Il buio oltre la siepe: il film.

ilbuiooltrelasiepe.jpg

Finito di leggere Il buio oltre la siepe (qui la mia recensione), e avendo quindi rimediato al crimine di continuare a rimandarne la lettura, ho deciso di passare al film.
L’uscita del libro, nel 1960, e il suo successo immediato, coronato dal premio Pulitzer vinto l’anno successivo, sono seguiti, nel 1962, dall’uscita del film.
5bfb72ce-e938-11e4-ac1e-485b3977183d_572_450.jpgDiretto da Robert Mulligan, conquista otto nomination agli Oscar, vincendo poi tre premi: miglior attore protagonista a Gregory Peck, che interpreta Atticus Finch, miglior sceneggiatura non originale e miglior scenografia. Il film, inoltre, è stato inserito nel 1998 nella classifica dei migliori cento film statunitensi redatta dall’American Film Institute.
La trama riprende fedelmente quella del libro, di cui ho già parlato nella recensione, e viene narrata dalla voce ormai adulta di Scout che si guarda indietro a quel periodo della sua infanzia: la cornice si confonde con gli eventi principali, in un racconto di tutti gli episodi che sono rimasti scolpiti nella sua memoria. Credo che, rispetto al libro, in cui è chiaro come ogni cosa sia filtrata dagli occhi innocenti di Scout, il film richieda uno sforzo di immedesimazione maggiore. Come maggiore è il rischio che il tutto risulti superficiale, quando in realtà è solo da guardare da un punto di vista diverso, mettendosi nei panni di qualcun’altro. Ne risentono sicuramente alcuni personaggi, mentre Atticus riesce comunque ad uscirne vincitore e perfettamente rappresentato, nella sua impeccabilità tanto esteriore quanto morale. Durante il processo risalta ancora di più in tutte le sue doti e caratteristiche.gregory-peck-il-buio-oltre-la-siepe.jpg
Avendo appena letto il libro, mi è venuto spontaneo concentrare la mia attenzione su delle scene in particolare, cercare quei dettagli che mi avevano già colpita su carta, o che magari avevo trascurato per rivalutare sul finale. Mi è piaciuto che molti dialoghi siano stati riportati fedelmente, così come lo svolgersi di molti episodi.
Ho avuto l’impressione che se da un lato è stato accentuato l’aspetto del racconto per singoli eventi, dall’altro è più marcato il filo conduttore della comprensione, dell’indossare le scarpe degli altri e della condanna della malvagità, in ogni sua forma. E anche l’accettazione delle fragilità, del diverso. Ho guardato con un occhio più attento le metafore che popolano la storia, tanto nel libro quanto nel film, ma che mi sono diventate più chiare per lo più in quest’ultimo.
Maycomb, la cittadina che è più di un semplice sfondo, è perfetta anche questa volta, sa vestirsi di estate e spensieratezza e un attimo dopo coprirsi di inquietudine e assumere i 50lHs.jpgtratti delle più terribili paure infantili.
Resta inevitabile, per me, vedere il film come un’illustrazione del libro: forse per il tempismo con cui mi sono approcciata ad entrambi, forse semplicemente per gusto personale. Non posso però negare che è assolutamente degno del romanzo da cui è tratto e che ha saputo trasformare in immagini cose che non avrei immaginato e far apprezzare il tutto con una luce in più.

Link all’acquisto su Amazon

10 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...