Recensione:Harry Potter e la maledizione dell’erede di J.K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

Finalmente, dopo aver letto mille pareri contrastanti, mille spoiler (mio malgrado), sono riuscita a farmi un’idea sul libro più atteso e più giudicato di quest’anno…

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  • Titolo: Hary Potter e la maledizione dell’erede (Harry Potter and the cursed child)

  • Autore: J.K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

  • Casa Editrice: Salani
  • Data pubblicazione: 31 Luglio 2016
  • Prima edizione italiana: 24 Settembre 2016
  • Pagine: 357
  • Genere: Fantasy, Copione teatrale
  • Trama: Basato su una nuova storia originale di J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany, Harry Potter and the Cursed Child, nuova opera teatrale di Jack Thorne, è la prima storia ufficiale di Harry Potter a essere rappresentata a teatro. La prima mondiale sarà nel West End di Londra il 30 luglio 2016.

    È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

Opinione personale:

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Di questo libro se ne dicevano di tutti i colori quando ne era stata solo annunciata la pubblicazione; uscito in lingua originale, il 31 Luglio, le polemiche si sono moltiplicate, le critiche hanno fatto rabbrividire anche i fan più convinti di acquistare il libro. Io lo avrei letto comunque, anche se non fosse piaciuto a nessuno, nonostante la convinzione che fosse una trovata per vendere: ero troppo curiosa e troppo nostalgica.
Della trama sapevo ben poco, solo quelle quattro righe in croce riportate in ogni articolo, che però si riferivano solo ad un Harry adulto e ad un Albus che va ad Hogwarts. Sapevo, all’incirca, che non si trattava di un romanzo, ma di un copione teatrale, e niente di più.

…è un’esistenza straordinariamente solitaria essere Draco Malfoy. Sarò sempre sospettato. Non c’è modo di sfuggire al passato

La storia si apre esattamente dove si è chiusa, 19 anni dopo sul binario 9¾ con Albus Severus che sta per iniziare il suo primo anno a Hogwarts. Avvengono alcune rapide scene che inquadrano un po’ la situazione del personaggio e poi ci ritroviamo al terzo anno. Albus è stato smistato in Serpeverde, il suo migliore amico è Scorpius, sua cugina Rose lo odia. Il rapporto con suo padre è molto complicato, ma non ha nulla a che fare con la casa di appartenenza. Il mondo magico e la vita di Albus Severus vengono sconvolte da alcuni avvenimenti: il ritrovamento di una Giratempo (sono state tutte distrutte dopo la battaglia a Hogwarts) scuote il ministero, Harry e Hermione; mentre la comparsa di una ragazza, Delphi, scuote la vita di Albus.

Esordisco dicendo già che a me questa lettura non è dispiaciuta affatto, anzi! Sono partita molto prevenuta e già spaventata dal dover intaccare la mia ammirazione per la Rowling, quindi è stato semplice andare oltre le mie aspettative. Alcuni tristi sospetti li ho confermati, altri li ho smentiti.
Ho rafforzato la convinzione di trovarmi davanti ad una trovata da dare in pasto ai fan: solo il leggere la trama che ho provato ad accennare fa comprendere quanti elementi che i fan adorano sono stati utilizzati. Albus che va in Serpeverde, incipit delle migliori fanfiction, e che fa amicizia con Scorpius; la Giratempo, il sogno di tutti i fan di Harry Potter; Cedric Diggory, personaggio inspiegabilmente impresso nel cuore dei lettori, che in qualche modo sarà coinvolto, così come una comparsa di Severus Piton, altrettanto auspicata da tutti. Potrei fare altri riferimenti, ma il quadro generale è questo, ed è abbastanza chiaro.

La perfezione è fuori della portata dell’umanità, fuori della portata della magia.

D’altra parte però, mi sono ricreduta su alcuni punti: ho apprezzato l’iniziativa di creare questo spettacolo teatrale, e leggendo ho avuto l’impressione che per gli autori sia stato un divertimento farlo. Non credo che sia stato un lavoro di bassa qualità, fatto tanto per, ma una creazione complessa che non può’ essere vista solo sotto l’ombra dei sette romanzi che amiamo. Ha tanti punti di forza e non ha senso giudicarla come l’ottavo libro, anche se ce l’hanno spacciato così: come romanzo questa storia avrebbe fatto quasi pena, ma come spettacolo teatrale, secondo me funziona alla grande. Ovviamente mi sarebbe piaciuto poter assistere dal vivo ad una rappresentazione, ma leggere il copione e provare a lavorare di immaginazione, mi hanno dato un’idea. La storia è costruita su avventure singole che vanno a costruire la trama generale: come romanzo la cosa sarebbe evidentemente risultata fin troppo schematica. harry-potter-and-the-cursed-child-scorpius-rose-and-albus
I personaggi sono quelli che conosciamo, ma non potete aspettarvi che siano rappresentati allo stesso modo: in primo luogo non sono raccontati, ma ritratti attraverso le loro parole. Trovo che sia molto difficile restare ai livelli precedenti in questo modo. In secondo luogo gli autori hanno tentato di cogliere degli aspetti inediti, ma per niente sciocchi. È assolutamente in linea con la personalità di Harry che, dopo vent’anni, uno degli aspetti che conserva di tutto ciò che è accaduto, è il senso di colpa. Per chi non è sopravvissuto, per chi è morto al suo posto, chi per salvarlo. Così come ho avvertito la naturalezza dei sentimenti di Albus, che si sente una delusione costante, vivendo all’ombra di suo padre, del suo nome. Ron è all’apparenza una sagoma, ma forte del valore di amore e amicizia. Draco è odioso, ma ama suo figlio. Ovvio che ne escono figure e non persone, ma non sono snaturati, sono diversi e cresciuti e teatrali più che romanzeschi.
Alcuni aspetti della trama sono stati considerati fuori luogo, ma ai miei occhi sono in linea con il resto: sono avventure, più leggere di quelle a cui siamo abituati, meno costruite, fini a sé stesse, ma piacevoli da leggere.
Come una fanfiction? In un certo senso sì, con la differenza che qui dietro c’è la mente di zia Jo, che viene fuori nonostante tutto, in alcune trovate geniali che mi hanno fatta sorridere nel riconoscerla.
harry-potter-and-the-cursed-child-parte-2-e1465551683374-850x491L’ho letto con piacere, senza aspettative. L’ho trovato creativo, mi sono goduta questo breve ritorno a casa e ho tirato un sospiro di sollievo dopo tutto il marcio che avevo letto. Ho l’impressione che si tenda a sacralizzare eccessivamente il mondo di Harry Potter: io ne sono assolutamente innamorata, non saprei neanche mettere nero su bianco tutto ciò che rappresenta per me. Ma davvero questo libro vi è sembrato un oltraggio così grave? Lo avete demonizzato.

Le mie uniche note di demerito sono per quella spinta tendenza a infiammare i desideri degli acquirenti, ma niente di così grave. E poi ovviamente il mio giudizio è condizionato dal non essere un’esperta di teatro, e dal preferire la lettura di romanzi.
Leggetelo, soprattutto se siete fan di Harry Potter: non so come riusciate a trattenervi! Non aspettatevi l’ottavo libro, avventuratevi in una storia originale, leggera, in cui sentirete il profumo di Hogwarts e rivedrete tutti per un po’. Sarà bello, ve lo assicuro. Ma non sarà mai la stessa cosa.

HARRY: La parte di me che era Voldemort è morta tanto tempo fa, ma liberarmi di lui fisicamente non bastava, dovevo farlo anche mentalmente. Ed è una cosa difficile da imparare per un uomo di quarant’anni.

Il mio voto:

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Gli autori:
J.K. Rowling: è l’autrice dei sette libri della saga di Harry Potter e dei tre libri della Biblioteca di Hogwarts originariamente pubblicati per beneficenza. Ha scritto anche Il seggio vacante, un romanzo per adulti, e la serie di gialli di Cormoran Strike sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith. J.K Rowling ha debutato nella sceneggiatura con il film Animali fantastici e dove trovarli, nei cinema a novembre 2016, di cui è una delle produttrici.
Jack Thorne: scrive per il teatro, il cinema, la televisione e la radio. Le sue opere teatrali includono, tra le altre, Hope e Let the Right One In. Per il cinema ha firmato le sceneggiature di War Book e The Scouting Book For Boys. Tra i suoi lavori per la televisione ricordiamo il film Don’t Take My Baby e la serie The Fades, tutti vincitori del premio BAFTA. Sta adattando la trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman per la BBC.
John Tiffany: è un regista teatrale pluripremiato e di grande successo sia nel West End che a Broadway. Ha diretto, tra gli altri, Once, Lo zoo di vetro, Machbeth, Let the Right One In. È stato Associate Director del National Theatre of Scotland dal 2005 al 2012 ed è attualmente Associate Director del Royal Court Theatre.

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4 pensieri su “Recensione:Harry Potter e la maledizione dell’erede di J.K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

    • Beh, io non faccio testo: come ho scritto lo avrei letto comunque! Però capisco…credo solo sia stato estremizzato, come se avesse distrutto il mondo di Harry Potter…l’opinione pubblica, che spesso fa spopolare libri estremamente mediocri, sa anche distruggere creazioni dignitose a volte…

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