Recensione: Ossa Cave di Michela Di Gregorio Zitella

Ossa cave, il libro di cui vi parlo oggi, mi è stato proposto da una scrittrice molto giovane, simpatica e, ora posso dire anche questo, bravissima, che vive molto vicino a me. Questa è la sua prima opera, ho provato a recensirla…
Intanto vi lascio i link per l’acquisto sui vari store online: IBS, Libreria Universitaria, Amazon.
Mentre questi sono i link sul web per conoscere meglio l’autrice e il libro e per restare sempre aggiornati:
Ossa Cave, pagina Facebook del libro,
Michela di Gregorio Zitella, profilo Facebook
Michela di Gregorio Zitella blog.
E anche una nota sulla bellissima copertina che è stata realizzata dall’artista Yoselin Giovani.

ossa-cave

 

  • Titolo: Ossa cave

  • Autore: Michela Di Gregorio Zitella

  • Casa Editrice: Punto e a Capo Lab
  • Data pubblicazione: Maggio 2016
  • Pagine: 88
  • Genere: Poesia, Racconti
  • Trama: Storie di amore incompiuto…questo è lo slogan che porta avanti tutto il concetto del libro: ogni poesia ed ogni racconto parlano di un amore difficile, che in qualche modo si è interrotto bruscamente. Alcune poesie sono dedicate ai temi che più mi interessano,come l’ omofobia,la violenza di genere e il razzismo.Altre si ispirano a storie di vita, dai miei viaggi verso Bologna e Venezia alla sicurezza che suscita in me il fascino naturalistico dell’Abruzzo e in modo particolare di Raiano, mio paese natale.”

Opinione personale:

tumblr_mb1kxj04kx1r39hw6o1_1280Ossa Cave non è solo una raccolta di poesie, ma di poesie ce ne sono molte. E per me che leggo principalmente romanzi non è facile recensirle. In realtà leggo esclusivamente romanzi, se si fa eccezione per le poesie lette (e amate) tra i banchi di scuola e un paio di raccolte mai recensite e lette per un’iniziativa sul web. Tutto qua. Mi sento anche fuori luogo a parlarne, fuori dalla mia zona conosciuta, ma ci provo ugualmente perché le emozioni sono emozioni e di quelle sono abituata a parlarne, o quantomeno a provarci.
Ossa Cave è una raccolta di emozioni, un album di sensazioni intense e davvero di tutti i tipi, che sono a volte singole parole, a volte intere poesie poesie, frasi, immagini evocate o scene descritte.
Io l’ho letteralmente vissuto come un percorso a tappe
, un viaggio in cui ho visto e sentito tante cose, troppe: c’erano momenti in cui sentivo di non aver colto abbastanza in profondità ciò che avevo letto, e così tornavo a soffermarmi su un dettaglio, una rima, una frase. Magari ad un certo punto un dettaglio in un testo me ne richiamava alla mente un altro letto una decina di pagine prima, e lo andavo a cercare, convinta di non avergli dato abbastanza attenzione. Magari ad un certo punto una parola mi faceva pensare alla copertina, e tornavo a guadarla col timore di non aver afferrato appieno. È difficile da descrivere, ma andava effettivamente più o meno così.

…o stelle che restano a guardare il mare,
incantate dalla luce buia che emana,
legata l’una all’altra da mari di parola non dette
e sensazioni,
lasciate a morire, per non cadere ancora.

Nel mio viaggio ho visto effettivamente posti, con testi che si spostavano tra grandi città e paesi che conosco, ne ho ascoltato i suoni, tra bande in festa, voci e pianti. Mi sono immedesimata in tante cose e scene diverse, giuro di averle respirate, sentite in un modo che può rispondere solo all’aggettivo poetico.
Tre cose credo di aver apprezzato di più in questi testi: l’abilità descrittiva dell’autrice, che non vuol dire quella di realizzare descrizioni vere e proprie, ma quella di tracciare paesaggi, immagini di ambienti attraverso l’accostamento di dettagli magari piccoli ma molto evocativi. Accanto alle parole c’è sempre la musica, usata in modo complementare al testo vero e proprio.
La capacità di saper fare im
tumblr_static_tumblr_static__640medesimare il lettore negli occhi di qualunque personaggio sottinteso, di qualunque io poetante o osservatore casuale che sia. Ci sono state storie che pensavo di aver già vissuto, storie che sembravano le mie, perché parlavano, ai miei occhi, di qualcosa che davvero fa perte della mia vita. Un po’ come quando ascolti una canzone e pensi che parli proprio di te. Altre poi lo sono diventate, storie mie.
E poi appunto le metafore evocative, che raccontano storie intere in due parole, ma che parole! Vorrei dirvene qualcuna, ma non renderei giustizia a tutto il contesto in cui le trovereste se leggeste il libro. Magari le citazioni che trovate in rosso possono darvi una piccola idea (quella delle stelle è meravigliosa).
Forse potrei fare un discorso a parte per i tre racconti brevi che si reinseriscono nel campo delle cose di cui parlo di solito. Però non voglio che li pensiate come un blocco a sé, indipendente e distante dalle poesie. Sono una tappa, forse più incisiva perché è quella finale, quella che quando chiudi il libro ti lascia il sapore sulla lin
gua. A me sono piaciuti, come tutto il resto, d’altronde. Hanno messo in piedi delle atmosfere grottesche, a volte ai limiti dell’assurdo e dell’incredibile, eppure che hanno il ruolo (almeno da quello che mi è parso) di mettere in luce debolezze e storture della mente e degli animi dei personaggi che le popolano. Credo che l’autrice abbia giocato molto sull’esasperazione delle emozioni umane, spesso di quelle negative, ed è per questa esagerazione che si genera una sorta di inquietudine: ma andando un po’ più a fondo si intravede la gelosia, la solitudine, il dolore dell’abbandono e la rabbia  del tradimento.

…nei miei occhi arieti
che sfondano porte,
che sfondano foglie,

di una bella lingua in fior.

A me questo libro è piaciuto da matti, perché mi sembrava sempre così chiaro e allo stesso tempo così carico di cose da cogliere che mi facevano scorrere le pagine a ritroso. Ero sicura che quella determinata poesia volesse raccontare quella determinata storia, eppure dietro c’era altro. Dietro a tanti dettagli c’erano altre storie. cat-flowers-kitty-pink-favim-com-923852Mi è piaciuto perché mi ha fatto provare tante sfumature di emozioni, sentimenti, paesaggi, senza sapere se fossero quelle giuste, se quelle che io mi dipingevo nella testa erano le stesse che l’autrice aveva cercato di ritrarre. Tante immagini ce le ho ancora stampate in testa, come se davvero avessi assistito ad una mostra, ma non voglio descrivervele, perché magari voi userete altri colori per ritrarle. Userete altre ali per sorvolarle e le guarderete in un modo che non sarà il mio, ma che comunque vi farà realizzare la potenza evocativa di ciò che vi troverete davanti. Già dal titolo e da quelle ossa cave che, come mi ha raccontato Michela,  permettono agli uccelli di volare.

Bologna. Se dovessi definirla con poche parole, direi certamente che è come un’amica quando ti abbraccia forte. Eppure nel momento del bisogno, ti abbandona. Un po’ come farebbero molte amiche false nelle situazioni difficili; un po’ come era successo a me con Jane. Molte cose di Bologna mi attiravano ad essa come una calamita: quel modo rilassato di camminare dei passanti, i colori sgargianti, come una cocorita che aspettava solo la stazione degli amori.

Il mio voto:

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L’autrice:
Michela Di Gregorio Zitella: nasce il 5 ottobre 1994 a Sulmona, in Abruzzo. Vive a Raiano (AQ) e si diploma al Liceo Linguistico G. Vico di Sulmona. Si interessa di arte e musica. La sua prima raccolta di poesie e racconti Ossa Cave è edita da Punto e a Capo Lab.

 

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