Tra pagine e palcoscenico #3 // Francesco Guccini e Roberto Vecchioni

Avevo iniziato questa specie di rubrica per poi lasciarla praticamente in sospeso. Ci sono però ancora alcuni cantanti che volevo citare nelle loro, più o meno note, vesti di scrittori…

TRA PAGINE E PALCOSCENICO #3

OVVERO CANTANTI E MUSICISTI CHE HANNO SCRITTO ROMANZI CHE POTRESTE VOLER LEGGERE


FRANCESCO GUCCINI

Francesco Guccini

Croniche epafaniche.jpgÈ in realtà impossibile anche solo citare tutte le opere, tra raccolte di racconti e romanzi, del celebre cantautore Francesco Guccini, che è a tutti gli effetti anche scrittore. Il suo esordio narrativo si ha nel 1989, con Cròniche epafàniche: diventa in poco tempo un best seller di quell’anno e viene molto apprezzato dalla critica. Pur non essendo una vera e propria autobiografia, ne ha una forte componente; così come ha una forte componente che deriva direttamente dalla musica e dalla musicalità, con un bellissimo utilizzo del dialetto.

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Idealmente, i due romanzi che completano la non-autobiografia autobiografica diguccini-U10303278185134bv-U10303385991865k0E-416x280@LaStampa-NAZIONALE-ksmE-U10303385991865k0E-640x320@LaStampa.it.jpg Guccini, sono Vacca d’un cane (Feltrinelli, 2003), e Cittanova Blues (Mondadori, 2003): mentre Cròniche epafàniche, racconta l’infanzia a Pavana, i successivi due capitoli parlano dell’adolescenza a Modena e poi della sua Bologna.
Nel 1997 inizia una collaborazione con Loriano Macchiavelli, che porta alla nascita di Benedetto Santovito, maresciallo dei carabinieri e protagonista di vari romanzi gialli scritti fino al 2007.
Nel 2011, sempre con Macchiavelli, dà invece inizio alla saga dedicata ad un altro personaggio,  
Marco “Poiana” Gherardini. L’ultimo capitolo è uscito lo scorso anno, Tempo da elfi, edito da Giunti.

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Dizionario delle cose perdute.jpgOltre ai gialli, Guccini ha scritto molti altri libri, soprattutto negli ultimi anni, in cui si è dedicato quasi completamente alla carriera da scrittore. Come ho già detto, sarebbe impossibile citarli tutti, quindi mi limito a nominare quello che mi ha incuriosito di più, per le cose lette in giro, e che è da tempo tra i libri da leggere: Dizionario delle cose perdute, pubblicato nel 2012 da Mondadori, racconta in ogni capitolo un oggetto, emozione o situazione appartenente al passato e ormai quasi del tutto scomparsa dalle nostre vite.

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ROBERTO VECCHIONI

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Anche in questo caso, non è possibile parlare di tutti i libri scritti da Roberto Vecchioni: Viaggi del tempo immobileoltre ad essere cantautore e scrittore, è stato anche, per tutta la vita, insegnante di scuola superiore (greco, latino e italiano) e docente universitario, incarico che ricopre ancora oggi.
Il primo libro di Vecchioni è oggi ormai introvabile: si tratta di Il grande sogno, libro di racconti e disegni, uscito nel 1983 insieme all’omonimo album. È invece del 1996, edito da Einaudi, Viaggi del tempo immobile, un’altra raccolta di racconti con la cornice di un cantastorie e una folla di bambini. La particolarità è la figura dell’eroe in ogni storia e l’utilizzo di tecniche narrative e generi ogni volta diversi: dal giallo all’epica, passando per il fumetto.

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Le parole non le portano le cicogne, romanzo del 2002, edito da Einaudi, è Il libraio di Selinunteinvece la storia di una ragazza sopra le righe e del suo incontro con il mondo delle parole, attraverso un altro bizzarro personaggio: quello di un vecchio linguista.
Nel 2004 esce Il libraio di Selinunte, nello stesso anno dell’omonima canzone. Ricalca ancora il tema delle parole, del racconto e inevitabilmente della comunicazione. E lo fa grazie alla figura di un libraio, che legge e non vende, e attraverso una narrazione che è quasi una fiaba.

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Di libri ce ne sono molti altri, ma credo che non avrebbe senso fare un elenco: ultimo uscito tra tutti, nel 2016 La vita che si ama: una raccolta di racconti autobiografici indirizzati ai suoi figli.
Oltre alla narrativa, Vecchioni ha anche pubblicato nel 2007 Di sogni e d’amore, raccolta di testi poetici scritti dal 1960 al 1964.

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