degli Scarti e l’annuale Caccia al Tesoro. Chi arriverà primo? Ma soprattutto, cosa vinceranno gli altri? Perché, quando si gioca insieme, nessuno perde mai. 

Tutti giù per aria3Ho avuto la possibilità di leggere Tutti giù per aria quando era appena uscito (ormai qualche mese fa) grazie alla Salani e a Simona, che ringrazio di cuore. Ho richiesto di leggerlo non appena ho visto la copertina, perché la trovavo bellissima. Forse non avevo ben capito che si trattava di un libro per bambini, almeno come genere in cui collocarlo. In realtà è, come spesso accade per questo genere, molto di più.
È la storia di Tina, una bambina perfettina che da una semplice partita a pallavolo, si ritrova catapultata tra le braccia di una donna a testa in giù: Gianna Baloon, la prima tappa in un mondo di stramberie quasi da circo, che Tina attraversa in una fantastica caccia al tesoro. Un incontro dopo l’altro, dietro l’apparente insensatezza di questo nuovo mondo, Tina scopre un nuovo modo di guardare gli altri, ma soprattutto sé stessa, spogliandosi di paure e pregiudizi.

“È dall’adolescenza che germogliano. Mi è cresciuto il petto dall’oggi al domani, ma grosso grosso e in fuori, come un balcone, che a me sembrava tanto spoglio e inutile. Così a sedici anni ho deciso di coltivarci dei fiori, e da allora crescono senza pausa.”

Tutti giù per ariaOgni particolare di questo libro mi ha abbracciata sin da subito: la copertina è uno spettacolo, per i colori, per il disegno. L’odore delle pagine, i disegni che ci sono, mi hanno trasmesso delle belle sensazioni, non saprei come altro spiegarlo. Forse è un po’ quello che si prova quando si guarda un bel cartone animato: il godersi una bella storia, ma con dei toni e colori che sanno di infanzia, che ti fanno stare bene anche solo per quello.
Sui disegni mi sento di aprire una parentesi di apprezzamento sulle piccole meraviglie di Alessandra Cimatoribus che ha permesso alle parole di prendere vita e volare nella stanza mentre le leggevo. Ogni dettaglio è perfettamente raffigurato, ogni volto immaginato diventa reale, lo si può afferrare.
Ma tutto questo è possibile perché leggendo, insieme a Tina, ci sono stata anche io da Giangi, con una molletta sul naso per non sentire la puzza, per poi dimenticarla subito dopo; anch’io sono stata al lago, circondata da personaggi surreali e teneri al tempo stesso, dipinti con spontaneità e ricercatezza. Rosella Postorino ha messo in piedi un mondo incantato, apparentemente semplice, ma che rivela dettagli spaventosamente belli e geniali. A volte prende la forma di prosa, altre di filastrocca, ma è una narrazione sempre efficace e coinvolgente, carica di metafore, di accostamenti assurdi ma talmente spettacolari che viene da chiedersi perché nessuno ci ha pensato prima? A davanzali fioriti e capelli in fiamme (vorrei raccontarvi ogni storia e personaggio, giuro).

…fammi vivere tutte le vite del mondo,
ogni giorno diverso da ieri,

fammi vivere fino in fondo, 
riempimi o svuotami i pensieri.

Un tassello alla volta, si forma un quadro che ci porta dritto verso la meraviglia diTutti giù per aria2 guardarsi intorno, stupirsi degli altri, vederli belli nella loro unicità. Ecco la cosa che forse mi è piaciuta di più, questo messaggio che trapela in maniera delicata ma inevitabile: ogni persona è un mosaico di caratteristiche, alcune eclatanti, clamorose, altre nascoste e impensabili, ma in ognuno c’è quella scintilla introvabile, unica. E c’è anche dentro di noi e non dobbiamo aver paura di tirarla fuori. Ecco ora immaginate tutto questo raccontato attraverso le voci di una galleria di volti, molti bambini, alcuni un po’ meno. Immaginatevi delle paure tanto universali, come quella di sentirsi addosso lo sguardo degli altri, raccontato a misura di bambino, ma affinché possa essere compreso anche da ogni adulto.
Non so se davvero questo è un libro per bambini, ma è stato un libro perfetto per me. Mi ha fatta sorridere e tenuto compagnia, mi ha fatta meravigliare e sognare. Mi ha fatta riflettere, ed è un potere grande. Ve lo consiglio con tutto il cuore e vi auguro una lettura preziosa e delicata come un filo…

“Ai forestieri piace tanto, la gita in mongolfiera. La trovano romantica. Non sai quante smancerie mi tocca sentire, specialmente se porto in giro le coppiette. Potrei raccoglierle in un libro di frasi d’amore e farlo uscire a San Valentino. C’è un sacco di gente che non sa che cosa scrivere sui biglietti d’auguri: appena arriva l’occasione giusta, perde l’ispirazione, non si ricorda più com’era felice in mongolfiera. Il mondo ha un problema di memoria, non di infelicità”


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Rosella Postorino: (1978) vive e lavora a Roma. Ha esordito nella narrativa nel 2004 con il racconto In una capsula all’interno dell’antologia Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi). Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo La stanza di sopra (Neri Pozza; Premio Rapallo Opera Prima, è entrato nella dozzina del Premio Strega). Ha in seguito pubblicato L’estate che perdemmo Dio (Einaudi 2009, Premio Benedetto Croce, Premio speciale della giuria Cesare De Lollis), Il corpo docile (Einaudi 2013, Premio Penne), la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro all’interno di Working for Paradise (Bompiani 2009) e Il mare in salita (Laterza 2011).
Ha tradotto e curato alcune opere di Marguerite Duras. Con il romanzo Le assaggiatrici (Feltrinelli 2018) ha vinto la 56esima edizione del Premio Campiello, il Premio Pozzale Luigi Russo, il Premio Rapallo, il Premio Vigevano Lucio Mastronardi, il Premio Wondy e il Premio Chianti. Inoltre il romanzo è stato Libro dell’anno per i gruppi di lettura di Fahrenheit Radio Tre.

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