Recensione: Io non amo di Jacopo Lupi

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  • Titolo: Io non amo

  • Autore: Jacopo Lupi

  • Casa Editrice: Lupi editore
  • Data pubblicazione:  Luglio 2016
  • Pagine: 236
  • Genere: Narrativa italiana
  • Trama: Davis Reno. Giovane viziato dei giorni nostri, incastrato in un mondo che non capisce più. Studente universitario a Bologna e impiegato par-time nel policlinico Sant’Orsola. Una vita che gli scivola addosso, trascorsa senza il minimo tentativo di reagire a quella tristezza quotidiana che stringe la gola e non ci fa volare. Il mal di testa che non lo lascia stare un attimo; l’incontro con Ilaria, in una mostra a Milano, che gli cambierà la vita per sempre. Un cammino verso la scoperta di se stesso che lo porta a fare conoscenza con i punti più bassi della vita: l’alcol, la droga, l’estrema solitudine. Un viaggio introspettivo dentro di sé che lo condurrà a una decisione finale, per tentare di salvarsi dall’inerzia del suo estremo non amare mai. Una scelta, un viaggio, un incontro e forse la soluzione alla sua angosciante malinconia. Un libro che apre le infinite porte che noi, nelle nostre quotidianità, tendiamo a chiudere a chiave e lasciare sopite dentro. Un libro che apre gli occhi sul mondo e su il pianeta amore. Soprattutto sul pianeta del non amare mai.

Opinione personale:

indnnexLa trama di Io non amo mi aveva incuriosita da subito: credo che il tema che si prospetta è vicino a tutti. Tutti hanno avvertito nella loro vita la sensazione di trovarsi nel mezzo di una corrente dalla quale si viene semplicemente travolti. A tutti è capitato di cercare il senso di quella corrente, senza trovarlo. Tutti si sono guardati dentro senza riconoscersi, almeno una volta. 

Volevo fare l’amore, ma con me stesso, prima di farlo con lei.

È quello che accade a Davis, studente a Bologna, con lavoro par-time presso una clinica. La laurea non accenna ad avvicinarsi, gli svaghi sono molti, ma sempre gli stessi. Locali, tentativi di studio, feste, Milano la Domenica. E poi di nuovo. Davis è in trappola. Fino a quando non incontra Ilaria, proprio in una di quelle Domeniche a Milano e tutto cambia. La gabbia non si apre, anzi: la morsa comincia a diventare un’ossessione costante e sempre crescente. I sentimenti veri compaiono nel suo cuore solo come brevi respiri in un mare di indifferenza, e hanno i volti dei suoi amici Michela e Claudio. E forse solo grazie a questi brevi respiri Davis riuscirà ad immergersi veramente in sé stesso, a conoscersi per amarsi, perché solo così può amare davvero gli altri.
Il discorso trama in realtà è molto più complicato di così, ma ci sono degli even
indhhhexti cruciali che avvengono praticamente a inizio libro: e se rivelarli potrebbe servire a farvi un ritratto più completo, allo stesso tempo finirei per rovinarvi tutto. Il punto centrale è proprio che il mare di apatia che vive Davis, può essere agitato solo da forti scossoni. Ed è esattamente quello che accadrà.
Lo stile dell’autore mi è piaciuto da subito: riesce a creare una narrazione molto coinvolgente, con belle descrizioni non solo esteriori, quanto interiori. I (non)sentimenti di Davis, che io non sono ancora riuscita a spiegarmi dopo svariate righe, vengono così ben raccontati, che dopo poco sono diventati i miei. Li avvertivo sotto pelle.

Chi ero? Uno che non ha mai saputo stare al mondo e proprio per questo ci stava da dio.

Non nego di aver trovato esagerato e ripetitivo il continuo sottolineare questo stato di limbo, il continuo riferirsi al dramma esistenziale che ci attanaglia, ma mi rendo conto ora che ha contribuito molto a creare l’atmosfera ideale della narrazione, quella necessaria per un’immedesimazione totale, per l’evocazione di un incubo.
Emergono così delle tinte surreali in alcuni punti, caotiche, però che si seguono con interesse, che trascinano nonostante non siano ancora del tutto com
prensibili, mentre le si legge.
Ci sono stati alcuni passaggi che ho potuto apprezzare solo a lettura conclusa, alcune sfumature di assurdo che si sono fatte nitide solo dopo. Allo stesso modo alcuni particolari ignorati hanno assunto un peso diverso, come tracce da cogliere in una caccia al tesoro.

…e anche se avevo visto la morte in faccia, non mi aveva riconosciuto.

Credo che se da un lato il tema è di facile comprensione, perché altamente condivisibile e espressione di un disa518d0374e3f3d72c70a65b8b6b7651d8gio che è individuale ma diffuso nella collettività, il personaggio non facilita proprio l’empatia. Mi spiego: io all’inizio l’ho odiato, un po’ mi disgustava, un po’ mi scioccava. Non capivo le sue scelte, la sua mentalità fuori dal mondo, i suoi comportamenti, pur capendo il suo stato d’animo. Poi però, una pagina alla volta, sono caduta nella sua trappola: non posso dire che sia arrivato a piacermi, eppure mi ha conquistata come sa fare con le sue mille donne. Mi ha conquistata quella controversa consapevolezza di sé (che poi non si risolve mai in niente), di non conoscersi, eppure di studiarsi sempre attentamente; mi ha conquistata con lo spirito gentile che sotto sotto nasconde, che lo fa partire per un altro continente. Eppure continuo a non comprenderlo del tutto, nonostante alcune rivelazioni cruciali.
Il fatto che pur mal tollerando il protagonista per gran parte della lettura, questa mi è pia
ciuta ugualmente, è davvero notevole. E testimonia, a mio parere, una grande abilità nel dare vita a un personaggio che risulta antipatico per varie circostanze, ma che comunque riesce a rendere empatico il lettore.
Ci sono tanti di quegli spunti su cui soffermarsi a riflettere, tante di quelle situazioni da sentire come le nostre, che sono state effettivamente nostre.
Una lettura sicuramente consigliata, sarà un viaggio psicologico anche dentro voi stessi.

Nessuno ci dice che per non piangere la notte bisogna star bene con se stessi e con gli altri. Ma nessuno ce lo insegna perché in un mondo dove nessuno è se stesso, essere se stessi è un lusso che non ci è dato avere.

Il mio voto:

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L’autore:
Jacopo Lupi: scrittore e attore teatrale di Sulmona. Da un anno anche imprenditore avendo aperto una libreria e una casa editrice, la Lupi editore con la quale ha ristampato il suo più grande successo a distanza di dieci anni dalla prima stesura, Io non amo.

 

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