Recensione: Zoè di Mario Coccovilli

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  • Titolo: Zoè

  • Autore: Mario Coccovilli

  • Casa Editrice: Lupieditore
  • Data pubblicazione: 23 Luglio 2017
  • Pagine: 41
  • Genere: Poesia, Raccolta di poesie
  • Trama: Nel tempo in cui la pratica della scrittura si contamina sempre di più con il flusso immediato dei social network e con l’uso della scrittura “sintetica” sui display telefonici ed in cui la poesia resiste nelle coscienze giovanili a volte solo come frammenti sciolti dal loro contesto, una silloge poetica di un giovane autore è sicuramente un segnale di una ricerca di spazi complessi e forse percepiti come più autentici di espressione del sé.

Opinione personale:

Mi sorprende ogni volta quanto una lettura qualsiasi, magari intrapresa per caso, magari downloadper dovere, riesca ad essere assolutamente perfetta per quel particolare momento. Mi succede ogni tanto, con quella frequenza sufficiente per stupirmi piacevolmente ogni volta. 
Zoè
 l’ho letto in autobus, mentre tornavo a casa dopo quasi tre mesi: non so se avete presente lo stato d’animo di ansia ma positiva, quasi farfalle nello stomaco ma non per una persona, o almeno non per una sola. Ho iniziato a leggere con la voglia di lasciarmi trasportare, farmi condurre un po’ più vicina a casa, ma allo stesso tempo un po’ più lontana. E quello che è successo è stato proprio sentirmi totalmente tranquillizzata, verso dopo verso, poesia dopo poesia, sentirmi totalmente immersa, circondata dalle immagini.È proprio di questo che si è trattato, di immagini, che sono state evocate nella mia testa: ogni parola andava a tratteggiare un dettaglio che si collocava in un posto perfetto per lui, a completare un quadro sempre più armonioso. E alla fine, quando tutto era completo, arrivavo a rendermi conto che in realtà dietro la fotografia di quelle foglie che cadevano si nascondevano altre immagini ancora, altre sensazioni: c’era la distanza, c’era il tempo, c’era il cambiamento e più di tutto il conoscersi oltre tutto ciò.
Ogni parola sembra essere usata 
in modo da rappresentare sempre qualcosa in più, autumn-leaves-tumblr-wallpaper-2.jpgda risultare quanto più potente possibile: a volte stravolgendola, a volte riuscendo a fornire un altro punto di vista, qualcosa di davvero intenso e al tempo stesso immediato. Non so se rendo l’idea: avete presente la sensazione di leggere una storia e pensare a quanto sia assurdo che nessuno la avesse già inventata prima, perché sembra così naturale? O di ascoltare un discorso e pensare che potreste anche averlo detto voi, perché è così perfetto, che voi lo afferrate completamente? Ecco, questa sensazione mi è piaciuta moltissimo…il realizzare come ogni flash più o meno quotidiano rimandasse ad altro senza forzature o come una semplice rima, un gioco di suoni, potesse legare tra loro parole, storie, riflessioni.
Ammetto di trovarmi un po’ in difficoltà in questa recensione, perché da un lato potrei parlare per ore, per analizzare tutto quello che ci ho visto, ma dall’altro non vogliotumblr_oh5ee3Pb9O1u6avmao1_1280.jpg spendere duemila parole per raccontare delle sensazioni, delle emozioni, perché molto banalmente non si può. Rischio solo di appesantire un qualcosa che per me è stato (non saprei definirlo in altro modo) leggero, di complicare la bellezza della semplicità, di rendere ancora più sfuggenti quei momenti di intuizione.
 E potrei riempirne altri dieci di fogli, ma avrei comunque l’impressione di lasciarmi sfuggire la parte migliore di tutto, quella che non so dirvi, e quella che forse voi interpreterete in un modo totalmente diverso, che forse vi piacerà ugualmente, ma che non sarà il mio.
Quindi posso solo dirvi che vale la pena leggere questa raccolta, perché sa raccontare ed emozionare, e perché è, nel suo perfetto equilibrio tra immediato e infinito, un ritratto della bellezza in bianco e nero.

Zoè, tutto ciò che esiste, tutto ciò che può trattare ed essere trattato, tutto ciò che non ho trattato, tutto ciò che ci riguarda e non ci interessa, tutto ciò che ci interessa e non ci riguarda, l’insieme più grande, in quanto esistenza, in quanto tutto, in quanto tale.

Il mio voto:

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L’autore:
Mario Coccovilli: Nato a Sulmona, patria di Ovidio, il 31 agosto 1991, vivo a Pratola Peligna, ridente e fiero paese della provincia aquilana. Sono uno studente di “Scienze e tecnologie per l’ambiente” presso l’Università degli studi dell’Aquila; da molti anni coltivo la passione per le discipline umanistiche e letterarie, accentuata dai miei studi classici liceali. In particolare amo comporre poesie, scrivere versi dai temi e soggetti più vari, realizzare idee con l’utilizzo della parola e della sua forza.
Le mie opere sono state pubblicate nell’antologia “Tracce” (casa editrice Pagine), nella raccolta poetica “Africo”, nell’ “Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei” e ne “Il Federiciano IX edizione” (Aletti Editore).
La poesia è il mezzo con cui esprimo la mia essenza, il mio carattere da sognatore, la poesia è il
faro con cui esploro i sentieri dell’anima, è la voce che li racconta.

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