La mia estate

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Sono ormai mesi che non aggiorno questo blog con la solita costanza di un tempo. Il motivo principale è stato il primo anno di università e i nuovi ritmi (che forse ho usato come scusa qualche volta di troppo): non solo mi sono trovata a non scrivere sul blog, ma anche a non leggere quasi più.
Terminata la sessione estiva posso però dire di aver recuperato tutti i mesi arretrati, leggendo qualcosa come tredici libri solo nel mese di Agosto. Per quanto riguarda il blog, avevo così tanta voglia di parlarvi di quei libri che stavo scoprendo, che ho lasciato perdere i convenevoli e ho pubblicato esclusivamente recensioni: poche, per quello che mi riguarda, perché ci sono così tanti libri di cui non ho ancora scritto e che invece vorrei recensire al più presto.
Contemporaneamente alla lettura la mia estate (che in realtà vuol dire il mio mese di Agosto) ha preso il sapore di casa, di famiglia, amici…e ogni sensazione e ogni ricordo si è inevitabilmente legato ad un libro, una citazione. In parte è dovuto al fatto che io personalmente tendo sempre a cercare qualcosa di me nei libri, come quando ci si cuce addosso una canzone e alla fine si ha l’impressione che sia stata scritta proprio per noi, che parli di noi. In parte è perché i vuoti delle mie giornate, sono costantemente riempiti da storie e parole, che ne scandiscono il ritmo, e quindi ciò che faccio durante una settimana e il libro che leggo, alla fine diventano parte del mio quotidiano allo stesso modo.
Riassumendo, non so bene neanche io cosa ne verrà fuori da questo articolo, ma voglio provare a raccontare tutte le sfumature di sensazioni della mia estate, attraverso i libri che l’hanno popolata, per parlarvi un po’ di me, ma anche dei libri in un modo nuovo.


Il confine di un attimo.jpegIl momento in cui ho ripreso a leggere, dopo vari mesi in cui mi ero concentrata sullo studio e avevo dedicato i momenti di svago a serie tv, è stato pochi giorni prima dell’esame di anatomia. Tralasciando il fatto che stavo probabilmente sfiorando l’esaurimento nervoso, sono state le pagine di Il confine di un attimo di J.A. Redmerski a tenermi compagnia nei momenti dopo lo studio serale, prima di andare a dormire (per risvegliarmi il giorno dopo e studiare di nuovo tutto il giorno). Questo libro non l’ho ancora recensito, spero di farlo prima o poi. Nonostante la copertina mi sembrasse familiare, non ne avevo mai sentito parlare, prima che mi fosse consigliato. Tutto sommato si è trattato di una lettura non troppo impegnativa, ma comunque coinvolgente. Purtroppo anche con questo libro mi sono trovata a conoscere già la trama prima ancora di leggere, e non per un qualche spoiler, ma perché vedevo semplicemente ripetersi uno schema già noto: Camryn, ragazza letteralmente in fuga segnata in modo irreparabile da un dolore che le ha sconvolto la vita, incontra su un autobus Andrew, l’unico che sembra in grado, con il suo essere un po’ sopra le righe, di salvarla. Credo suonerà fin troppo familiare anche a voi, ma ad essere sincera non mi è dispiaciuta come lettura, mi ha tenuto compagnia, con un po’ di ironia, un modo diverso di esprimere le personalità attraverso la sessualità. Credo sia stato il libro giusto per avviarmi verso le vacanze: una classica lettura da ombrellone (peccato chFangirle mi trovassi a nuotare nell’ansia).
Nei giorni immediatamente dopo l’esame c’è stato
Fangirl, di Rainbow Rowell, che ho recensito qui. Ne avevano parlato probabilmente tutti i blog che seguo e finalmente ce l’ho fatta a mettermi in pari. Per me è stato il compagno nei viaggi in treno tra Firenze (dove c’era la mia famiglia in vacanza) e Pisa (dove c’erano i miei amici ancora alle prese con l’esame, ma con cui sono poi andata a festeggiare). E quindi ha preso il sapore di quel relax ritrovato e della prospettiva finalmente concreta di vacanze in pace.

 

Felicità post esame ↑

Subito dopo l’Eccomi.jpegesame sono stata per una settimana a Firenze con la mia famiglia. Oltre a mia mamma e mio fratello, c’erano con noi un’amica belga di mia madre e la sua famiglia: abbiamo passato delle bellissime giornate, tra musei, passeggiate, mangiate assurde. A riempire i momenti nel primo pomeriggio in cui fuggivamo dal caldo e mi rifugiavo sul letto e sotto l’aria condizionata, c’era Eccomi di Jonathan Safran Foer (qui la mia recensione). Ormai mi viene naturale associare questa copertina al suono della pioggia insistente ed improvvisa fuori dalla finestra, in uno di quei pomeriggi, mentre dall’altra stanza arrivava la voce di mia mamma che commentava canzoni; oppure alla sensazione rassicurante alla fine della giornata, dopo aver camminato tanto, aver visto cose meravigliose, riso, giocato per un po’ a carte dopo cena. Era sulla mia wishlist da molto tempo, e ci avevo messo gli occhi sopra da quando avevo letto numerose parole di elogio da parte di Jovanotti che mi avevano incuriosita. Diciamo che non è stato esattamente il libro dell’anno, che mi aspettavo molto di più e che ho ancora l’impressione di non aver afferrato tutto quello che c’era da afferrare. È la storia di una famiglia in crisi, tra tradimenti,  debolezze incomprese e taciute, bisogni di affetto mai colmati, invidia… ogni personaggio ha il suo universo di vicende, debolezze ed emozioni, ma purtroppo ho fatto molta fatica ad andare oltre il semplice racconto, e ho trovato degli intoppi anche a livello tecnico (ma trovate tutto nella recensione).

Firenze ♥

 


ZoèIl 1 Agosto ero (finalmente) in viaggio verso casa. Di un libro che ho letto in autobus ve ne ho già parlato qui, Zoè di Mario Coccovilli. Non mi sarebbe potuta capitare una lettura più perfetta, davvero: sapeva davvero di casa, di ritorno. E ne ho letto un altro di libro, durante quel viaggio, sempre breve, Qualcosa di Chiara Gamberale. Un libro molto ingegnoso, ecco, molto metaforico, ma in modo ironico e originale: qualcosagrazie alle percezioni esagerate della principessa Qualcosa di troppo, la Gamberale mostra tutte le storture e i controsensi della nostra epoca superficiale che cerca di riempire ossessivamente ogni vuoto e perdersi poi nel niente più assoluto.
Al mio arrivo a casa, è stato bellissimo anche il semplice fatto di poter passare una serata con i miei amici (dopo mesi!!), come se ogni cosa tornasse al proprio posto. (ed è stato così per vari giorni, in cui ero un po’ spaesata ma allo stesso tempo nel mio posto)

Casa

Cercando Alaska.jpgLa routine estiva fino a Ferragosto è stata un’alternanza di studio, pause caffè lunghe quanto cenoni e uscite serali. Ho (ovviamente) letto tanto, approfittandone per tirare fuori titoli che aspettavano da tanto, come Cercando Alaska di John Green (qui trovate la mia recensione). Mi è piaciuto davvero molto e se devo continuare il gioco di immagini, lo fotograferei come quelle calde serate in cui non tornavo a casa mai troppo tardi per leggere un po’, e quella giornata in piscina in cui leggevo bagnando le pagine. Oltre ad una storia molto intensa e ad un personaggio forte come quello di Alaska, nelle pagine di John Green ho trovato l’intero anno che mi ero appena trovata a vivere. Anche se non si parlava di università, ma di un collegio/scuola superiore, mi sembrava di vivere in Miles, nel suo timore e curiosità in quel nuovo inizio e nella meraviglia nell’aver trovato delle persone così speciali con cui arrivare a condividere l’inimmaginabile (le ventiquattro ore di ogni giorno, le paure, i sogni, le solitudini di ognuno). E quindi pur avendolo letto nel mio letto a casa mia, lo associo un po’ anche a quella che sembra un’altra vita, a centinaia di chilometri di distanza, con quelle persone che anche io mi meraviglio di aver trovato.

Pensieri da Cercando Alaska

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L'estate più bella della nostra vitaAgosto è stato anche il mese in cui ho guardato con ammirazione alla mia famiglia, fiera delle cose belle, dei momenti di allegria, ma consapevole anche dei silenzi, dei difetti e delle debolezze e della bellezza di poter andare oltre tutto, perché famiglia significa questo. E forse quel momento è stato quando ho letto L’estate più bella della nostra vita di Francesca Barra (qui la recensione): io non saprei raccontarla così bene la mia famiglia, quel ritrovarsi sempre come parte di qualcosa, indipendentemente da tutto ciò che può cambiare intorno a me…

Ferragosto l’ho trascorso in campeggio al lago di Scanno, una meraviglia abruzzese con la sua caratteristica forma di cuore. Sono stata con i miei amici, abbiamo preso il pedalò, mangiato arrosticini in abbondanza, discusso come in ogni evento che si rispetti. Ho ammirato ancora un po’ di più le mie montagne, se possibile, per poi guardarle bruciare In viaggio con August.jpgpochi giorni dopo. E giuro che in quei giorni stavo leggendo In viaggio con August di Catherine Ryan Hyde, (qui trovate la mia recensione) che ancora una volta si è rivelato il libro perfetto. Non vi so spiegare quanto è bello, assolutamente il miglior libro che io abbia letto quest’anno. Si è trattato di un caso: giravo su Goodreads e una persona che ho tra gli amici aveva lasciato una recensione molto positiva a questo libro, così, quando mi sono accorta di averlo, ho deciso di leggerlo. È la storia di un uomo che sta partendo per il suo viaggio lungo un’estate attraverso vari canyon americani: lo fa per sé, ma anche per suo figlio morto ancora adolescente. Per una serie di strane circostanze si trova a dover portare con sé anche due bambini per lui ancora sconosciuti: una cosa meravigliosa, ve lo assicuro. Le descrizioni sono una parte importantissima di questo romanzo, e hanno acceso la mia curiosità a proposito dei parchi americani e di questi giganteschi canyon; ma oltre a questo, c’è tutto ciò che August impara da quei bambini, tutte le diverse forme di dolore che i tre portano con loro e quanto il prendersi cura di un altro essere umano, con tutti i gesti che ciò include, sia quanto di più puro ci sia.

Ferragosto – Scanno (AQ)

Tredici.jpegTredici di Jay Asher è quella giornata di mare in cui l’ho letto, sdraiata sul lettino, prendendo finalmente un po’ di sole nel vano tentativo di abbronzarmi. So che tutti, ma proprio tutti, hanno visto la serie tv, ma io preferivo leggere prima il libro, che se avessi visto prima la serie, poi non lo avrei letto con lo stesso gusto. Sì mi è piaciuto, non ci ho visto tutte quelle esagerazioni di cui è stato accusato il telefilm (ma devo ancora guardarlo per fare il confronto), ma ad essere sincera, non è stato neanche in grado di coinvolgermi più di tanto. Tredici cassette e un mistero da risolvere hanno molto più fascino di quanto invece, nella pratica, hanno esercitato almeno su di me. Avevo in mente un articolo-recensione-confronto tra serie tv e libro e spero davvero di scriverlo. (PS lo trovate qui)

Leggevamo insieme al mare ♥

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MarinaPoi, per finire, ho iniziato ad innamorarmi di Carlos Ruiz Zafón e non mi ha lasciato scampo. Ho iniziato con Marina, poi è stato il turno de L’ombra del vento e ora sono alle prese con Il gioco dell’angelo. Non posso collegarlo a qualcosa della mia estate, non ancora, anche se si è legato indissolubilmente alle pagine di istologia che studiavo, e agli ultimi giorni prima di ripartire. Però, leggendo di una Barcellona così misteriosa eppure così piena di meraviglie, questi libri mi portano direttamente ad ottobre, a quando effettivamente ci andrò, a Barcellona.
Poi ho fatto un altro esame e ora mi sento un po’ di nuovo in vacanza, con Carlos a farmi compagnia, con le sue storie un po’ surreali e delle atmosfere misteriose e malinconiche, ma anche romantiche e semplicemente intime. E mi sembra quanto di più perfetto potessi desiderare per salutare quest’estate.

 

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7 pensieri su “La mia estate

  1. … come hai fatto a leggere tutti questi libri in un mese? io al max riesco a leggerne 2 oppure se sono sottili 3.. L’estate più bella della nostra vita è piaciuto un sacco anche a me!!

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