Lisbona // Luoghi, libri e letteratura

Per me non esistono fiori in grado di reggere il confronto con la varietà dei colori che assume Lisbona alla luce del sole.
-Fernando Pessoa

All’inizio di ottobre, ho passato cinque giorni a Lisbona con i miei amici. Ho scoperto una IMG_2862città assolutamente meravigliosa, con i suoi colori (primo tra tutti il giallo che spunta ad ogni angolo), la sua calma e allo stesso tempo l’incredibile vivacità.
Ho continuamente percepito la strana ma piacevole sensazione di trovarmi in un’altra epoca: i tram lenti che popolano la città, i carretti con pubblicità del cinema, i palazzi vecchi e le loro facciate tappezzate da azulejos, persino i sedili imbottiti dei mezzi pubblici evocano un’aria antica. E poi c’è quella modernità viva che si fa largo con i  suoi murales, a dare un altro tocco di vitalità e allo stesso tempo di decadenza, con le stradine e i vicoli popolati da centinaia di bar e localini e musica, e migliaia di voci a far festa ogni sera.
Mentre cerco di rievocare particolari, si fanno strada
 tantissime immagini, flash bellissimi: i mercatini e tutti gli oggetti stupendi che ho visto, le librerie in cui ancora una volta si fondono vecchio e nuovo, stipate di volumi fino al soffitto. Le viste mozzafiato di Lisbona dall’alto, la musica di un pianoforte in una terrazza di porte rosse e fiori viola. L’odore di pastel de nata che esce dalle pasticcerie, il bagliore del sole che si riflette sull’acqua. Un carretto che vende wine with a view, la velocità dello scorrere dei giorni.

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Le librerie

7194837.jpgLa prima passeggiata che ho fatto per Lisbona, mi ha subito rivelato la bellezza delle piccole e grandi librerie, che improvvisamente comparivano sul lato di qualunque strada. La prima in cui sono entrata è stata O AZ do livro, piccolo paradiso di libri nuovi e usati posta su una scalinata (da cui tra l’altro c’era la vista su un bellissimo scorcio di Lisbona). All’interno i volumi sono stipati fino al soffitto, in un tetris quasi infinito. Ci sono agende, calendari, cartoline vecchie di decenni…ma anche libri nuovi, volumi di cartoni animati per bambini. Ecco perché parlavo dell’ennesima fusione tra antico e nuovo.
Questi interni tipici poi li ho ritrovati anche in altre librerie, che fossero piccole e nascoste, quasi da passare inosservate, oppure più grandi e conosciute. 

Due di quelle in cui sono stata, sono in realtà abbastanza celebri. Una è la Livraria Bertrand, la più antica libreria del mondo secondo il Guiness World Records.

 

Si trova nel quartiere di Chiado e fu fondata nel 1732 dal libraio francese Pedro Faure, a cui si unirono poco dopo i fratelli francesi Bertrand (suoi generi). In realtà si trova nella sede attuale “solo” dal 1755, a causa del grande terremoto dello stesso anno che rase al suolo l’edificio originario. Molti degli scaffali sono ancora quelli risalenti alla sua apertura, e creano un’atmosfera bellissima, insieme alle pareti rivestite in legno. L’esterno imagesdell’edificio è meraviglioso e tappezzato dai tipici azulejos. Ad oggi fa parte di una catena che conta 56 punti vendita in tutto il Portogallo. Per la sua presenza nel Guinness è in realtà un luogo molto turistico, sia nell’aspetto che nelle vendite. Però per la storia che c’è anche solo tra quelle pareti e scaffali, ne vale la pena. 

La seconda è la Livraria Sá da Costa, che mi è piaciuta ancora di più (qui ci sono delle immagini storiche molto belle). Si trova sempre a Chiado, precisamente nella stessa strada della precedente: si potrebbe dire che sia un po’ il cuore letterario della città, anche per altro di cui vi parlerò.

Sá da Costa.7[5].jpg

Fu fondata nel 1913 e ancora oggi è gestita dalla stessa famiglia. Ho letto che in realtà ha di recente rischiato la chiusura, ma si è salvata grazie al sostegno dei cittadini. Oltre aSaCosta-ConVida2017-010 trovarsi sommersi dai libri, qui l’aria da negozio dell’antiquariato si fa ancora più vivida: mappe antiche, orologi, vetrine con oggetti da collezione di ogni genere. La cosa più bella è stata entrare con l’impressione che fosse un locale piccolo, mentre poi si succedevano una stanza dopo l’altra, tramite porte, porticine, scalinate. Ogni stanza un genere diverso, mille colori, pagine ovunque e una sorta di caos pacifico. Poi però una scalinata che portava al piano di sopra. E tutto bianco. Quella che era una libreria un attimo prima, si trasforma in una piccola galleria d’arte (Galaria Sá da Costa) in cui si stava tenendo un’esposizione dal titolo Zushi No Nikki – Diário Ilustrado. Si trattava delle illustrazioni realizzate da quattro artisti portoghesi del libro Makura no Soshi (Note del guanciale) di Sei Shonagon, dama di corte dell’imperatrice giapponese nel X secolo.

Alla lista manca la Livraria Ler Devagarconsiderata una delle più belle del mondo, in cui non sono riuscita ad andare.
Vi lascio comunque un articolo (di un blog che mi piace molto di un’italiana che vive a Lisbona) su queste e alcune altre librerie molto carine. Qui trovate il link.

[ Vorrei suggerirvi anche di leggere questo articolo, su una libreria che non ho visto, ma che racconta una bella storia: https://lillyslifestyle.com/2018/04/24/a-lisbona-il-mondo-del-libro-e-gestito-da-un-cavaliere/ ]


Fernando Pessoa

Chiado è anche il quartiere di Fernando Pessoa, che lì è nato, e ospita i luoghi che il poeta amava frequentare. Pessoa è tra i simboli di Lisbona: tra un tram giallo e un azulejo, presta il suo volto alla città nelle calamite, stampe su magliette e attrazioni turistiche varie come Escape Room a tema. È esibito con orgoglio, tanto il suo personaggio quanto i suoi versi.
statua-fernando-pessoa-lisbona.jpgPessoa nasce nel 1888 al quarto piano a sinistra del numero 44 di Largo de São Carlos, davanti al Teatro Nacional de São Carlos. Non è possibile visitare l’edificio, ma sulla facciata del palazzo c’è oggi una targa e proprio davanti, l’omaggio dello scultore belga Jean-Michel Folon a Pessoa in occasione dei 150 anni dalla sua nascita: una statua in bronzo che raffigura il poeta, con un libro al posto della faccia.
La scultura più celebre che raffigura il poeta, è però quella posta a poche centinaia di metri di distanza, ancora una volta in rua Garrett. Ci troviamo davanti  A Brasileira, uno degli storici caffè lisbonesi, amato da Pessoa (qui un articolo). Tanto che si può ancora icontrare il poeta seduto in uno dei tipici tavoli esagonali al di fuori del locale. Il bar, aperto nel 1905, è stato dichiarato patrimonio architettonico portoghese.

Gli ultimi quindici anni della sua vita, Pessoa li passa nel quartiere di Campo de Ourique. _LFP_7686__DiaPoesia_CasaFerPessoa__10_.jpgLa casa è oggi un museo, in cui sono esposti alcuni documenti e manoscritti del poeta,  qualche oggetto personale e alcuni mobili e pezzi di arredamento originali. Inoltre ospita due biblioteche: una è una biblioteca aperta e accessibile a tutti specializzata in poesia mondiale; l’altra è la biblioteca privata di Pessoa, consultabile in formato digitale. Conta circa 1300 titoli, di cui la metà in inglese, con tutte  le sue note e gli appunti a margine.

A questo link trovate un articolo carino pubblicato su La Stampa: Scoprire Lisbona sulle tracce del vero Pessoa.

Qui Lily parla invece di un altro bar frequentato da Pessoa: A Lisbona l’aperitivo si beve al bancone frequentato da Fernando Pessoa


 

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18 pensieri su “Lisbona // Luoghi, libri e letteratura

  1. lillyslifestyle ha detto:

    Peccato non averlo saputo ti avrei fatto scoprire altre librerie molto curiose. 😉
    La Livraria Bertrand, la più antica libreria del mondo (ancora in attività), è la mia seconda casa.
    Hai letto il mio articolo sul libraio più “antico” di Lisbona ancora vivente?

    Piace a 2 people

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