Tra pagine e palcoscenico #1 // Giuliano Sangiorgi e Jovanotti

Tra pagine e palcoscenico #1

ovvero cantanti e musicisti che hanno scritto romanzi che potreste voler leggere

Il 17 Novembre esce il nuovo disco dei Negramaro e io davvero non vedo l’ora. Questo evento alle porte, mi ha fatto ricordare ancora una volta da quanto tempo io abbia sulla lista dei libri da leggere il romanzo di Giuliano Sangiorgi (cantante del gruppo). E poi ho pensato anche a Jovanotti. Mi succede che leggere il libro di un cantante che ascolto, diventa per me una cosa da fare assolutamente perché avrei l’impressione di conoscerlo e capirlo molto meglio.
E alla fine mi è venuto in mente di informarmi e scrivere un articolo su quanti cantanti e musicisti della musica italiana e non, si siano cimentati nella scrittura di un libro, perché magari molti non lo sanno (ne ho scoperti alcuni di muovi proprio oggi) e perché credo che sia interessante conoscere un artista anche attraverso quello che sceglie di raccontare. E poi perché nonostante io ami la musica, non le ho dato mai abbastanza spazio su questo blog.
In realtà ne è venuto fuori più di un articolo, quasi una mini rubrica a puntate. Se avete qualche libro da consigliare scrivetelo pure nei commenti. Fanno eccezione le autobiografie, perché sarebbe impossibile contarle.

Buona lettura ❤


Giuliano Sangiorgi

Giuliano Sangiorgi.jpg

Lo spacciatore di carni

L’esordio letterario di Giuliano Sangiorgi, front-man dei Negramaro, risale al 2012 ed è Lo spacciatore di carni. Edito da Einaudi, si tratta della storia di Edoardo, studente pugliese fuori-sede a Bologna. Figlio di un macellaio, traumatizzato dal sangue e dalla morte di animali, conosce Stella, in cui si rafforza questa ricorrenza di immagini sanguinarie e tetre, per poi ribaltarsi completamente quando lei lo tradisce. Il genere, mi sembra di capire, sia il noir: molte immagini inquietanti, molto sangue, uno stile retorico quanto ci si potrebbe aspettare da un poeta come Sangiorgi, molta droga e un ritratto di una gioventù completamente disastrata. Ho letto qualche recensione qua e là, e in tanti lo hanno amato, ma in tanti lo hanno odiato. A me incuriosisce comunque moltissimo, perché in generale Giuliano Sangiorgi stesso mi ha sempre dato quell’impressione di una creatività intelligente e profonda, che dà un’occasione pura per meravigliarsi.

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Jovanotti

Jovanotti

Yo, brothers and sisters..jpgL’esperienza da scrittore di Jovanotti, invece, è stata più proficua: credo che utilizzi i libri come un modo per raccontarsi e spiegarsi, sia direttamente, sia attraverso la creazione di racconti. Ha avuto inizio nel lontano 1988 con Yo, Brothers And Sisters. Siamo o Non Siamo Un Bel Movimento? edito da Vallardi. Non si tratta di un’autobiografia ma neanche di un romanzo: sono pagine e pagine in cui il Jovanotti delle origini parla della sua infanzia, delle sue canzoni preferite, del suo primo CD (Jovanotti for president), fino alla sua opinione su qualsiasi argomento da radio a televisione, cinema ecc. Ovviamente è una lettura da sogno per tutti i fan dell’artista, perché offre uno sguardo unico sulla sua vita di circa 30 anni fa, quando anche le sue canzoni sembrano scritte da un altro, quando il suo spirito giovanile ancora oggi, era inarrestabile, e il suo linguaggio e tutti i termini sono tutti da ridere. Il problema è che si tratta di un libro introvabile, non più in vendita, quasi una leggenda. Se ne trovano solo copie in vendita online a prezzi ovviamente abbastanza alti. Vi cito però qualcosa che ho trovato in questo articolo sul blog Orrore a 33 giri.

Una volta leggevo un giornale, e c’era scritto che Berlusconi guadagnava una roba tipo 50.000.000.000 all’anno che voleva dire una cifra di soldi proprio spaziale. Da quel momento mi è stato simpatico, perché uno che guadagna così tanto non può essere antipatico

Ma il top era McDonald’s. Era la prima volta che vedevo un McDonald’s, per me fu un flash. Quegli hamburger erano una vera pippa, poi le patatine… madonna, se ripenso a quello che ho provato quando mi sono sparato il Milk-Shake! Era bellissimo, aveva un colore mitico, un colore spaziale. Bello McDonald, gran bel posto

CherubiniNel 1993 esce invece per Soleluna Cherubini, una raccolta di racconti pubblicata in edizione limitata insieme al CD Penso positivo. Sono presenti anche fotografie scattate durante i suoi viaggi in Italia, Germania, USA, Nepal, Palestina, Cuba, i testi delle canzoni dell’album Lorenzo 1994 e di alcune canzoni mai incise. Anche in questo caso però, si tratta di un’edizione limitata quasi introvabile.
Dopo Il grande boh! pubblicato nel 1998 da Feltrinelli, e Quarantology da Rizzoli nel 2006, entrambi a contenuto interamente autobiografico (e mi ero promessa di sorvolare
La parrucca di Mozartsu questo genere), nel 2009 esce La parrucca di Mozart per Einaudi. Si tratta di un libretto d’opera pensato per i più piccoli, in cui si racconta, con lo scopo di metterla in scena, la breve ma geniale vita di Mozart, a cui Jovanotti si appassiona dopo aver letto centinaia di biografie, saggi e dopo aver ascoltato la sua musica. Per la prima volta è andato in scena nel 2006 nel teatro di Cortona, con musica e regia di Bruno de Franceschi.

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Per te.jpgNel 2011 pubblica Per te con la casa editrice Gallucci. Il pubblico a cui è destinato questa volta è quello dei bambini (3-6 anni): è infatti un libricino illustrato in cui è riproposta la canzone omonima di Jovanotti, in versi e con delle immagini adatte al’interesse dei più piccoli. C’è poi un CD audio con la canzone annessa.

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Nel 2012 esce Viva tutto! edito da ADD Editore. In questa pubblicazione Jovanotti raccoglie le email scambiate con lo scrittore filosofoViva tutto! Franco Bolelli durante i nove mesi di realizzazione dell’album Ora. Lo scambio include conversazioni su qualsiasi argomento (dall’arte alle donne, dalla cultura all’ecologia) ed è riportato esattamente come è avvenuto, come un flusso di pensieri e di informazioni. Inoltre il titolo ripropone la frase con cui il cantante è solito concludere le email agli amici.

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L’ultimo libro di Jovanotti risale al 2013 e si chiama Gratitude (Einaudi). Ricalca un po’ le intenzioni del primo libro, quindi pur non essendo un’autobiografia, è un modo, dopo 25 anni di carriera, di fare il punto della situazione, di parlare di sé, della musica, dell’amore della Gratitude.jpgsua vita e di fare riflessioni tra le più disparate. Questo è il libro che più mi incuriosisce e che penso di leggere da tempo: credo che se da un lato è un’occasione per conoscerlo a fondo in termini autobiografici, offre anche l’opportunità di capirne di più del suo modo di pensare e ragionare (perché chiaramente il primo libro scritto trent’anni prima rappresenta tutta un’altra tappa di vita).

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Avevo in mente molti più nomi di cui parlare, ma l’articolo è già abbastanza lungo (e spero interessante) così. Perciò rimando gli altri titoli alle prossime puntate.
Se conoscete qualche altro nome anche voi fatemelo sapere. ❤

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