Trieste // Luoghi, libri, letteratura e tanto amore

Trieste di Umberto Saba

Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo;
e mi pare che dove esso termina
termini la città.

Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore; come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.

 

A inizio Giugno sono stata a Trieste. Non ci ero mai stata, ma mi aveva sempre incuriosita, sin dal quinto superiore, quando è stata una presenza ricorrente nello studio di vari autori. La mia professoressa di letteratura ci faceva continuamente confrontare poeti e scrittori su ogni punto in comune e differenza, e Trieste è quindi stata più volte inevitabilmente sfondo e protagonista di vari confronti.IMG_20180601_174601.jpg
Mi è piaciuta molto. Mi ha dato l’impressione che sia impossibile definirla, che abbia mille volti, tutti ugualmente spettacolari. Un po’ enigmatica, ecco.
L’ho trovata elegante, estremamente tranquilla e allo stesso tempo viva, suggestiva in ogni angolo, che rivela sempre uno scorcio meraviglioso.
La mia non è stata una visita molto approfondita, forse. Però è stata super divertente e interessante, stancante ma intensa. E ho pensato di condividere qui qualche momento, insieme al puro fascino letterario della città. (che per me, se ci ripenso ora, è indissolubilmente associata alla sensazione assolutamente perfetta di sentirsi fortunati, per le cose, ma soprattutto le persone meravigliose che abbiamo intorno, accanto e dentro il cuore)


Trieste è la città di Umberto Saba e Italo Svevo, del candidato premio Nobel Claudio Magris, e quella acquisita di James Joyce; è la città che ha accolto Franz Kakfa per qualche anno.

Faccia a faccia con gli scrittori

Ci sono tre statue in giro per la città che rappresentano (da sinistra a destra) Svevo, Joyce e Saba.

 

(In realtà, la statua di Saba non è più esattamente come nella foto, che ho preso da internet: non ha più né il bastone né la pipa perché la rubavano continuamente)

Le tre statue sono opera dello scultore triestino Nino Spagnoli e sono state collocate nel 2004.
Quella di Svevo si trova in piazza Hortis e lo raffigura mentre si reca nella Biblioteca Civica del Comune di Trieste, dove amava trascorrere il suo tempo.

Scoperse la biblioteca civica e quei secoli di cultura messi a sua disposizione, gli permisero di risparmiare il suo magro borsellino. Con le sue ore fisse, la biblioteca lo legava, apportava nei suoi studi la regolarità ch’egli desiderava. […] In biblioteca fece poche conoscenze. Entrava nella lunga sala di lettura tutta occupata da tavoli disposti parallelamente, occupava un posto qualunque e per qualche tempo con la testa fra le mani era tanto assorto nella lettura da non vedere neppure chi accanto a lui sedesse. Dopo un’ora al più, la lettura affaticante gli ripugnava, per qualche tempo ancora vi si costringeva e cessava quando la mente più non afferrava la parola che l’occhio vedeva; usciva non appena deposto il libro e dopo quell’ora passata con gl’idealisti tedeschi, gli sembrava sulla via che le cose lo salutassero.
– Una vita, 1892 –

Sulla targa posta ai piedi della statua è invece presente una citazione da La coscienza di Zeno, altro suo romanzo.

La vita non è né brutta né bella, ma è originale!

52350_2libreriaUsabaTrieste6sett14.jpgLa statua di Saba, invece, lo raffigura mentre si dirige verso la sua Libreria Antiquaria, poco distante. La libreria appartenne proprio al poeta dal 1919.
La targa ai piedi della statua riporta un’altra bellissima poesia di Saba

Avevo una città bella tra i monti
rocciosi e il mare luminoso. Mia
perché vi nacqui, piú che d’altri mia
che la scoprivo fanciullo, ed adulto
per sempre a Italia la sposai col canto
Vivere si doveva. Ed io per tanto
scelsi fra i mali il piú degno: fu il piccolo
d’antichi libri raro negozietto.
Tutto mi portò via il fascista inetto
ed il tedesco lurco.
– UMBER
TO SABA, Avevo, 1944 –

La terza statua, quella di Joyce, è collocata a Ponte Rosso sul Canal Grande. Joyce visse a Trieste dal 1904 al 1920, e proprio a proposito di questo canale scrisse in una lettera a Svevo: «Il canal che viene da lontano per sposare il gran divo, Antonio Taumaturgo e poi cambiato parere se ne torna com’è venuto».
La chiesa che si vede sullo sfondo, a ridosso del canale, è appunto la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo.

 

A proposito di Joyce: in quella che è stata la sua casa per due anni, è oggi ospitato l’Hotel Victoria, che tra l’altro qui consiglia 5 libri da leggere per chi viene a Trieste per la prima volta. C’è inoltre un museo a lui dedicato, a ingresso gratuito.


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I caffè letterari

specchi-interni.jpgIl più celebre caffè letterario triestino è Caffè degli Specchi. Fu fondato nel 1839 e si trova all’interno di Palazzo Stratti, in Piazza Unità d’Italia.
Nell’Ottocento il caffè degli Specchi fu ritrovo degli irredentisti e durante il secondo dopoguerra divenne quartier generale della marina britannica.
Fu ovviamente molto frequentato dai letterati, in particolar modo da Joyce e Svevo. A dare il nome al caffé, fu l’idea del primo gestore del locale, di ricoprire le pareti con incisioni, realizzate su specchi recanti ciascuno il ricordo di un fatto storico verificatosi in Europa nell’Ottocento.
tergesteo9Caffè Tergesteo si trova invece dal 1863 all’interno dell’omonima Galleria in Piazza della Borsa, di fronte allo storico Teatro Verdi. Classico luogo di incontro e passaggio cittadino, frequentato di giorno da uomini d’affari della vicina Borsa e di sera dall’elite culturale della città.
Le vetrate colorate raffigurano episodi della storia triestina. Ad esso Saba dedicò una lirica raccolta nel Canzoniere

Caffè Tergeste, ai tuoi tavoli bianchi
ripete l’ubbriaco il suo delirio;
ed io ci scrivo i miei piu allegri canti.

Caffè di ladri, di baldracche covo,
io soffersi ai tuoi tavoli il martirio,
lo soffersi a formarmi un cuore nuovo.

Pensavo: Quando bene avrò goduto
la morte, il nulla che in lei mi predico,
che mi ripagherà d’esser vissuto?

Di vantarmi magnanimo non oso;
ma, se il nascere è un fallo, io al mio nemico
sarei, per maggior colpa, piu pietoso.

Caffè di plebe, dove un di celavo
la mia faccia, con gioia oggi ti guardo.
E tu concili l’ítalo e lo slavo,

a tarda notte, lungo il tuo bigliardo.

Vi lascio questo articolo sugli altri caffè letterari della città.


I libri

Per conoscerla meglio o per guardarla attraverso gli occhi di scrittori e personaggi… Primo fra tutti, La coscienza di Zeno, di Italo Svevo. Che in realtà è l’unico che posso consigliare, e di cui potete leggere la mia recensione.
Oltre al fatto che l’ho assolutamente adorato e resta uno dei miei libri preferiti di sempre, è ambientato a Trieste, ovviamente. E spesso e volentieri ne descrive luoghi, piazze…e anche persone e abitudini a dir la verità.
Oltre a questo unico titolo, mi è piaciuta questa lista di libri consigliati per conoscere meglio Trieste.


 

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