Recensione: La casa tra i salici di Katharina Hagena

Ringrazio la Garzanti e in special modo Martina per avermi dato la possibilità di leggere questo libro. Buona lettura a voi ❤

La casa tra i salici

  • Titolo: La casa tra i salici (Vom Schlafen und Verschwinden)

  • Autore: Katharina Hagena

  • Casa Editrice: Garzanti
  • Data pubblicazione: 10 Settembre 2012
  • Prima edizione italiana: 14 Aprile 2016
  • Pagine: 225
  • Genere: Narrativa straniera
  • Trama: La città è avvolta nel silenzio della notte. Ma Ellen non riesce a prendere sonno. Si domanda se quegli occhi che ha incrociato di sfuggita siano proprio di Andreas, il suo amico d’infanzia che non vede da anni. Tutto è partito da quell’attimo. Da allora è stato impossibile frenare il flusso dei ricordi che l’hanno riportata dove non avrebbe mai voluto: a Grund. Alla casa tra i salici sulla riva del fiume; al gracchiare lontano delle rane; al riflesso dorato dei campi di girasole. Lì dove Ellen è cresciuta ed è stata felice, si è innamorata, ma ha anche sofferto. Per sua madre che ogni giorno più distante da lei non poteva più rallegrarla con la magia dei suoi dolci; per la fine della sua amicizia con Andreas che all’improvviso, senza spiegazione, ha deciso di non parlare più con nessuno. Per l’abbandono di Lutz, il padre di sua figlia, che un giorno è andato via senza fare ritorno. Per Marthe che non è mai riuscita a esprimersi veramente, lasciando che fossero le pagine del suo diario a parlare per lei. Ma ora che le lancette corrono trascinate dall’insonnia, Ellen deve fare i conti con il suo passato. Deve cercare delle risposte ai troppi misteri che affollano la sua mente. Deve scoprire se era davvero Andreas l’uomo che ha incontrato. Se lui, che l’ha visto per l’ultima volta, sa cosa è successo a Lutz. Perché a volte ciò che chiamiamo vita in realtà è un sogno, e ciò che chiamiamo sogno è vita.

Opinione personale:

Woman-sleeping-in-bed.pngNon ricordo di preciso cosa ho pensato nel leggere la trama di questo libro, so solo che ha suscitato un piacevole interesse e la voglia di conoscere Ellen e la sua vita, che già mi appariva drammatica. Quando finalmente ho stretto tra le mani il libro, ci ho messo un po’ a prendere il ritmo. Per le prima pagine io ero affannata che correvo dietro alla storia, mentre le voci si sovrapponevano tra loro, così come i nomi e i luoghi e i livelli temporali. Quindi tornavo indietro, all’inizio, alla quarta di copertina. Un po’ di confusione, insomma. Poi finalmente i miei occhi si sono abituati alla luce particolari di Grund e tutto si è fatto più chiaro e semplice. 

Ma poco prima di risalire in superficie Orfeo si gira verso la moglie. Guardare indietro può avere conseguenza mortali, ma non si sa mai in anticipo per chi.

Ellen è una dottoressa del sonno, che ormai da tempo non dorme più. Nelle notti insonni la sua mente torna al passato, ripercorre le scelte e i rimpianti, le persone perse e le spiegazioni che ancora non ha. In una di queste notti, quando un fantasma del passato in particolare sembrerebbe esserle passato davanti, Ellen racconta a sé stessa una vita di amori mancati, tra le figure costanti di sua madre e di sua figlia, la prima ancora, dopo la sua morte, avvolta da un alone di imperscrutabile silenzio, la seconda, centro di un amore che non si esprime mai a parole, ma che è viscerale e grandioso.images (13)
Nella storia i personaggi non sono molti, ma riempiono comunque: vengono colti tutti in una prospettiva particolare, quella delle loro debolezze, delle loro stranezze, fattori che coincidono. Non direi che questo li rende tutti uguali, come spesso accade, ma fa in modo che essi sembrino filtrati tutti allo stesso modo. Tutti tranne Ellen che, narratrice in prima persona, è forse lei stessa il filtro.
Lo stile dell’autrice è leggero, evocativo, magnetico: riesce a mettere in scena tutto ciò che racconta, nella testa di chi legge, in un modo che lascia comunque molto spazio all’immaginazione. Procede per flash, avanti e indietro nel tempo. Un particolare ne avoca un altro molti anni addietro, un nome e subito scatta il ricordo. Ecco perché all’inizio mi sono trovata spaesata, in un incedere così leggero eppure scattante che sa destabilizzare. Poi c’è da sottolineare che la narrazione è, in un certo senso a due voci, quella di Ellen e quella di Marthe, autrice di un diario che affianca la narrazione principale e Katherina Hagena è capace di cambiare il suo tono, di scindere le due voci in un coro.

Ciò che sparisce chiede di essere cercato.

E poi la storia in sé: sì che ve l’ho già raccontata, ma non vi ho detto quello che penso. La tappa della confusione ve l’ho già spiegata. Poi c’è stato quel momento in cui leggendo mi sentivo da un lato cullata da una bella melodia, e dall’altro incuriosita. Troppo troppo incuriosita e con la voglia di scoprire cosa sarebbe accaduto. In parte la mia curiosità è stata saziata, ma in parte no. E nondownlojad è mai una bella cosa per un libro autoconclusivo. Lascia tante cose aperte, e ammetto che molti libri lo fanno, ma in questo contesto non va. Che senso ha guardarsi indietro e raccontare una serie di eventi che restano così? Non aggiungere un nuovo capitolo?
Quindi alla fine sono rimasta un po’ interdetta. Non è che nella storia non succeda niente, anzi. Ma tutto fa presupporre che succeda altro. Lo fa attendere. O almeno a me è andata così.
Per il resto sono contenta di aver scoperto un’autrice dalla penna originale e tradizionale allo stesso tempo, che sa stregare in un modo semplicemente bellissimo.

Per gli umani il canto è un tentativo di volare. Gli uccelli invece riescono a fare entrambe le cose, e contemporaneamente. Sì, credo che volino solo perché sanno cantare, quel suono li rende leggeri, veleggiano sulla propria corrente d’aria. Ogni uccello canta come vola e vola come canta. L’allodola svolazza con la voce e gorgheggia con le ali. Il volo dell’anatra è come la sua voce, potente e senza grazia. I rapaci gridano e scendono in picchiata, scendono in picchiata e gridano, e delle oche selvatiche non so distinguere il volo dal verso. 

Il mio voto:

cuoricino-piccolino (106x95)cuoricino-piccolino (106x95)cuoricino-piccolino (106x95)cuoricino-piccolino-106x95

L’autrice:
Katharina Hagena: nata nel 1967, ha insegnato letteratura inglese all’università di Amburgo, dove ora vive con la sua famiglia e fa la scrittrice freelance. È autrice del bestseller europeo Il sapore dei semi di mela, pubblicato in Italia da Garzanti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...