Bookcity Milano #2: Roberto Piumini e Stefano Benni

Dopo troppo tempo mi sono finalmente decisa a riordinare le idee per continuare (e terminare) il mio racconto di Bookcity Milano che avevo iniziato qui con il Friendship Tour. Sono ormai passati più di due mesi, ma in fondo ha poca importanza: ci tenevo molto a raccontarvi i momenti più belli del festival. Questa volta è il turno di due incontri con due scrittori che mi hanno assolutamente conquistata: Roberto Piumini e Stefano Benni.


Roberto Piumini

Storie sul tappeto volante

76959801_1436503149853090_7324123535624896512_o.jpg

All’interno del giornale che conteneva l’elenco degli oltre mille eventi del festival, l’incontro con Roberto Piumini figurava in una sezione di eventi per bambini all’interno del Teatro del Buratto. Questo, unito alla corsa che avremmo dovuto fare per arrivare in tempo, ci aveva quasi convinti a rinunciare, seppur a malincuore. Per fortuna poi, alla ricerca di un numero di telefono da contattare per avere informazioni, abbiamo trovato sul sito la precisazione: questo incontro è per un pubblico adulto.
A quel punto ci siamo precipitati in metro verso il teatro.

Il titolo dell’incontro, Storie sul tappeto volante, faceva riferimento un po’ al titolo e un po’ alla copertina del libro oggetto della presentazione: Storie per voce quieta, uscito a Maggio 2019 per Oligo. Ai miei occhi Piumini resta indissolubilmente legato a titoli come Lo Stralisco (che mi è rimasto nel cuore), ma questo nuovo titolo, invece, non è pensato per i bambini, nonostante l’idea nasca da un originario racconto per bambini. Da qui la necessità di precisare che non si trattasse di un evento per bambini (cosa evidentemente non colta dagli organizzatori del festival).

Storie per voce quieta.jpg
Link all’acquisto su Amazon

Nella stanza della presentazione eravamo in pochi, tra cui anche tre bambini: credo che questo abbia reso l’incontro ancora più bello, portandolo in una dimensione intima e quasi di amicizia. La presenza dei tre bambini, invece, è stato il pretesto grazie al quale è venuta fuori la dolcezza di Piumini, che a loro principalmente si è rivolto.
Storie per voce quieta è una raccolta di racconti (non so se si possa definire così) che hanno per protagonisti Siba, Maloi e Chinarra. Ogni capitolo, ciascuno intitolato come le prime parole della storia che segue, è il racconto di un’avventura dei tre amici, a cui si aggiunge la gatta di Parquediz, narrato dalla voce di Chinarra. Non è né maschio né femmina, è una voce avvolta da un alone quasi misterioso, a cui l’autore non si riferisce mai né con pronomi maschili né femminili. Quel pomeriggio, la voce profonda e calda di Piumini è diventata quella di Chinarra, la stanza è diventata la casa dei tre: ho visto il tetto volare via come succede nel primo capitolo del libro, quell’originario racconto per bambini, L’ultima volta che venne il vento. Ho visto una mongolfiera atterrare davanti ai nostri occhi e poi volarsene via di nuovo, lasciando tutto uguale e tutto diverso. Sogno e realtà.
Sono stata con gli occhi inchiodati su di lui, mentre ci leggeva quei due capitoli: ci guardava con un sorriso fiero, aggrottava le sopracciglia, tratteneva risate e poi rideva ugualmente, insieme ai bambini. Saltava le espressioni non proprio da bambini e ridevamo tutti. Ho potuto sentire davvero un’immensa tenerezza per quei personaggi che ci stava regalando.
Non sono mancate le domande, che lui stesso ha suggerito ai piccoli intervistatori: sei più poeta o romanziere? Entrambi. Sicuramente anche quando scrive romanzi, si porta dietro la poesia: figure retoriche che vengono fuori, rime in una normale frase. Ma allo stesso tempo, le poesie sono per lui un altro modo per raccontare storie, mettendole in versi. Dice che qualcuno lo ha definito neometrico, in senso dispregiativo.
E quali elementi si è portato dietro dai suoi lavori per bambini? Il linguaggio poetico, come già detto è sempre presente. Il corpo, le sensazioni del corpo, che Piumini mette sempre al centro, forse questa volta con sfumature diverse. E la magia. I personaggi affrontano avventure con una magia quasi naturale, vera. Sempre a metà tra realtà e fantasia.
Si fondono e sembrano somigliare sempre meno a sé stesse e più al loro opposto. E Piumini lo fa volutamente: inventa nomi, fiori, oggetti che esistono solo nella sua mente e li inserisce in un contesto perfettamente verosimile, che ad un tratto lo è un po’ meno.
Non ho ancora letto il libro, ma lo farò presto: l’altro prezioso regalo di quel giorno è stata una copia con dedica di Roberto Piumini. È un po’ strana: sembra invecchiare ad ogni tocco. Ma mi piace che sia così: si riveste di altre storie.

78196367_1436503166519755_3997718678232629248_o.jpg

P.S. Le foto dell’evento che vedete qui non sono mie. Le ho prese dalla pagina Facebook dell’editore. A noi altri Piumini ha chiesto gentilmente di non fare foto, perché non sono eventi, ma esperienze.


Stefano Benni

Le avventure del Lupo

77328403_790715538055286_8745034343618969600_n

L’incontro con Stefano Benni è stato l’ultimo prima di ripartire, programmato come una certezza assoluta, ma è riuscito ad essere comunque una sorpresa.
Si è tenuto nell’Auditorium del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.
Quello che mi aspettavo dal titolo dell’evento, Le avventure del Lupo: la storia quasi vera di Stefano Benni, era un incontro/intervista sulla sua vita e carriera, cosa che mi interessava molto. In realtà ignoravo completamente l’esistenza di un documentario intitolato proprio Le avventure del lupo, uscito nel 2018 e diretto da Enza Negroni.

Le avventure del lupo.jpg
Link all’acquisto su Amazon

Senza saperlo, quindi abbiamo preso parte proprio alla proiezione di questo documentario, preceduta da un’introduzione da parte di Stefano Benni e Enza Negroni.
Il documentario racconta Benni attraverso gli occhi delle persone che hanno segnato la sua vita e la sua carriera, il suo percorso di artista a tutto tondo. Al tempo stesso è Benni a raccontare i suoi amici. Grazie alla fusione di queste voci, vengono fuori dei ritratti bellissimi, nostalgici ma estremamente vividi, di persone, luoghi ed epoche.
Benni e Enza Negroni, nell’introduzione, ci hanno raccontato i momenti più belli legati alle riprese del film. Il più suggestivo è sicuramente quello legato alle riprese nella casa in montagna di Benni, dove è comparsa all’improvviso dal nulla, una palla di pezza esattamente identica a quella con cui giocava lo scrittore da bambino. Nel guardare poi il film, questo pezzo è stato anche uno dei più interessanti, perché le vicende di Benni in quel luogo sono anche quelle di Saltatempo: le loro storie si fondono ed è stato bello ripensare al modo in cui da quello che ho visto è nato quello che ho letto.
Il secondo bel momento è quello della settimana in Francia passata con Daniel Pennac per le riprese. Anche in questa occasione i luoghi sono talmente forti da essere in grado di parlare da soli, ma più intenso ancora è il rapporto di stima che emerge tra i due scrittori. 

Terzo momento, il più potente anche durante il documentario: il racconto di Benni della sua amicizia con Dario Fo e Franca Rame. Un grande amore e due grandi personaggi raccontati dallo sguardo di Benni nella loro quotidianità.
Ecco, credo che guardare questo documentario sia un po’ come guardarsi intorno e indietro con i suoi occhi e poi guardarlo specchiarsi negli occhi degli altri. E quanti altri: Alessandro Baricco, Angela Finocchiaro, suo figlio, Niclas Benni, tanti suoi collaboratori e amici. È anche un viaggio fisico in mille posti… Ogni cosa è raccontata in modo spontaneo,  spesso attraverso dialoghi a due, altre volte attraverso la musica (alla colonna sonora ha lavorato anche suo figlio), altre ancora attraverso veri ululati, veri nel senso autentici di Benni.
Una bellissima conclusione di una bellissima esperienza. Quando siamo usciti c’era un sole carico di felicità.

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...