Recensione: Un ragazzo normale di Lorenzo Marone

È passato quasi un anno dall’ultima volta che ho scritto sul blog. Non c’è un motivo particolare: scrivere ha semplicemente smesso di far parte della mia routine da un giorno all’altro. E anche leggere, quasi del tutto.
Ora che però ho un po’ di tempo libero, che ho letto un pochino e assaporato la mancanza di quello che avevo lasciato qui, non c’era modo migliore di ricominciare a scrivere, che parlando di questo libro.

Un ragazzo normale

  • Titolo: Un ragazzo normale
  • Autore: Lorenzo Marone
  • Casa Editrice: Feltrinelli
  • Data pubblicazione: 22 Febbraio 2018
  • Pagine: 288
  • Trama: Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karaté Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spider-Man e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Moria, la tartaruga che vive sul terrazzo all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma le persone speciali e le loro piccole, grandi azioni non muoiono mai e sono come il mare: luccicano in eterno.

Lorenzo Marone io l’ho incontrato una volta: non incontrato per caso, ma cercato perché mi piace molto e mi piaceva da impazzire l’idea di poter prendere un caffè con lui, come poi è successo. Ne è venuta fuori questa intervista e un bellissimo ricordo che mi fa sorridere ogni volta che ci penso e che mi suscita un bel po’ di nostalgia.E la nostalgia potrebbe essere la chiave che mi ha guidato nella lettura di questo libro: perché mentre Mimì percorreva il sentiero dei ricordi, tornando nella casa che aveva fatto da sfondo al suo 1985, io tornavo a casa, dopo qualche mese, trovando tante cose uguali, immobili, ma tante altre profondamente cambiate. Mi sono ritrovata inconsapevolmente ad aggrapparmi ai miei punti di riferimento, a cercare con lo sguardo, la familiarità nelle piccole e grandi cose.
Così anche Mimì, al seguito di un agente immobiliare, esplora la casa dell’ultimo piano del suo palazzo, che non era la sua, ma quella in cui aveva trascorso i momenti più belli del 1985, con Viola, Morla la tartaruga, un pianoforte e tantissimi libri.
Così scorre il racconto, che parla di come tutto è cambiato, la fine dell’innocenza e delle amicizie d’infanzia; la realtà al di là del sogno e dei supereroi, che poco a poco irrompe nella vita di Mimì. Irrompe con il volto di Matthias, fuggito dalla Berlino ancora divisa a metà; con la malattia della mamma di Sasà; con il volto di quei due personaggi loschi che Mimì vede sempre dal terrazzo; con Giancarlo, il suo amico giornalista, il suo supereroe.

Allora non potevo saperlo, ma in seguito ho capito che le cose straordinarie, quelle che resteranno sempre nella tua vita, arrivano spesso in punta di piedi e all’improvviso, senza tuoni e particolari avvisaglie. Proprio come una nevicata.

Giancarlo Siani viene davvero dal mondo reale, aveva davvero ventisei anni e davvero faceva il giornalista, per il Mattino. Non so se davvero era un supereroe, lui a Mimì diceva sempre che i supereroi non esistono…forse era un ragazzo normale, che per il suo sogno ci è morto.
Sì, il libro mi è piaciuto, anche se ci ho messo una vita a leggerlo, dimenticandolo per mesi interi sul comodino. Però ho ritrovato la penna di Marone esattamente come la ricordavo: nessuno come lui riesce ad evocare famiglia e casa. Ed era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Mi ha stupito il modo puro ma intenso con cui ho rivissuto nella lettura le amicizie di infanzia o di adolescenza, la magia che trovavo dietro ogni piccolo gesto di quotidianità. Un momento di quiete con la famiglia, la lentezza di un pomeriggio d’estate, l’ansia dolce del primo amore e la delusione delle grandi amicizie che finiscono…

Devo dire la verità, manca la trama più costruita, più ricca, degli altri romanzi; ma Un ragazzo normale sa comunque farsi amare, perché riesce nel suo intento, di farci entrare nella vita di un bambino un po’ strano, un pesce fuor d’acqua, ma che ho imparato a conoscere e ad apprezzare; di farci vivere insieme a lui un luogo e un’epoca storica e di vita. La Napoli di Lorenzo Marone ha sempre i suoi mille volti, le sue controversie, la sua bellezza indiscussa ma da perdonare alcune volte. E questa volta è ritratta con un filtro di innocenza, che sono gli occhi del protagonista, e sembra ancora più bella. Gli anni ’80 sono rumorosi, dalla TV di Mimì e della famiglia Russo, c’è il calcio, e la politica, il subbuteo, la musica…
Ci sono tanti sogni, c’è chi non li sa sognare, e chi si limita solo a quello, senza sapere ancora come concretizzarli. Ci sono sacrifici e coraggio di inseguirli.
Insomma, un Marone solito e allo stesso tempo inedito, ma sicuramente una storia che ha saputo prendermi e riaccompagnarmi proprio a casa mia.

siani

“Invece, Mimì, è sempre importante ricordarsi che siamo umani e non disponiamo di alcun potere, che non siamo infallibili, sbagliamo e spesso paghiamo caro per i nostri sbagli. Sentirsi invincibili non è una buona cosa, perché ti porta a commettere degli errori, a sottovalutare i segnali, a non accorgerti della precarietà delle cose. Ciò che ci rende umani, e per questo speciali, caro Mimì, sono proprio le nostre debolezze, i difetti, se vuoi chiamarli così.”

♥ ♥ ♥ ♥


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Lorenzo Marone: (Napoli, 1974), laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto – Città di Cave 2016, 17 edizioni in Italia, 14 traduzioni all’estero, un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Premio Città di Como 2016, Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), 8 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017, e Un ragazzo normale, uscito sempre per Feltrinelli nel febbraio del 2018. Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli”. Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta, il suo Cane Superiore.

8 commenti

  1. Ho conosciuto Lorenzo Marone poco più di un anno fa e la sua Luce mi ha colpita in pieno. Da allora ho letto tutti i suoi romanzi con protagonisti che non è possibile non amare. Non vedo l’ora di scoprire la prossima storia che ci racconterà!

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    • Be’ sono sicura che gli altri ti piaceranno ancora di più! Il mio preferito resta “La tentazione di essere felici”. Anche io l’ho incontrato ed è stato davvero fantastico! Grazie per essere passata 🌸

      Piace a 1 persona

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