Bookchiacchierando: Il finale de “La vita sessuale dei nostri antenati”

Ciao a tutti:)
Mi scuso per questo prolungato periodo di assenza: è stato dovuto all’organizzazione e all’inizio del mio percorso universitario, in cui non ho ancora un computer e in cui devo imparare ad inserire anche il blog (che mi è mancato molto). Questi giorni di “vacanza” sono stati comunque frenetici a modo loro e non ho avuto modo di recuperare a dovere, questo articolo però non poteva proprio aspettare! ❤

Anticipo, per tutti quelli che hanno intenzione di leggere il romanzo, di non avventurarsi oltre!

Bookchiacchierando 2

Il misterioso finale de La vita sessuale dei nostri antenati (Bianca Pitzorno)

La scorsa estate ho letto e recensito il libro La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno: nella recensione che potete leggere al link, avevo ammesso di non aver apprezzato il finale del romanzo, o meglio il non finale. Sin da bambina, infatti, ho amato lo stile e la genialità della Pitzorno, capace di mettere in piedi trame sensazionali e personaggi che sono persone. Anche questa volta, ovviamente, lo ha fatto, con la differenza di non aver concluso la sua storia.
Ha creato tutti questi misteri, queste storie individuali e collettive, per poi lasciarne l’interpretazione al lettore.
Non mi aspettavo che la mia recensione avrebbe raccolto così tanti commenti di lettori che si trovavano a pensarla come me, un po’ spiazzati da questa scelta. Invece la recensione è diventato l’articolo più commentato che io abbia mai scritto e mi ha permesso di entrare in contatto con molti lettori e di leggere varie interpretazioni e osservazioni interessanti.

Qualche mese dopo, ad Ottobre, una lettrice Silvia, mi ha dato la notizia che sul suo blog la Pitzorno, per accontentare tutte le lamentele, aveva deciso di scrivere un finale più esplicito alla storia. L’ho letto immediatamente e ovviamente mi è piaciuto molto, e ha risolto molti miei dubbi. Preciso anche che la stesa autrice aveva esordito dicendo che secondo lei non ce ne sarebbe stata necessità e che solo un lettore poco attento e frettoloso poteva non aver capito.
Io su questa affermazione mi trovo in disaccordo, poiché una persona può fare tutte le supposizioni possibili, ma non ne avrà mai la certezza, a meno di un finale degno die ssere chiamato tale.
Ad ogni modo, poco dopo questo finale è diventato introvabile, per problemi al sito, e in molti hanno commentato chiedendone un riassunto o qualcosa del genere. Finché pochi giorni fa, Romina, un’altra lettrice, ha commentato incollando ciò che ha trovato sulla pagina facebook del libro. Io la ringrazio per la gentilezza e per la segnalazione. Il suo commento conteneva solo l’ultima parte del finale, perciò sono andata a cercare tra i post della pagina Facebook della Pitzorno e ho trovato e messo insieme tutte le parti.
Buona lettura 🙂

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La vita sessuale dei nostri antenati

ULTIMO CAPITOLO
DI CUI CERTI LETTORI DICONO DI SENTIRE LA MANCANZA.
(fingiamo che il libro sia un giallo alla Perry Mason. Come d’obbligo nelle ultime pagine l’avvocato Mason, la segretaria Della Street e l’investigatore Paul Drake, si trovano seduti attorno a un tavolo a ricapitolare i punti dell’indagine che hanno portato alla scoperta del colpevole.)

Della- E dunque lo zio Tan era una donna! Chi l’avrebbe mai detto!
Perry- Io qualche sospetto l’ho avuto fin dall’inizio. Già il fatto che dal primo matrimonio di Gaddo, quello con Lucrezia Malinverni, fossero nati due gemelli identici, ancorché di sesso diverso, qualche conseguenza la faceva intravedere. Non dimenticate la regola di Hitchcock: se si inquadra il dettaglio di una pistola, poi bisogna che questa spari. Dei gemelli il narratore insiste più volte che erano identici ‘come se fossero monozigoti’ nonostante il sesso diverso. Ripete che in una foto e poi al momento del naufragio indossavano abiti alla marinara simili, a parte la gonna allacciata su quello di Clorinda, facilissima da spostare. Unica differenza i riccioli lunghi di lei, anch’essi facili da tagliare per rendere totale la somiglianza. (Vedi in Ariosto, Orlando F. Episodio di Bradamante e Fiordispina).
La narrazione sottolinea più volte inoltre che nella foto preferita da Tan la piccola Linda fissava l’obiettivo con un sorriso appena trattenuto, malizioso, come se sfidasse chi la guardava dicendo: -“Ho un segreto, ma da me non lo verrai a sapere”. La foto tenuta a lungo nel cassetto, poi tirata fuori e fatta ingrandire in formato poster, mentre l’originale incorniciato in tartaruga e argento, lo zio lo darà a Ada ‘per ricordo.’ Il poster, dopo la morte di Tan, Armellina lo appenderà in capo al proprio letto e sarà quel ritratto che, cadendo, avvertirà Ada che la governante in quello stesso attimo è morta. Armellina che continuava a ripetere, contro ogni logica apparente, di voler raggiungere la sua Linda, non il suo Tancredi.

Paul- Linda: altro indizio importante. La gemella era stata battezzata col nome di Clorinda, personaggio di donna guerriera creduta uomo persino dal suo innamorato fino al momento del battesimo in articulo mortis.

Della- Scusate, ma allora perché in famiglia si raccontava che la poverina era morta annegata all’età di 15 anni?

Perry- Così aveva riferito Armellina, unica testimone della tragedia. E così credevano i parenti Malinverni e tutti i Ferrèl di Donora. Gli ‘uomini di fiume’ che insieme alla governante avevano trovato nella insenatura i due corpi (che davano ancora entrambi qualche segno di vita), oltretutto vestiti con identici completi alla marinara, non conoscevano personalmente i gemelli Bertrand. Era l’alba, faceva ancora buio, e dopo averli trovati e ricoverati nel capanno gli uomini erano corsi via in cerca di soccorsi, lasciandoli soli con Armellina. Dobbiamo supporre che la situazione di Tancredi fosse molto più critica di quella della sorella. Non dimentichiamo che il ragazzo viziato a differenza della gemella non aveva mai voluto imparare a nuotare. Anche questo dettaglio lo racconterà Armellina novantenne nel delirio, e Linda lo ribadirà nel sogno che fa Ada la notte in cui lo zio Tan sta morendo. -Ma se sai nuotare così bene, com’è che quella volta sei affogata?- le chiese Sancia in tono severo. -Chi non sa nuotare è Tancredi.- rispose la bambina.
Non dice esplicitamente che non è stata lei ad annegare, ma lo fa intuire.

Paul- Ma tornando a quella notte del 1009, possiamo supporre che Armellina, subito dopo la morte del gemello maschio, -sopraggiunta nell’attesa dei soccorsi con le barelle- avesse potuto operare indisturbata lo scambio. Non ci era voluto molto. L’unica differenza tra i due vestiti era una gonna allacciata sui pantaloni di Clorinda, che era stato facile trasferire sull’abito del fratello. Armellina aveva quindi tagliato i lunghi riccioli biondi della bambina sopravissuta …

Della- Giusto! Nel delirio tanti anni dopo dirà di averne poi fatto una treccia da consegnare al povero padre per ricordo.

Paul- A quel punto entrambi i gemelli avevano i capelli corti. Ma se anche qualcuno li avesse riconosciuti e distinti Armellina avrebbe spiegato di averli tagliati alla bambina nel tentativo di scoprirne e curarne le ferite alla testa. I soccorsi poi si erano limitati a trasportare in gran fretta il ‘vivo’ e la ‘morta’ su due barelle fino alla loro casa senza stare a osservarli troppo.

Della- Ma perché, di propria iniziativa, la governante avrebbe operato quello scambio?

Perry- Non sappiamo se in quell’intervallo nel capanno Clorinda avesse ripreso conoscenza e fosse stata consultata. Certo lo sarà una volta a casa, prima dell’arrivo del medico, davanti al quale doveva recitare la commedia. Se non fosse stata d’accordo, in quei primi momenti sarebbe stato facilissimo per lei denunciare lo scambio e rivendicare il proprio sesso senza recar danno a Armellina, giustificata nell’errore dalla fretta e confusione del tragico momento.

Paul- Ma anche prima e senza il suo consenso Armellina sapeva che Clorinda avrebbe preferito essere un maschio. Sapeva- l’aveva avvertita la zia Malinverni, lo dirà nel delirio – che dopo avere assistito ai parti sfortunati della madre e a quello che l’aveva uccisa, Linda aveva terrore del sangue e delle gravidanze. Che per il proprio futuro desiderava studiare e diventare medico, cosa praticamente quasi impossibile in quegli anni per una ragazza …

Perry- Sapeva anche, Armellina, per la propria esperienza personale (non dimentichiamo che all’ospizio era stata vittima di uno stupro), quanto fosse dura e difficile la vita per una femmina, e di quanti privilegi avrebbe goduto invece un maschio, l’erede dei Bertrand. Su questo desiderio di Linda, sul vero carattere del vero Tancredi, e della sua predilezione per la bambina, la governante manterrà il silenzio per tutta la vita. Si tradirà solo in punto di morte, nel delirio. E Ada invece di interpretare correttamente le sue parole e chiedersi chi fosse in realtà lo zio Tan, penserà a una confusione mentale dovuta alla febbre.

Paul- Insomma, tornando al momento dell’incidente, che sia stato fornito subito o solo una volta a casa, il consenso più o meno esplicito di Clorinda c’era. Bisognava però farla vedere da un medico, perché era ferita, e bisognava far certificare la morte del gemello. Non che a quei tempi la burocrazia fosse così esigente …

Perry- Il medico di famiglia conosceva i gemelli, li avrebbe certo identificati. E’ questo il motivo per cui Armellina aveva chiamato un dottore tedesco di passaggio a Firenze, che non aveva mai sentito parlare dei Bertrand Malinverni e tantomeno conosceva i due ragazzi. Lo sappiamo dal diario di Ada senior. ’Gaddo scrive pieno di ammirazione che la governante, di propria iniziativa, non si è fidata del medico di famiglia, ma fin dall’inizio ha chiamato per curare il ragazzo un medico tedesco di grande fama, carissimo, che si trova temporaneamente a Firenze.’ E che oltretutto avrebbe scritto il certificato di morte in una lingua straniera.’ Un herr doctor il cui silenzio si poteva eventualmente comprare. Il diario ci dice: ‘il ragazzo si è ripreso completamente. Il medico ha detto che è pronto a partire e prima di congedarsi ha presentato alla governante un conto spaventoso, che lei ha pagato senza fiatare, informandone il padrone solo a cose fatte.-

Paul- Probabilmente Armellina all’ arrivo del medico tedesco gli avrà detto o fatto capire che si trattava di due gemelle, entrambe femmine, una morta e l’altra gravissima, da soccorrere con urgenza. Tutta l’attenzione era stata dunque dedicata alla viva. Alla ‘morta’ era stata data solo un’occhiata superficiale, per escludere di poterla in qualche modo rianimare. Successivamente, per tutta la durata della cura Armellina avrà fatto in modo che ‘herr doctor’ non incontrasse nessuno della famiglia e non dicesse che quella che stava curando era una ragazza e non un maschio. L’importante in quel momento era che fosse di sesso femminile ‘anche’ quella di cui il dottore certificava la morte.

Paul- Probabilmente su questo dettaglio il dottore non mentiva, semplicemente aveva creduto a quanto gli veniva detto. E’ da presumere che all’ arrivo del medico la falsa Clorinda fosse già fredda; la governante nell’attesa l’aveva rivestita con abiti femminili e non c’era dubbio né bisogno di spogliarla per certificare che era morta. I parenti, compreso il padre accorso da Donora, la vedranno più tardi già composta dalla governante nella bara con gli abiti belli di Clorinda, il viso semicoperto dal velo della cuffietta della cresima. Quanto al sopravissuto, leggiamo nel diario: ‘Gaddo ha stentato a riconoscerlo. Non lo vedeva da quasi un anno, scrive che è molto cresciuto e che inoltre ha il viso tumefatto per le ferite, gli occhi semichiusi, la testa avvolta nelle bende.’

Della- Possibile che il padre non si sia accorto dello scambio?

Perry- Era quasi un anno che Gaddo non vedeva i figli, che nel frattempo erano molto cresciuti, erano cambiati. Non dimentichiamo che il ‘sopravissuto’, il falso Tancredi, oltre ad avere il viso tumefatto, la testa rasata e coperta di bende, non parlava. Non sappiamo se avesse perduto temporaneamente la voce per lo shock o se lo facesse apposta per non tradirsi. Più tardi, arrivati il ragazzo e Armellina a Donora, nessuno, tranne Gaddo e la governante, era in grado di confrontare la voce di Tan con quella di prima. Non dimentichiamo poi che era in quel periodo dell’adolescenza in cui la voce cambia. E, subito dopo, il falso Tancredi aveva cominciato a fumare il sigaro come il padre, proprio per arrochirsi la voce.

Della- Povera Linda! Quanti imbrogli! Ed ecco spiegato il suo terrore durate i parti della matrigna. ‘-Che tipo sensibile!- ha commentato la levatrice- Deve avere qualcosa che non funziona in quella testa fiorentina. Di solito sono le donne a spaventarsi, gli uomini se ne infischiano. Sanno che a loro non toccherà mai.’- leggiamo nel diario. E subito dopo, la sua propensione a occuparsi dei fratellini anche da neonati, caratteristica molto femminile. -: ‘Quando gli spuntano i denti e (Diego) grida per il dolore, l’unico capace di consolarlo è Tancredi, che lo prende in collo e lo porta in giro per le stanze. Tecla dice che non ha mai visto un ragazzo così paziente con un neonato. (e più avanti): Diego cammina, dice le prime parole e segue dappertutto Tancredi. Mi accorgo che è stato in braccio al fratello dal puzzo del sigaro che gli resta sui vestiti e tra i capelli.’ La povera ragazzina, che si costringeva a fumare, sentiva ancora il bisogno di giocare con le bambole.

Paul- Tornando al padre e ai suoi possibili sospetti, non dimentichiamo la sua scarsa stima per il gemello, la sua predilezione per Linda … Avere lei come erede, lo avrebbe di gran lunga preferito. Lo dirà Armellina molti anni più tardi nel delirio. Ma sulla consapevolezza di Gaddo è difficile pronunciarsi.

Perry- In verità qualche indizio ci sarebbe: il fatto che Gaddo non abbia voluto separare il ragazzo da Armellina. Probabilmente sapeva che la vicinanza costante della governante era necessaria per mantenere l’inganno. E poi il suo rifiuto di chiamare Clorinda, se femmina, la bambina che stava per nascere dalla nuova moglie. In quei tempi, al contrario, era normale che il nuovo nato ripetesse il nome del fratello o della sorella morti di recente. Il diario riferisce: ‘-Gli ho detto che se nascerà una bambina la chiameremo Clorinda. Lui ha risposto: -Neanche per sogno, è un nome sfortunato, un nome maledetto. E Tancredi non lo potrebbe accettare.-

Paul- Anche perché in questo caso le Clorinde Bertrand viventi sarebbero state due. Di certo in casa Bertrand Ferrèll nessun altro sospettava l’inganno. La matrigna considerava il ragazzo un pusillanime, peggio di una femminuccia, ma sul suo genere non aveva dubbi. E quando Tan sarà costretto a simulare la tubercolosi per evitare di essere arruolato e smascherato, la matrigna lo considererà un vigliacco e scriverà nel diario: ‘Un aristocratico potrà essere uno scialacquatore come mio padre, un donnaiolo, uno scapestrato; non sarà mai un vigliacco. Non andrà a nascondersi come una femminuccia quando gli altri offrono la propria vita in difesa della Patria. ‘

Perry- Stessa ignoranza da parte di Diego e delle sorelle. Altrimenti tanti anni dopo Sancia e Consuelo non avrebbero accusato Tan di aver insidiato Ada ragazzina e soprattutto di averla messa incinta. Che sorpresa per loro se il giudice avesse accettato di sottoporre la salma all’autopsia!

Della- Che Gaddo, uomo all’antica, sapesse, spiegherebbe perché permise che ‘Tancredi’ andasse a studiare a Pavia solo se accompagnato da Armellina. E perché gli prese un appartamento, invece di mandarlo in un Collegio universitario. A quei tempi erano tutti maschili.

Paul- Non dimentichiamo poi l’allarme del padre allo scoppio della guerra. Il falso Tancredi non poteva essere richiamato alle armi, non poteva subire le visite militari né condividere la vita degli altri ufficiali in trincea. Sarebbe stato scoperto. Lo aiutò quindi a simulare la tubercolosi.

Della- Ma come mai i dottori del Sanatorio visitando ‘lo studente’ non avevano scoperto che era una ragazza?

Perry- Probabilmente Tan in Sanatorio non era mai entrato così come a Pavia non era andata in Collegio. Lo credevano i parenti rimasti a Donora. In realtà lui era rimasto a Sondalo per tutti gli anni della guerra, ma nel villino affittato dal padre, con Armellina. Di sanatorio parlano solo loro tre, non ci sono prove o documenti, e figuriamoci se qualcuno dei concittadini in quegli anni difficili poteva capitare per caso tra le montagne della Valtellina e scoprire l’imbroglio!

Paul- Un altro indizio che ‘Tan’ non fosse davvero ammalato è che in quegli anni abbia continuato a studiare e forse a dare esami. Una volta finita la guerra e tornato guarito a valle, riuscirà a laurearsi e a specializzarsi con rapidità incredibile. E sceglierà di specializzarsi in ostetricia. Una sorta di omaggio e indennizzo alla morte della madre per parto. Un desiderio di aiutare le donne nel momento che per Linda era il più terribile del loro destino biologico.

Della- Una volta laureato e adulto, gli, anzi le sarà stato più facile recitare la commedia … Bastava che non si facesse vedere spogliato. E infatti fra tutti gli sport, non praticava né il nuoto né la vela.

Paul- E non portava i baffi come era di moda tra i coetanei.

Perry- A quegli anni risale il suo rifiuto ad essere ricoverato in Ospedale, la famosa lettera che, mantenuta negli anni, tanto avrebbe fatto arrabbiare Lauretta.

Paul- A mettere in pericolo il suo mascheramento qualche anno dopo la morte del padre arrivò il fascismo, col suo culto per i giochi ginnici, il suo maschilismo, l’esibizione di muscoli, il suo considerare le donne principalmente come fattrici. Figuriamoci cosa sarebbe successo se le camice nere avessero scoperto che il primogenito dei Bertrand era una femmina!

Della- Ecco spiegato perché, quando lo aggredivano, lui e Armellina si preoccupavano più per gli abiti strappati che per le ossa rotte …

Paul- Ecco perché a Napoli aveva preso lezioni di pugilato. E come aveva reagito Armellina dopo lo scontro con Dino Alicandia? ‘-aveva tirato un sospiro di sollievo. Ma più tardi, spiegando sul letto una camicia da notte pulita per il suo ragazzo, gli aveva detto molto seriamente: -Ti è andata bene questa volta. Però dobbiamo proprio andarcene. Da Donora e dall’Italia.-‘ Ecco perché poco dopo Tan accettò di seguire il maestro in Svizzera. I Bertrand Ferrèll non erano ebrei, Tancredi anzi avrebbe potuto approfittare di tutti i posti lasciati vacanti dai medici ebrei per fare più rapidamente carriera.

Della- Alt. Scusate. Non mi è chiara la posizione del suo maestro, il professor Veneziani. Sapeva o non sapeva che il suo allievo prediletto era una ragazza?

Perry- Questo lo ignoriamo. Io suppongo di sì. Non per niente era un ostetrico, abituato a scrutare attentamente i corpi femminili.

Paul- Anch’io credo che se ne fosse accorto, se non subito dopo qualche mese.

Perry- Ma nel frattempo aveva potuto apprezzare l’intelligenza della ragazza, la sua dedizione al lavoro. Magari si era affezionato. Magari era uno di quegli studiosi bizzarri tutti assorti negli studi e poco attenti alla vita reale. Magari come ebreo in quei tempi difficili non aveva interesse a suscitare uno scandalo attirando su di sé l’attenzione. Comunque è un personaggio secondario, e la sua opinione ha poco peso sulla trama.

Paul- Esatto. Le prove di cui disponiamo su questo argomento non ci dicono niente.
Possiamo pensare quello che ci pare.

LUDOVICO COLONNA

Della- Ma del giovane collega, del dottor Ludovico Colonna qualcosa dobbiamo assolutamente pensare. Era nato un legame così stretto fra i due giovani assistenti laggiù in Svizzera … Un legame che era durato per tutta la vita, così forte e affettuoso da far sospettare a Myriam Aresta una relazione omosessuale!

Perry- Atteniamoci alle prove, cioè alle parole del romanzo.

Paul- Le quali ci dicono che Ludovico Colonna, come Veneziani, era ebreo, ed era sposato, padre di due figli.

Perry- Ma non ci informano della presenza della moglie e dei figli a Zurigo. Come mai?

Paul- I casi sono due: la moglie non era ebrea e si era messa in salvo con i bambini presso qualche parente. Oppure era ebrea, ed era nascosta da qualche parte con i figli …

Della- Magari erano nascosti solo i bambini, che ritroveremo da adulti nel racconto di Myriam, e la moglie era morta, subito, o in qualche campo di concentramento.

Perry- La mia opinione invece è che, ebrea o non ebrea, fosse viva e finita la guerra i due coniugi si fossero ritrovati.

Della- Cosa te lo fa pensare?

Perry- Il mio sospetto è che negli anni di Zurigo, quando Ludovico era solo e forse non sapeva che fine avessero fatto i suoi, tra lui e ’Tancredi’ fosse sbocciato un idillio. Anche Ludovico era ostetrico e doveva aver riconosciuto subito la vera identità del collega. Anche se non più giovanissimi si erano amati in segreto, probabilmente con la complicità di Armellina.

Paul- L’unica ‘debolezza sentimentale’ per Linda in tutta una vita di severo mascheramento e di obbligata castità.

Perry- Un grandissimo amore da entrambe le parti. Un amore generoso altruista. Secondo la mia ipotesi, a guerra finita, scoperto che la moglie di lui era ancora viva, Linda si era tirata indietro. Era tornata a vivere a Donora dedicandosi interamente alla professione e alla educazione delle due nipoti orfane.

Paul- Qualche anno dopo Ludovico era rimasto vedovo, ma ormai era troppo tardi, sia per l’età che per tutte le complicazioni, ereditarie come professionali che il disvelamento del vero sesso di Tancredi avrebbe provocato. Molti anni dopo Crespi dirà a Ada: ‘-Tuo zio era una persona coraggiosa, eppure anche lui aveva paura degli scandali. Ha cercato di evitarli per tutta la vita. A sé stesso e a voialtri.-‘ Più tardi, rimasto vedovo Colonna, i due ormai anziani ex amanti si erano ritrovati e avevano riallacciato la loro relazione clandestina, come ai tempi di Zurigo, ma a distanza, incontrandosi solo un paio di volte all’anno.

Della- Fedeli fino alla morte, senza temere i pettegolezzi e i sospetti di omosessualità che un legame così stretto fra due maschi poteva suscitare. Che tenerezza!

Paul- Bon, questa è una ipotesi di Perry. Un dettaglio nella vita sotto false spoglie della povera Linda. Che fosse amore o solo una fortissima amicizia ‘virile’ non possiamo dirlo.

Perry- Possiamo anche immaginare –immaginare soltanto, prove non ne abbiamo- che durante i suoi soggiorni in Toscana –quando non era accompagnato dalle nipoti- il falso Tancredi rivestisse occasionalmente vesti femminili per andare a farsi visitare in qualche ospedale dove non era conosciuto, visite di controllo, essendo sempre stato sanissimo.

Paul- O magari andasse insieme all’amico all’estero, dove poteva concedersi di riprendere per brevi periodi l’identità e le vesti femminili. Di questo però non abbiamo alcuna prova, ha ragione Perry.

PERRY- Poi il dottor Colonna muore, ed entra in scena il dottor Crespi.

DELLA- Un altro innamorato?

PAUL- No. A quel punto, morti Gaddo e Ludovico Colonna, c’era solo Armellina a conoscere la vera identità del suo ragazzo. Era necessario che lo sapesse anche qualcun altro, un medico, per ogni eventualità. Qualcuno fidato, davanti a cui Tan in caso di
bisogno potesse spogliarsi, e sul cui silenzio si potesse contare.

DELLA- Non ditemi che Tan ricattava il dottor Crespi! Che davvero conosceva il passato vergognoso della signora Clementina e che pretendeva silenzio in cambio di silenzio! Clementina incontrata in un bordello! Una signora così perbene! Non ci ho mai potuto
credere alla calunnia delle due vecchie arpie …

PERRY- Ricatto o riconoscenza, questo non possiamo dirlo. Però, Della, ricorda la risposta del dottor Crespi a Ada, indignata come te per l’accusa. -E la signora Clementina lo sa? Cosa ne dice?- -Cosa vuoi che dica, Ada? Mia moglie sono tre giorni che piange.- Che
piange. Non che nega, che minaccia denuncie, che si arrabbia e respinge l’ingiuria. -Sono tre giorni che piange.

DELLA- Santo cielo! Una ex prostituta. E il dottor Tancredi un ricattatore … Poveri noi!

PERRY- Quando Ada viene a sapere delle accuse in tal senso fatte dalle zie e dai cugini, commenta: -Se fosse vero, mi scusi dottor Crespi, parlo per assurdo, se fosse vero sarebbe stato lo zio ad avere in mano uno strumento di ricatto nei suoi confronti, non
viceversa.

PAUL- Giusto. E lui risponde: -Hai ragione, Ada. Avrebbe potuto costringermi a fare tutto quello che voleva in cambio del suo silenzio.

PERRY- Non la metterei proprio così. Ricordate cosa diceva il dottore delle ‘pensionanti’: schiave, prigioniere. Ricordate che le considerava vittime da aiutare. Che tratterà sempre Clementina con rispetto, che farà da padrino al suo primo figlio, che favorirà lei e il marito nel testamento … Il silenzio di Crespi a mio avviso non nasceva dal timore del ricatto, ma dalla riconoscenza. Altrimenti, dopo la morte del ‘dottor Bertrand’ avrebbe potuto parlare,
svelarne l’identità, invece di difendere così ferocemente il suo corpo da sguardi indiscreti insieme ad Armellina, e più tardi opporsi con lei alla riesumazione della salma.

PAUL- Armellina, appunto. Lei era ancora viva e probabilmente conosceva anch’essa il segreto della signora Crespi. Motivo per cui il marito di costei continuasse a non rivelare l’altro segreto.

DELLA- Però alla fine è morta anche Armellina. A quel punto Crespi poteva parlare. Non lo
ha fatto per affetto, per riconoscenza, non per paura.

PERRY- Sono d’accordo.

PAUL- Veniamo al punto della personalità del ‘dottor Bertrand’ una volta tornato dalla Svizzera. Il testo ci dice: Su di lui, sul Bertrand giovane, in città si facevano come abbiamo visto moltissime chiacchiere, ma non si conosceva nessuna sua specifica relazione amorosa né alcuna avventura. Sembrava che persino da adulto, una volta tornato dalla Svizzera, vivesse in perfetta castità, oppure più probabilmente che sapesse conservare alla perfezione i propri segreti, persino in una città pettegola come Donora.- Poi, quando Ada si era gettata a capofitto nei disordini del Sessantotto -‘E anche allora da lontano lo zio Tan l’aveva approvata e incoraggiata. –Il vecchio mondo sta andando a gambe all’aria. L’immaginazione al potere, le donne padrone del proprio destino. Come vorrei avere la tua età!- le diceva – E dovendo scegliere perché la nipote la mettesse in musica una delle liriche cinesi aveva detto: -Prova con la ballata di Magnolia. Mi sembra più adatta delle altre.- (…) Ada si era stupita che fra tante poesie lo zio avesse scelto proprio quella, la storia di una ragazza che va alla guerra travestita da uomo.

PERRY- Una scelta indicativa: Consideriamo con attenzione il ritornello. In un altro libro sarebbe stato messo in apertura come ‘exergo’.

-Per dodici anni abbiamo vissuto insieme
senza sapere che Magnolia fosse fanciulla!’
Il coniglio maschio s’acquatta grattando in terra,
La coniglia si guarda attorno con occhi vaghi;
Ma quando entrambi corrono a fior di terra
chi sa distinguere tra la coniglia e il coniglio?

PAUL- E poi, lo zio Tan è affettuosissimo con le due bambina a cui fa da padre ma, a differenza della più severa nonna Ada, non se ne lascia abbracciare stretto. Dice di non amare le smancerie; da adulte non le lascia sedere neppure sul bordo del suo letto. I suoi
libri preferiti parlano di donne travestite da uomo o che cambiano sesso: l’Orlando di Virginia Woolf, La mano sinistra delle tenebre di Ursula K. Le Guin… Conosce le poche donne pittrici dell’antichità e la sua preferita è Marietta Tintoretta che da bambina il padre
faceva passare per maschio …

DELLA- Vero. Tutto questo potrebbe riferirsi anche ai gusti di un uomo, ma unito agli altri indizi …

PERRY- E poi non dimenticare, Della, che quando sente di essere vicino alla morte, Tan recita i versi della morte di Clorinda, non quelli della morte di Tancredi. Tanto che poi nella camera ardente Myriam, che non sospetta niente, cita lo stesso brano del Tasso: ‘E in
quella forma giace la bella donna e par che dorma’. La bella donna.

PAUL- Neppure Ada sospetta niente, neppure quando lui, l’ultima notte le dice:- ‘Qualsiasi cosa ti dicano di me, ricordati di quanto ti ho voluto bene.’ Non sospetta niente quando più tardi Armellina la supplica di non permettere l’autopsia, anche se questa scagionerebbe il dottore da averla violata da ragazzina. Come avrebbe potuto metterla incinta se era una donna? Ma Ada non capisce e le risponde: – Armellina, sono due cose diverse, forse non te l’hanno spiegato bene. Le prove che lo zio mi abbia mancato di rispetto, come dici tu, andrebbero cercate altrove, e semmai sul mio corpo, non sul suo. Ma non ce ne sarà bisogno. L’autopsia riguarda l’altra accusa, servirebbe a dimostrare che non lo avevate drogato.

PERRY- Ada non capisce neppure quando Armellina insiste: -Non lo devono toccare. Non lo devono disturbare adesso che è in pace. Dopo tutto quello che abbiamo passato. Ada, giurami che non lo permetterai.-
E neppure quando la governante dice: – Una sola cosa desidero ormai, raggiungere al più presto la mia Linda. Non sai quanto mi manca. Le manca perché fino a due mesi prima erano vissute insieme. Dice anche: -Ci penso ogni momento, ci ho sempre pensato ogni momento della mia vita.

DELLA- Chiaro! Era lei che si occupava di tutto.

PERRY- Descrivendo com’era Linda da bambina, confrontandola col gemello, Armellina suggerisce molte cose a chi vuole capire. -Era coraggiosa la mia Linda. – (…) – Aveva un vero terrore del sangue, ma ha saputo vincerlo. E poi: -Si vedeva già che aveva la vocazione del medico. (…) Linda con le sue bambole in un angolo della stanza ascoltava tutto, prendeva di nascosto i suoi quaderni e i libri. Imparava. Quando eravamo sole mi chiedeva di interrogarla, conosceva il latino e il greco come un liceale- Tanto che, una volta arrivato a Donora Tan potrà frequentare il ginnasio e le basteranno poche lezioni private per mettersi in pari con i compagni.

PAUL- A Tancredi, a quello vero, invece: -non piaceva la scuola, preferiva giocare per la strada, bisognava chiuderlo a chiave per farlo studiare. (…) Era un vigliacco. Egoista. Pensava solo a sé stesso. Ha sempre pensato solo a sé stesso. (…)-Era molto bello,
sembrava una femmina con quei lineamenti delicati, ancora non gli erano spuntati i baffi. Identico a Linda, se non fosse stato per i capelli. (…) Era vanitoso Tancredi, badava più all’apparenza che alla sostanza, ci teneva a andare vestito come un signorino, ad essere elegante. Sempre è stato elegante, fino all’ultimo. Il padre perciò preferiva la gemella. “Vorrei che fossi tu l’erede dell’impresa.” –le diceva il padre. E lei: -“Vedrai che crescendo Tancredi diventerà più serio, più responsabile. E’ ancora un bambino, devi avere pazienza.” -E poi non c’è stato più tempo per la pazienza. – commenta la governante. Se fosse stato Tancredi a sopravvivere, di tempo ce ne sarebbe stato eccome. Ma Linda aveva preso il suo posto. – Povere creature. Povero padre. E povera Armellina. Tutta sulle mie spalle quella responsabilità tremenda. Ho fatto di tutto, tutto quello che potevo per la mia Linda. Non nel senso, come crede Ada, di tentare di salvarla dal naufragio, ma di proteggerla nel suo lunghissimo mascheramento. Per questo, quando dal suo letto di ammalata, Armellina sentirà raccontare la storia di Ceneo ritornato con la morte alle spoglie femminili, protesterà: -A Tancredi questa storia non sarebbe piaciuta. –(…) –E nemmeno a me piace.- L’autopsia tanto temuta e avversata avrebbe ricondotto Tan, come era successo a Ceneo, allo stato femminile.

PERRY- Eppure quando Ada sogna Clorinda questa sembra volerle suggerire la verità. E’ lei che compare, ad annunciare la propria morte, come ‘sorellina maggiore’ nella scena delle figlie di Gaddo bambine sulle rive del fiume sognata da Ada mentre lo zio sta morendo. E’ Linda in realtà che sta morendo. Linda, che poi si allontana insieme a Ines, l’unica delle sorelle ad essere morta. Appartengono entrambe al regno dell’Ade. Nello stesso sogno dice e dimostra di saper nuotare, abilità che le ha salvato la vita al momento del naufragio. Mentre Tancredi – lui aveva paura. Io sono la più coraggiosa, la più forte, anche se sono femmina.

PAUL- In un altro sogno, quando va con Lauretta a interrogare la sonnambula, Ada chiede: -Io voglio parlare con lo zio Tan.- ma si sente rispondere : -Non vuole venire: è offeso con tutti voi perché lo avete dimenticato.- Evidentemente la sonnambula si riferisce al vero Tancredi, morto da quasi settant’anni. Di Clorinda la medium dice: -Ancora non è pronta. E’ appena arrivata e devono insegnarle a risalire.- Con tutta evidenza si riferisce a Tan, che è appena defunto. Ma Ada non capisce.
Ada –dopo aver rifiutato da ragazza l’insinuazione che lui potesse avere avuto una relazione con la matrigna, oppure con la governante- alla vita sessuale dello zio non ha mai pensato. Durante la veglia funebre dirà a Myriam; –Per me lo zio era al di sopra di
queste miserie, puro spirito.- Non vuole capire, come molti dei lettori, nonostante tutti questi indizi.

PERRY- Qualcuno ha interpretato la ‘stranezza’ di Tan col fatto che fosse omosessuale. Ma in questo caso perché non voler mostrare a nessuno il proprio corpo? Per altri questo ‘pudore’ difeso da Armellina e da Crespi nasceva dal fatto che era un ermafrodita. Se però la stranezza avesse riguardato solo lui, per quale motivo il narratore avrebbe introdotto fin dall’inizio la figura della gemella identica e ci sarebbe ritornato tante volte, in diversi punti del romanzo? C’è poi il sogno finale, dove per poter riportare indietro dall’Ade i due gemelli Armellina si fa accompagnare da Ada. Questa però crede di riconoscere Marcellus e lo riporta alla luce, lasciando ancora una volta la governante nel dilemma. Armellina ancora una volta lascia tra i morti il corrucciato Tancredi e come già aveva fatto
tanti anni prima riporta in vita la ragazzina dai lunghi riccioli d’oro.

PAUL- E alla fine, quando Ada pensava di assecondare i suoi ultimi e stravaganti desideri facendola seppellire a Firenze nella tomba dei Malinverni, Armellina non ci è voluta andare. Sapeva che in quella tomba non c’era l’amata Linda, ma il ragazzo Tancredi che
non era certo il suo preferito.

DELLA- Ma secondo voi, Armellina lo sapeva di essere figlia di Gaddo? Era consapevole che i due orfani cui faceva da governante erano in realtà i suoi fratellastri?

PAUL- Non c’è alcuna prova in questo senso. Gli unici a conoscenza del segreto, Gaddo e più tardi Ada senior non avevano alcun interesse a parlare. Ada e Ginevra dopo aver letto il diario taceranno. Armellina poteva forse avere intuito qualcosa … ma senza alcuna prova o certezza.

DELLA- Eppure la voce del sangue … Mi piacerebbe pensare alle due sorelle che passano insieme la vita senza lasciarsi mai , la maggiore interamente dedicata a proteggere la più piccola.

PERRY- Pensalo se ti piace. Ma di certezze non ce n’è, e nel nostro mestiere non dobbiamo pensare che sia sufficiente l’immaginazione.

PAUL- Lo stesso vale per Gaetano Aresta. Non abbiamo alcuna prova che sapesse di avere sangue Ferrèll, di essere un figlio bastardo di don Ferrando. Che Ada senior lo aiutasse non perché era sua sorellastra, ma come una semplice benefattrice a quei tempi era plausibile. Tanto che, ad onta della grande somiglianza tra Myriam Aresta e donna Jimena, nessuno, neppure il marito di Myriam sospetterà mai qualcosa.

DELLA – Restano altri due personaggi la cui sorte per alcuni lettori è poco chiara. Per cominciare, con chi se ne è andato Giuliano quando ha lasciato Ada?

PERRY- Della, Della, bisogna essere davvero ingenui e poco pratici dell’ambiente gay per non capire fin dall’inizio che Giuliano si era innamorato di un uomo! Nella lettera di addio scrive a Ada:- Tu sei cambiata, non puoi negarlo. Ma anch’io sono cambiato. (…) devo dirti con franchezza che nella mia vita c’è un’altra persona.’ Persona, non donna. Quando si dice ‘persona’ in quell’ambiente è chiaro che si tratta di un maschio, o di una femmina in caso di un amore lesbico. E infatti, nonostante tutte le ricerche e le indagini di Daria – Giuliano nell’ultimo anno non era mai stato visto in compagnia femminile, eccetto quella di Ada. Se davvero aveva un’amante la teneva ben nascosta, oppure questa viveva in un’altra città.

PAUL- Il cambiamento aveva sbalordito Giuliano per primo, non se l’aspettava. E per colmo di sorpresa lui, così perbene, si era innamorato di un marchettaro. Non riusciva ad ammetterlo con sé stesso, figuriamoci confessarlo. Anni prima si era divertito quando il corteggiatore molesto di Ada aveva interpretto la parola ‘Riamata’ come un nome proprio femminile, accusando la sua compagna di essere una ‘seguace di Saffo’. Adesso che Ada ignara ripete il gioco verbale : ‘ami Riamato’, Giuliano colto in castagna non ci trova niente da ridere, per lui è un tormento non una barzelletta. E uando Ada gli racconterà della reazione di Lauretta all’ amore lesbico di Clara Eugenia, il suo frettoloso commento sarà: -‘Povera donna.’ Non povera Lauretta con i suoi pregiudizi, povera Clara Eugenia
che, come lui, si era trovata ad affrontare un sentimento condannato dalla società e addirittura dalle discendenti.

DELLA – Ma chi è quest’uomo, questo rivale di Ada?

PAUL- Il testo fin dall’inizio ci suggerisce che è un tipo poco raccomandabile, che forse sta con Giuliano per denaro, che lo spinge a spese pazze, che lo picchia. Il falso incidente di macchina è in realtà una bastonata, Daria involontariamente dice che Giuliano ha gli occhi neri ‘come quelli delle donne picchiate’. Un uomo violento che, ingelosito per i buoni rapporti che Giuliano conserva con Ada, le va a squarciare le gomme dell’auto e a distruggere la casa, usando le chiavi che ha preso facilmente dalle tasche di Giuliano. Un semplice ladro non avrebbe lordato il letto che Ada aveva diviso con Giuliano, non le avrebbe scritto oscenità nel bagno. E neppure una dona gelosa sarebbe arrivata a tanto.
Lui sembra che ci si diverta. Quando Giuliano si rende conto che gli mancano le chiavi di via dell’Olmo, conoscendo la violenza del nuovo compagno, è terrorizzato e non pensa di tradirsi chiamando nel cuore della notte. Poi cercherà di imbastire una scusa parlando dei furti nello Studio Legale. Furti che la segretaria negherà.

PERRY- Ada lo incontra e non lo riconosce. Ma il lettore dovrebbe nutrire qualche sospetto, quando il giovinastro col ‘chiodo’ nell’anticamera della palestra le dice beffardo: -Una bella donna come lei non dovrebbe piangere. – e poi: -Va tutto storto da un po’ di tempo, vero?- Come fa a saperlo? Lo sa perché è stato lui a ‘rubarle’ il compagno e a procurarle tutti quei guai.

PAUL- E poi le dice: Dovremmo conoscerci meglio. Sono convinto che potremmo andare d’accordo.- E le chiede un appuntamento. Evidentemente per convincerla a lasciar perdere Giuliano una volta per tutte.

PERRY- Lo ha accompagnato alla palestra perché Giuliano non può guidare. e lo sta aspettando in anticamera per portarlo allo studio una volta finita la terapia. Quando Giuliano vede Ada nel corridoio si arrabbia, teme d’essere stato seguito.–Cosa fai qui?- le dice. E poi: –Come ti sei permessa di venire a spi…?- A spiarmi, teme d’essere stato spiato. Solo dopo che Ada gli chiede aiuto per la denuncia si calma. La fa aspettare in corridoio mentre lui va a congedare il ragazzo, gli dice di andarsene con la macchina; lui con Ada prenderà un taxi.

PAUL- Ma quello non se ne va immediatamente. Cosa dice il testo? ‘Mentre si allontanavano dalla palestra Ada si accorse che parcheggiata accanto al marciapiede c’era una macchina sportiva con a bordo l’importuno corteggiatore di poco prima. Evidentemente aspettava qualcuno.

PERRY- Aspettava lei. Voleva vederla andar via con Giuliano ‘Michel’ incrociò il suo sguardo e le fece un brevissimo cenno di saluto. – ‘Ma che sfacciato! Chi crede di essere?’-

DELLA – Povera Ada! Proprio non vuole capire! Crede che il suo rivale la stia corteggiando.

Paul- Spesso gli interessati sono gli ultimi a capire.

DELLA- Anche qualche lettore. Per fortuna voi due, Perry e Paul, siete i migliori nel condurre le indagini, i migliori osservatori degli indizi. Anche di quelli che sfuggono a tutti gli altri. E, a proposito, cosa mi dite di Estella? E’ una truffatrice o cosa?

PERRY- Prima di chiederti se è una truffatrice, faresti meglio a chiederti una cosa più importante, Della.

DELLA- E cioè?

PERRY – Se Estella esiste davvero. O se non sia una proiezione della mente di Ada.

PAUL- Tutto quello che riguarda la sua persona è costruito attorno a dettagli che Ada conosce attraverso la sua formazione culturale. Dettagli oltretutto riferiti non al presente, ma a un epoca passata.

PERRY- Una modella di Dante Gabriele Rossetti, il più noto fra i pittori preraffaelliti. La figlia di Re Lear, personaggio letterario, mai esistito. Ellen Terry, un’attrice specialista nel recitare personaggi di fantasia.

PAUL- In qualche modo Ada, inconsciamente, se ne rende conto. La presenza di Estella nella sala delle conferenze le richiama l’immagine di Silvia, la ragazza biancospino evocata ogni primavera da Marigold: un’amica immaginaria. Teniamoci al testo: ‘Marigold aveva un’amica immaginaria che le appariva solo in primavera e che in realtà era un cespuglio di biancospino fiorito.’

PERRY- Una fanciulla che appare in primavera e in inverno sparisce. Come Persefone. Come la tartaruga abitatrice del Tartaro.

PAUL- Che a differenza del professor Horlander non invecchia, è l’emblema dell’eterna giovinezza. Ada concludendo la sua conferenza le dice: ‘Ma tu, Estella, sei giovane, e non hai niente a che fare col mondo dei morti. Tu appartiene al mondo nuovo, Estella. Al mondo dove le donne parlano. Parla. Come io ti sto parlando.’

DELLA- Anche qui, come nel caso di Giuliano, Ada non capisce? Non capisce che Estella è la prima delle donne che risalgono dall’Ade per parlarle …

PERRY- Non vuole capire. Ricorda la sua convinzione ripetuta di essere ‘una donna razionale’. Anche quando è visitata dal dubbio, subito lo rinnega come una sciocchezza. Rileggi il testo: ‘Tornò con la memoria al suo incontro con Estella, alle quattro volte in cui l’aveva vista, sempre all’interno del College, due nel refettorio, una a colazione nel parco, una nel salone delle conferenze … (… e una quinta volta sull’aereo del ritorno, in sogno.) Non ricordava se l’avesse anche toccata. Un’allucinazione, un fantasma? Il malinconico fantasma di una studentessa defunta? Ma che sciocchezze andava pensando?’

PAUL – Eppure sull’aereo Ada fa un sogno che dovrebbe spiegarle quanto Estella sia una proiezione dei propri desideri. –Non puoi andartene così. -le dice la ragazza in sogno- Non dopo la notte che abbiamo passato insieme.’- Ada in effetti l’aveva desiderata sessualmente, anche se solo per un momento. E poi: – “Non prima che io ti lasci il mio dono.” Non dimenticare, Della, che nella sala delle conferenze, dopo avere affermato che era possibile parlare con i morti di cui fosse possibile guardare un ritratto, il professor Palewsky aveva specificato: -‘Non chiunque di noi, ovvio. Chi di noi ha il dono.’

DELLA- Però l’anello è reale, solido, concreto.

PERRY- Sì. Questo è il mistero del romanzo. La presenza di elementi irrazionali, simbolici, nella vita quotidiana.

PAUL- Di fatto è sempre grazie all’anello che Ada, o in sua assenza Ginevra nella stanza della biancheria e poi Lauretta dall’orefice- ritrovano documenti che le mettono in contatto con le antenate defunte.

PERRY- Anche l’anello, come la sua prima proprietaria, è risalito dall’Ade per conferire a Ada un nuovo potere. Ma a differenza di Estella, poi non è tornato indietro.

DELLA- Ho capito. Anche se voi due converrete che non tutto quello che voi avete ricostruito …

PERRY – … attenendoci strettamente al testo.

DELLA- O.K. Attenendovi al testo. Converrete che non tutto è molto razionale.

Paul- Ma non l’hai ancora capito, Della? Lo spirito del libro è proprio questo. Ada, che si considera una donna razionale, a contatto con gli eventi di quell’estate, scivola sempre di più nella irrazionalità.

PERRY- Ma in compenso, visitata da una grande quantità di simboli, raggiunge una conoscenza più profonda della vita e del destino umano.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° FINE °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

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2 pensieri su “Bookchiacchierando: Il finale de “La vita sessuale dei nostri antenati”

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