Recensione: Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij

Ho cercato di non dilungarmi troppo su questo libro, perché è breve di suo e non volevo rischiare di banalizzare una cosa che mi ha davvero davvero colpita. Buona lettura!

Le notti bianche

  • Titolo: Le notti bianche

  • Autore: Fëdor Dostoevskij

  • Casa Editrice: Newton Compton
  • Data pubblicazione: 1848
  • Prima edizione italiana: 1920
  • Pagine: 105
  • Genere: Romanzo breve
  • Trama: Protagonista è la figura del sognatore, nella cui esistenza, chiusa in un mondo di fantasticherie, irrompe per un breve attimo la giovane Nasten’ka.
    Simbolo del pulsare delle emozioni, Nasten’ka offrirà per la prima volta al sognatore scampoli di vita vera, finché una sua lettera, con l’annuncio delle proprie nozze, non lo “risveglierà” per riportarlo al suo destino di illusioni. Sullo sfondo di una Pietroburgo deserta e quasi magica, si inserisce l’intenso dialogo tra i due protagonisti, pure voci, la cui identità è l’oggetto stesso delle loro riflessioni e della loro autocoscienza.

Opinione personale:

tumblr_o1w3jq3Xe01qiedkjo1_1280Ho deciso di leggere questo libro dopo aver visto il monologo di Saviano ad Amici. Lo avevo già nella mia libreria, ma era tra quelli che “prima o poi li leggo”, ma il momento giusto non arrivava mai. Poi mi sono decisa perché, diciamocelo, Saviano ci sa fare, e quello che dice è vero, ed è bellissimo, e non avevo mai letto nulla di Dostoevskij. E qui vi lascio il link al video e al testo dell’intervento.

Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! Ed è forse poco seppur nell’intera vita di un uomo?

1368646504413989Il sognatore vive a San Pietroburgo. Sogna, non ha un nome, trascorre le sue notti insonni passeggiando. Ed è durante queste notti che la storia ha luogo, che come pagine di diario ne scandiscono lo scorrere. Ed è durante una di queste notti che conosce Nasten’ka, ragazza a cui apre il suo cuore, con cui si confida e della quale diventa il confidente. 
È un po’ difficile parlare della trama di queste notti bianche, è tanto difficile trovare delle parole delicate quanto esse stesse per recensirle senza renderle pesanti, senza banalizzarle. 
Con Nasten’ka anche il Sognatore acquista colori vivaci, vivi e esce da quel ruolo quasi di ombra, di sogno, appunto. E nel loro dialogare, si legge tutto il senso del libro, il riconoscersi in delle emozioni comuni, nell’arte del racconto e della metafora. Ma soprattutto è il Sognatore che incontra sé stesso attraverso Nasten’ka.
Crede di trovarsi davanti alla realizzazione dei suoi sogni, ma allo stesso tempo si convince di non crederlo davvero, e un attimo dopo non lo crede di più. Ma è ormai un Sognatore diverso.

Le sue pagine sono state in grado di farmi immedesimare moltissimo, per cogliere tutte le sfumature di ciò che leggevo e di ciò che accadeva. Di quel rapporto quasi surreale, per quanto  vivo e confuso insieme, che si andava delineando davanti ai miei occhi.

La solitudine e l’insolenza carezzano l’immaginazione.

art-black-end-white-boy-draw-Favim.com-2123401Io che cosa ci ho colto: provo a dirvelo, senza rovinare nulla, perché oltre ad analizzare quello che ho sentito io, non conosco un altro modo per recensirvi il libro.
Io ci ho visto la bellezza del sogno, e l’emozione di ritrovarlo vero nella vita reale, la sensazione di fortuna, di meraviglia che dovremmo concederci più spesso. Poi ho provato la forza di andare avanti che seppur difficile da trovare in mezzo alla tempesta, si trova dentro di noi, tra presente e passato, ma mai nel rimpianto. Ho capito l’amore vero, almeno per la lunghezza di qualche decina di pagine, quello innocente che vuole solo il meglio, che sa farsi male, pur di proteggere l’oggetto del suo amore. Ho sentito l’attesa che logora il cuore, ma alimenta l’anima e la delusione che sa cullarsi nell’illusione.
Ci ho trovato tutto questo qui dentro, in uno stile semplice e evocativo all’inverosimile, e la cosa strana è che non riesco a spiegarvi come l’ho trovato.
Posso solo dirvi di leggerlo, perché è breve e intenso intenso intenso. E poi vorreste che durasse di più. È dolce e amaro. E fa sognare.

Io non posso non venire qui domani. Sono un sognatore; ho una vita reale talmente limitata che mi capitano momenti come questo, come adesso, tanto di rado che non posso non ripercorrere questi momenti nei miei sogni. Sognerò di voi l’intera notte, l’intera settimana, tutto l’anno. Verrò immancabilmente qui domani, proprio qui, in questo stesso punto, proprio a quest’ora, e sarò felice ricordando il giorno passato.

Il mio voto:

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L’autore:
Fëdor Dostoevskij: è stato uno scrittore e filosofo russo. È considerato, insieme a Tolstoj, uno dei più grandi romanzieri e pensatori russi di tutti i tempi. 

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