Recensione: Il mio infinito di Margherita Hack

In uno dei periodi dell’anno in cui di più ci affidiamo alle stelle, puntiamo gli occhi al cielo, ricominciamo da capo in un ciclo sempre uguale e sempre diverso, credo che non ci sia miglior modo di fare a tutti i miei migliori auguri per questo 2019. ♥


Il mio infinito

  • Titolo: Il mio infinito
  • Autore: Margherita Hack
  • Casa Editrice: Dalai Editore
  • Data pubblicazione: 26 Aprile 2011
  • Pagine: 207
  • Trama: Fin dagli esordi dell’umanità la volta stellata è sempre stata la culla di dei e cosmogonie, racconti per esorcizzare il mistero della vita e della morte. Nel contempo, in ogni civiltà, alla visione religiosa del mondo si sono contrapposte menti curiose che hanno cercato spiegazioni razionali dei fenomeni naturali e celesti. Questo libro racconta come si è evoluta la nostra capacità di leggere il cielo e con essa la visione scientifica del mondo, dagli astronomi della Grecia classica alla nascita della scienza moderna con Galileo e Keplero alle scoperte di Newton,- per arrivare all’astronomia e alla fisica quantistica dopo le rivoluzioni del Novecento. Ci pone di fronte ai problemi cui ancora la scienza non sa rispondere: l’origine dell’universo e della vita. Ci interroga sulla natura del nostro universo: è tutto ciò che esiste? E finito o infinito nel tempo e nello spazio? E uno fra tanti? Com’è possibile che da una caotica zuppa di particelle elementari si sia originato il Cosmo gerarchicamente ordinato, le stelle e galassie, dai cui elementi è nata la vita biologica evolutasi fino ad arrivare a quello straordinario strumento di conoscenza che è il cervello umano? A tanta meraviglia si può rispondere invocando un Creatore, oppure accettando la bellezza di un mondo governato dalle leggi della materia senza altri fini.

Quando ero al primo anno di scuole superiori avevo una professoressa moltoMargherita-Hack.png appassionata di astronomia che periodicamente ci leggeva brani tratti da libri di Margherita Hack. Da lì, l’astronomia, la mitologia e il suo nome, sono rimasti indissolubilmente legati nel mio immaginario. Quando lo scorso Black Friday, scorrendo tra i titoli scontati, ho trovato Il mio infinito-Dio, la vita e l’universo nelle riflessioni di una scienziata atea, ho colto l’occasione per fare un tuffo nel passato. E mi sono ritrovata a leggerlo in un periodo in cui le stelle popolano il mio presente.
Margherita Hack ripercorre la storia dell’universo a partire dalle grandi ere geologiche, passando per i miti delle popolazioni che cambiano, conservando però sempre la stessa fame di scoperta e la stessa volontà di abbandonarsi ad un Dio creatore. Fino ad arrivare ai primi scienziati-filosofi e alle loro intuizioni e scoperte, incredibilmente vicine alla realtà, perché libere da ogni costrizione religiosa o di potere. Tracciando questa storia, ogni evento diventa il pretesto per una riflessione sulla religione, sulla presunta unicità dell’uomo nell’universo, sulla vita extraterrestre e sulle probabilità di entrarvi mai in contatto. 

Dalle stelle alla mente, sono gli estremi della nostra parabola: siamo l’unico prodotto dell’universo che ha sviluppato la capacità di osservare e capire l’universo di cui siamo il frutto.

hack.jpgÈ indiscutibile l’abilità della Hack come divulgatrice o anche più semplicemente come insegnante: tutti i concetti sono esposti in modo semplice, accessibile a tutti, dalle leggi fisiche più elementari, alla relatività, passando per i processi atomici che avvengono all’interno delle stelle. Ho trovato tutto molto comprensibile e ho provato il piacere della scoperta, della conoscenza, seppur minima. Arrivare alla fine del libro e sapere qualcosa che prima ignoravo del tutto…
Alcuni punti magari li ho trovati un po’ noiosi, un po’ lenti, perché carichi di spiegazioni per lo più scientifiche. Ma non mi sono mai trovata in difficoltà nel seguire il percorso logico e storico che si è venuto a creare pagina dopo pagina. 

Il principio antropico suggerisce che l’universo abbai proprietà tali da permettere la vita, sia in un certo senso finalizzato a questo scopo. Ma si può anche obiettare che la vita si è svilupata perché l’universo aveva, casualmente, le proprietà adatte.

Mi è piaciuto vedere come si sia evoluto il rapporto tra Chiesa e scienza (ma si può direvia lattea.jpg che si sia evoluto?), e come si complesso ma possibile quello tra fede e scienza. Mi è piaciuto rendermi conto più realisticamente di cosa parliamo quando pensiamo ad altra vita su altre galassie o ad una fantascientifica invasione extraterrestre. Mi è piaciuto il confronto tra più teorie, con tutte le prove a favore e contro, sulle ultime frontiere dell’ancora sconosciuto. Mi è piaciuto che, nonostante si trattasse di un saggio, ha saputo mantenere un bellissimo potere evocativo.
Belle le illustrazioni (non so da chi siano state realizzate, sinceramente), che avevano più che altro lo scopo di semplificare le spiegazioni, ma ancora più belle le immagini che si venivano a creare nella mia testa, l’immensità dell’universo che per un secondo sembra più accessibile, nell’intuizione della sua nascita e nel poterlo osservare quando ancora bambino e al tempo stesso sempre più inafferrabile, quanto più si comprende la sua infinità.
Una lettura interessante, un’introduzione affascinante ad un mondo (che poi è il nostro) complesso ma meraviglioso. Il tutto carico della poesia e della passione che solo una grande voce poteva evocare.

…è perché siamo in una fase storica in cui, dopo aver perso il confronto con la scienza sulle forme e natura del Cosmo, la Chiesa è impegnata in uno scontro sulle forme e natura della vita, baluardo che non vuol cedere, ma che, come nel caso dell’astronomia, sarà superato dalla Storia.
Recentemente il Papa ha accusato gli scienziati di essere avidi  e arroganti e di volersi sostituire a Dio. Questa accusa di arroganza tradisce l’ingenua convinzione che si possano mettere degli argini alla corrente del pensiero indagatore, un mare di tante menti – di diversi Paesi, culture e religioni –  che dilaga in ogni ansa dove c’è qualcosa da scoprire. E allora perché non dovremmo indagare sulla vita e cercare di capirne i meccanismi più profondi così come li ha congegnati, se vogliamo, Dio?

♥ ♥ ♥ ½ 


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Margherita Hack: (Firenze, 1922 – Trieste, 2013) è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Il suo nome è legato a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione (Premio Grinzane Cavour nel 2004 per la divulgazione scientifica) e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Ha insegnato astrofisica e astronomia, tra Firenze, Milano e Trieste. 

 

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