Cose da leggere sul web: blog che vi consiglio

In questi anni (ormai quasi cinque) che scrivo sul blog, ho inevitabilmente iniziato a leggere quelli degli altri. Alcuni sin dall’inizio, altri a viaggio già in corso. Alcuni neanche esistono più, di altri continuo a sperare in un improbabile ritorno.
In ogni caso, cerco sempre cose interessanti da leggere, che siano storie, recensioni, opinioni o altro: forse perché mi basta aprire la homepage di wordpress, o anche semplicemente di google, per trovare tutti lì in fila blog salvati, e quindi è comodo, molto comodo.
Ho pensato di suggerirvi qualche cosa interessante che leggo spesso: in realtà seguo molti molti blog di recensioni, e non ho potuto metterli tutti. Non si tratta di un tag, o di una classifica, né di niente del genere: semplicemente qualche suggerimento se, come me, siete alla ricerca di nuove letture, non solo su carta.


Ti asmo – prima o poi l’amore arriva. E t’incula

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Ecco, questo primo blog lo seguo praticamente da sempre (ovvero da quando ho aperto il mio). L’autrice è Enrica Tesio, scrittrice, mamma e donna straordinaria. Ho letto solo il suo primo romanzo, La verità vi spiego sull’amore (che ho recensito qui) e vorrei presto leggere l’altro, Dodici ricordi e un segreto, uscito nel 2017. L’8 Maggio (non so precisamente quando pubblicherò questo articolo) esce il suo primo libro di poesie, Filastorta d’amore, e vi assicuro che sono stata incantata da tutte le filastrocche pubblicate sul suo blog. Volevo mettervi i link alle mie preferite, ma ne sono troppe. Quindi ve lo consiglio a priori. Una volta l’ho anche incontrata e ve ne ho parlato qui, confermando la mia ammirazione.
Al di là di libri e link, io amo il suo blog. Mi fa ridere tantissimo, perché ha un’ironia tra che è prima di tutto auto-ironia e poi che è in grado di sdrammatizzare i problemi esistenziali o quotidiani di qualunque donna, ma anche di qualunque persona. Anche quando parla dell’essere madre sa giocare con gli aneddoti, la risata e l’emozione, e quando parla di bambini sa unire cinismo e ammirazione cieca. Dice di non conoscerla la verità sull’amore, ma ne sa scrivere in un bel modo e sa metterlo in rima.
Poi usa sempre belle foto e illustrazioni, che mi hanno fatto scoprire altri talenti nel mondo del web. Vi consiglio anche di seguirla su instagram per aggiornamenti e aneddoti divertenti, spezzoni di articoli o di futuri libri.

Ti ho tolto i baci di bocca, mi hai tolto il respiro, ti ho tolto corazza, elmo, cintura, mi hai tolto dall’arma anche la sua sicura. Ti ho tolto ogni freno, mi hai tolto dal sangue l’oscuro veleno. Ci siam tolti la voglia, dei corpi sui corpi, degli occhi negli occhi, dei vuoti nei pieni, dei forti nei piani, dei miei ricci tessuti tra le tue mani. Nudi alla meta e l’amore era meta e cammino, eravamo la vetta e il sentiero, eravamo il viandante, lo sguardo smarrito dello straniero, eravamo il paesaggio, eravamo un bel viaggio.


Francobolli gialli – Poetry Monday

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Francobolli gialli, invece è nato a Novembre e lo seguo da allora. Parla di poesia in un modo che non ho trovato in nessun’altro blog o piattaforma social in generale. #poetrymonday perché ogni lunedì viene pubblicata una nuova poesia con un’analisi e un commento personale e semplicemente bellissimo.
Non sono mai stata un’appassionata di poesia, anzi. Però è un mondo a cui vorrei avvicinarm
i e credo che un blog come questo sia un mezzo di divulgazione poetica fantastico. Partendo dalla mia esperienza, la scuola è stato l’unico momento in cui ho avuto contatto con la poesia, ma molto spesso si tratta di un imput fine a sé stesso. Mi piace pensare a Francobolli gialli come una sorta di guida alla bellezza, un percorso con il quale muovere i primi passi tra i versi poetici.
Poi gli articoli sono scritti benissimo, mi fanno apprezzare davvero la poesia che mi trovo a leggere, l’autore, lo stile… (non c’è neanche bisogno di menzionare le innumerevoli volte in cui mi commuovo leggendo)

su Prospettiva di W. Szymborska
Due storie che si incrociano, come estranei, è solo un secondo ma dura una vita. Riesce fin troppo semplice immedesimarsi in quel palpito mancato, e gli interrogativi scorrono rapidi: si conoscevano già? Si erano mai visti? Si sono feriti? Erano forse davvero due persone giuste al momento sbagliato?

È qui che la Szymborska diventa poeta del non so, si interroga e ci interroga senza disegnare alcun punto di domanda esplicitamente. E lo fa peraltro senza abbandonare il suo tono leggero, tono che qui si tinge di confidenziale, mentre ci racconta l’accaduto. Quasi sembra di vederla – Li ho visti dalla finestra – le dita strette a lato della tendina quando, chissà forse casualmente, si accorge dell’incontro dei due.


Il frutto della passione

frutto della passione.PNGHo cominciato a seguire Eva su Instagram, che è in effetti l’ideale, perché è la piattaforma che aggiorna principalmente. La seguo grazie ad una mia compagna di classe che me la fece conoscere, quando ancora era incinta di Nina Flor.
Amo la sua storia e la sua forza, e amo il modo in cui si racconta, le parole con le quali esprime l’amore per la sua famiglia e per la sua vita. Oggi Eva sta affrontando la sua ennesima battaglia contro il cancro, ma continua a raccontarsi. Come ha fatto durante l’adozione di Noah Enzo, durante la strada della procreazione medicalmente assistita.
Con la stessa energia con cui racconta dell’amore della sua vita, del Brasile, dove vive.
Vi consiglio di cuore il suo blog e la sua storia, vi consiglio di farvi guidare dalle sue parole e dalla sua energia, perché credo che facciano bene al cuore.

Il dolore è figlio unico. Con questa consapevolezza ci siamo sempre tenuti per mano, senza la pretesa di conoscere i sentimenti dell’altro – ma con empatia e rispetto reciproco. Passo dopo passo, ognuno con la propria sofferenza – ma senza farsi mai mancare tanta felicità, abbiamo scalato montagne. Io per diventare madre. @robe_cala – per diventare padre. Noah Enzo per trovare le nostre braccia. Nina Flor per venire al mondo. Poi, tutti e quattro insieme, contro il mostro più feroce: il cancro.


Escherichia libri

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E veniamo al primo blog di recensioni, anche se un po’ particolari. Simona nel suo Escherichia libri, come potrebbe farvi sospettare il nome, parla principalmente di libri che abbiano a che fare con la medicina, ma anche più in generale con la divulgazione scientifica o con temi sociali importanti. Non dovete aspettarvi solo saggi o cose del genere, ho trovato anche molti romanzi che affrontano però tematiche molto affini a questi argomenti.
Come me, Simona è una studentessa di medicina, come me appassionata di lettura. Non la seguo da molto, ma trovo sempre spunti interessanti nei suoi articoli e nei suoi post su instagram: grazie a lei, molti titoli si sono aggiunti alla lista dei libri da leggere. Oltre a questo inoltre, tratta spesso argomenti di biologia e medicina in modo molto semplice ma efficace.

su Idda di Michela Marzano
C’è tanta dolcezza in questo romanzo – e tanto dolore, e tanta rabbia, e un bel lieto fine. Ma c’è anche la memoria che scivola via – quella cosa che non sappiamo se chiamare demenza o Alzheimer o in qualche altro modo – ma c’è, e segna le vite delle persone che restano nel presente.

La malattia, in Idda, è un protagonista che vive e si muove tra gli altri personaggi: parla ora attraverso la dottoressa empatica e comprensiva, ora tramite le infermiere pazienti e attente. Perché poco importa quale nome vogliamo dare alla malattia: la cosa che conta è che ci sia qualcuno a prendersi cura del paziente e dei suoi famigliari.


Topper Harley – uno, nessuno e ventitrè

Topper.jpgAnche Topper, è uno dei primi blog che ho seguito. Ricordo che nel 2014, dopo essere stata al concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo, mi capitò per caso un articolo in cui qualcuno, appunto Topper, raccontava la sua esperienza. L’articolo era questo qui, e da allora ne ho letti molti altri scritti dalla sua penna, e mi ci sono affezionata un bel po’.
Che parli di viaggi, di concerti, di libri o di scene di vita quotidiana, leggerlo mi diverte molto: il suo stile è sempre tra l’ironico e l’appassionato. Magari non racconta mai proprio tutto della sua vita, anzi: però anche nei post più criptici, mi piace immaginarlo in situazioni di vita che poi potrebbero essere le mie. Anche quando parla con le foto (spesso). Diciamo che è quasi diventato un personaggio leggendario nella mia testa. 
Ho seguito negli anni l’evoluzione della sua To-do list e credo che abbia una vita meravigliosa, di cui riesce ad immortalare con precisione gli attimi più belli, con qualsiasi mezzo.
Chissà se lo incontrerò mai…

dalla biografia:
Si iscrive all’università per seguire psicologia, anche se gli storici insinuano seguisse una psicologa. La vera svolta arriva nel momento in cui incontra una professoressa di lingue a cui si lega letteralmente e che ricambia la passione con ardore e candore. Vivono insieme a lungo, ognuno a casa propria, senza far danni né figli finché un giorno Lei lo abbandona lasciandogli un paio di pensieri in testa e lui, rifugiatosi in esilio nella città eterna, decide di aprire un blog per raccontare tutto il resto.


Memorie di una vagina

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Non ricordo precisamente da quanto tempo seguo Stella. Ma so che leggo sempre i suoi articoli: anche nei periodi in cui sto poco o niente sul blog, mi piace dedicare un po’ di tempo a leggere ciò che scrive.
È in realtà un blog molto conosciuto e seguito. Si tratta di uno spazio pensato principalmente per le donne (forse il nome potrebbe avervelo fatto sospettare), ma non esclusivamente. Dirò una banalità, ma leggerla è un piacere prima di tutto perché scrive molto bene. Lo fa per lavoro scrivendo su vari giornali e riviste, ed ha anche pubblicato un romanzo, Fai uno squillo quando arrivi (Rizzoli, 2017) e un ebook/riflessione, Molestie per l’estate (2018), su dibattito nato dal #metoo. Non ho letto nessuno dei due titoli, ma rimedierò sicuramente.
Leggerla è un piacere perché tratta temi tra i più disparati, dal sesso, alla famiglia, all’amore, al femminismo. Sul suo blog ho letto di musica, di libri, di cronaca. Sicuramente il blog è cresciuto con lei, così come gli argomenti su cui scrive. Credo che sia davvero raro trovare uno spazio come questo, in cui temi spinosi dell’attualità sono analizzati e trattati in modo sempre completo e molto intelligente.
Vi lascio anche in questo caso un link al profilo instagram.

In quei momenti, quando abbiamo l’anima nuda e ce la tocchiamo, e ce la scrutiamo con attenzione, provo una sensazione di completezza che mi causa sgomento. Spesso, ansia. Penso cose terribili, ho paura che possa finire, per nostra inefficienza o per qualche sciagura della vita. O per la vita stessa, che pialla e livella gli amori, che affonda le grandi storie nel tedio coniugale, che lascia implodere i desideri sotto il peso delle responsabilità. Insomma, ci sono delle volte in cui mi guarda e in cui mi accorgo che devo immortalarlo. Mi fermo e lo osservo. Gli occhi, la barba, la posizione, il sorriso, la forma che gli prende la bocca quando è rapito, la luce che entra dalla finestra, i nostri corpi – spesso nudi – nello stesso spazio. So che è un momento di grazia assoluta, e che questo – come tutti i momenti della storia – non sarà eterno.


Mr. Ink: Diario di una dipendenza

mr ink.jpgIl secondo e ultimo blog di recensioni che ci tenevo a consigliarvi è quello di Mr. Ink. Anche questo lo seguo da anni, sempre in maniera silenziosa. Non credo di aver mai interagito con l’autore in nessun modo. Ma da subito ho notato dei gusti molto affini ai miei e così mi sono spesso affidata ai suoi consigli per le mie letture, non restandone mai delusa.
Di tanto in tanto ci rimango un po’ male, quando i nostri pareri non coincidono: ricordo di essere stata tentata di scrivergli dopo una recensione non proprio positiva su un libro di Valentina D’Urbano (di cui io ho amato letteralmente qualunque cosa).
Mi piace che parli anche di film e serie tv, e che sia sempre molto aggiornato, sincero e quindi affidabile. Poi potete trovare consigli un po’ per tutti i gusti, quindi dateci un’occhiata quando vi serve, non ve ne pentirete.
E poi scrive da Dio, credo sia davvero in grado di scrivere le migliori recensioni che io abbia visto in giro.

su Isola di Neve di Valentina D’Urbano:
Valentina infatti parla sempre d’amore, e sempre in maniera diversa dalla precedenze. Come ci riesca, onestamente, non lo so.
A spaziare nei generi pur conservando una riconoscibilissima coerenza di fondo.
A sopravvivere ogni volta alle sue storie, che stremano il cuore.
A rinunciare ai personaggi che ha messo al mondo e reso memorabili, con il rischio che dalla sua penna ne arrivino poi altri, magari nel romanzo subito successivo, a scalzarli in fretta dai ricordi. Noi lettori abbiamo una memoria da elefante, a volte, e profonda riconoscenza. Perché ai nomi indimenticabili di Alfredo, Vadim e Fortuna se ne affiancano semplicemente altri, senza rimpiazzarli né tradirli – incommensurabile la commozione per l’eponima Neve, che mi ha ricordato la straordinaria Lila di Elena Ferrante. E alla generosità emozionale dell’autrice non si può rispondere perciò che con altra generosità, di rimando, con il groppo in gola, soprattutto in un anno di letture che di rado mi hanno coinvolto altrettanto.


Mirya

miryaMirya è una scrittrice molto conosciuta sul web: nasce come scrittrice di fan fiction e comincia poi a pubblicare romanzi, ad auto-pubblicarli proprio per percorso scelto. Pur essendo una lettrice assidua del blog (giuro!), non ho mai letto i suoi romanzi (sì, sono una pessima follower). Comunque li trovate a questo link: l’ultimo, Cinque secondi, è uscito nell’ottobre 2018, mentre quello di cui io ho sentito più parlare è Di carne e di carta, uscito nel 2014. Mi metterò al passo in ogni caso, promesso.
Mirya è anche una professoressa di scuole superiori e una mamma. Scrive (molto molto bene) di qualunque cosa. Che siano scene di vita quotidiana, argomenti riguardanti l’educazione e l’istruzione, film visti, dichiarazioni d’amore.
Offre sempre un punto di vista nuovo a questioni su cui magari rifletto da un po’, e racconta vicende che mi fanno riflettere su cose nuove.
Vi lascio anche il link alla sua pagina Facebook.

Non riesco a pensare a nessun altro con cui vorrei stare, anche quando stare significa non stare, perché solo averti in un’altra stanza mi fa sentire a casa. Non c’è un altro corpo che per me abbia un senso, se non il tuo, quando lo bacio e diventi il senso anche del mio corpo. Non c’è altra mente con cui io mi senta tanto in sintonia, anche se non sei il primo a leggere i libri che scrivo, anche se non riesco a seguirti quando parli delle macchine che progetti, anche se condividiamo così pochi interessi, anche se non mi capisci e non ti capisco ed è proprio così che ci capiamo.
Ogni giorno, in questi tredici anni di matrimonio e alcuni in più di convivenza, ogni giorno ho messo in dubbio la nostra storia e ogni giorno ho risolto quei dubbi, ogni giorno mi sono chiesta se volessi ancora stare con te e ogni giorno mi sono risposta di sì.

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