Recensione: Dopo di te di Jojo Moyes

Anche questa vota ho lasciato trascorrere tre settimane prima di tornare a scrivere e pubblicare qualcosa, ma purtroppo, al di là dei nuovi ritmi che comunque non mi lasciano molto tempo, non ho ancora trovato computer disponibili per poter scrivere (magari in una biblioteca o qualcosa del genere). Quindi ancora per un po’ non sarò molto presente, purtroppo.
Questo libro l’ho letto praticamente due mesi fa e riesco a recensirvelo solo ora, ma meglio tardi che mai. Buona lettura ❤

Dopo id te

  • Titolo: Dopo di te (After you) (Me before you #2)

  • Autore: Jojo Moyes

  • Casa Editrice: Mondadori
  • Data pubblicazione: 3 Maggio 2016
  • Prima edizione italiana: 23 Settembre 2015
  • Pagine: 384
  • Genere: Romantico
  • Trama: Quando finisce una storia, ne inizia un’altra.
    Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina?
    Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata.
    È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l’hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.
    A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.
    Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

 

Opinione personale:


Reduce dalla visione del film Io prima di te, tratto dall’omonimo libro e primo capitolo della miniserie Me before you, era diventato inevitabile per me leggere questo libro.
Io prima di te, come ho ripetuto centinaia di volte è uno dei miei libri preferiti: l’ho amato per un milione di motivi diversi che mi viene voglia di raccontarvi ogni volta (ma mi trattengo), mi ha stupita e conquistata per laimages sua trama, i suoi personaggi, i suoi messaggi. E qui mi fermo… Il film lo attendevo con impazienza dall’uscita del primo trailer (mi sembra fosse Gennaio 2016), trailer che ho rivisto decine di volte, arrivando anche a commuovermi. Spero di scrivere un articolo su questo film prima o poi, ma in sintesi mi è piaciuto molto, è stato all’altezza del libro nonostante alcune cose che non sono poi dettagliucci di poco conto siano state omesse.
Vedere il film (varie volte in inglese e varie volte in italiano) mi ha riportata in quella storia che ho amato, davanti a Will e Lou ancora innamorati, e ho realizzato che mi erano mancati.

In quei primi mesi mi sembrava di aver perso uno strato di pelle. Sentivo tutto più intensamente. Mi svegliavo ridendo, o piangendo, vedevo ogni cosa come se fosse stato rimosso un filtro. Assaggiavo cibi nuovi, percorrevo strade che non conoscevo, parlavo con la gente in una lingua che non era la mia. Talvolta mi sentivo ossessionata da lui, come se vedessi tutto con i suoi occhi, e udivo la sua voce che mi sussurrava all’orecchio.
“Che cosa ne pensi, Clark? Ti avevo detto che ti sarebbe piaciuto. Mangialo! Provalo! Coraggio!” 

 

Sorvoliamo sulla mia infantile gelosia nei confronti di questa storia, che è il mio libro preferito (e quindi potete capirmi), quando praticamente tutto il mondo ha visto il film e condiviso foto e frasi (e la mia frase), e passiamo direttamente a parlare (finalmente di questo libro).
Dopo di te si apre con Lou impiegata nel bar di un aeroporto londinese e con una vita che fbb22a5c8a011bc8ebe83be8ef2d7070ha messo consapevolmente in pausa, dopo aver tentato viaggi vari in Europa che conservavano sempre l’ombra di un volto che ormai è un fantasma, Will. Non ha reali prospettive, e quei sogni che aveva assaporato sono stati spazzati via dal dolore. A scuotere questo torpore (assolutamente irritante) ci pensa un terremoto con il volto di una sedicenne altrettanto incasinata. E un uomo, che compare con una stretta di mano…
La Moyes è sempre la Moyes, una garanzia in alcuni aspetti. Il primo è sicuramente quello dei personaggi: ho ritrovato Lou, il suo spirito forte e sensibile, le sue controversie di sogni bellissimi e confini stretti stretti; ho ritrovato la sua famiglia, tutti con una storia alle spalle, un carattere ben definito, pur rimanendo sullo sfondo. Ho conosciuto altri volti nuovi, di cui non faccio nomi perché è bello trovarli e poi seguirli nel corso del libro senza sapere cosa aspettarsi, e i loro corpi segnati dal dolore. Ho ritrovato un po’ di Will, inevitabilmente, e ne sono stata felice. 

Avevo amato un uomo che mi aveva aperto un mondo ma non mi aveva amato abbastanza da decidere di restarci.

Ecco, il dolore è un po’ il tema di questo libro. Il dolore e il modo di venirne fuori. E a questo mi ricollego anche per la domandona posta da molti lettori: “Era necessario scrivere questo libro?”. Assolutamente sì. Certo, è difficile restare ad un livello del genere,
ma al di là di ciò, a mio parere andava scritto. Il primo libro è stato un inno alla vita controverso, alla vita ma nel momento della morte, all’amore ma nel momento dell’abbandono. Will e Lou sono stati due amanti pur avendo scambiato un paio di baci a stento, e lei gli ha tenuto la mano mentre lui volontariamente la lasciava per sempre. E sto di nuovo parlando di Io prima di tequello che voglio dire è che Lou passeggiava tranquillamente per Parigi dopo che Will era morto. E nonostante il bellissimo messaggio, l’eredità immateriale di Will e tutto il resto, era chiaro che Lou avrebbe pensato a Will troppo spesso, e che il dolore sarebbe stata una prova ancora più difficile da affrontare, e indossare le calze a righe con orgoglio non sarebbe stato semplice. E che avrebbe provato sensi di colpa, e che sarebbe stato comunque bello immaginarla a Parigi e felice per sempre.tumblr_mafsn7c4hd1qc0cxpo1_500
Quindi sì, serviva questo libro. Lou soffre, è diventata forse un fantasma anche lei, sotto al velo del sorriso sul posto di lavoro e della flebile luce del suo spirito vivace. Ma è sola, si sente persa, in colpa, senza scopo, e una delusione per Will. È arrabbiata con lui, di una rabbia che sa di disperazione. Mi è piaciuto il modo in cui l’autrice ha ritratto questo dolore, questo insieme di sensazioni del tutto naturali, ma difficile da descrivere: lei le ha rese parte della vita di Lou, della sua personalità, senza intaccarla.

Guardandomi intorno come qualcuno che d’un tratto si è infilato un paio di occhiali puliti, vedevo che quasi tutti portavano addosso i brutali segni dell’amore, un amore perduto, strappato via, o semplicemente sepolto in una tomba.

Poi ci sono altri dolori, quello della perdita di una moglie, che viene elaborato cercando conforto in mille altre donne, quello del non aver mai compreso realmente un marito, quello di essere incompresa da tutti, quello della solitudine…e tutti sono dipinti al meglio, tutti sono forti e reali.
Ci sono gli scogli, nel guardare un altro volto e pensare di poterlo amare, o pensare di non poterlo fare mai più.
Non dirò che sia neanche lontanamente ai livelli del libro precedente, e non credo che sarebbe stato impossibile, ma solo molto difficile. Ci sono stati alcuni clichè che hanno storpiato la lettura, e alcune scelte che l’hanno appesantita. Come la madre di Lou che diventa improvvisamente una paladina del femminismo e compare continuamente in questa vesti, e poi la vicenda si risolve in nulla. Treena resta solo una comparsa, e alcuni personaggi vengono un po’ ingessati nella loro forma (vedi Mrs Traynor).
Non è stata una lettura spiacevole, affatto. E consiglio assolutamente la lettura a tutti quelli che hanno letto Io prima di te, perché il dolore di cui parla, e il modo di uscirne (che poi non se ne esce mai davvero), sono la naturale prosecuzione. E poi perché sono sicura vi manchi tutto ciò…

 

“Qual’è stata la parte più difficile” chiese.
“Scusi?”
“Nel lavoro con Willliam Traynor. Mi sembra di capire che è stata una sfida piuttosto impegnativa.”
Esitai. Nella stanza d’un tratto calò il silenzio.
“Lasciarlo andare” dissi.
E, inaspettatamente, mi trovai a dover ricacciare indietro le lacrime.

Il mio voto:

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L’autrice:
Jojo Moyes:  nata e cresciuta a Londra. Ha lavorato come giornalista per dieci anni all’Independent prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente è una delle scrittrici più affermate e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche e riscuotono un grande successo di critica e di pubblico. Io prima di te (Mondadori, 2013) ha venduto nel mondo più di 5 milioni di copie, è tradotto in 40 paesi ed è ora un film. 

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