Recensione: Deathdate di Lance Rubin

Ho ricevuto questo libro dalla DeAgostini che ringrazio di cuore, e finalmente ve lo recensisco! 
Oltre alla recensione, però vorrei presentarvi anche quest’iniziativa, Lorenzo Fragola per il libro Young Adult Deathdate, specificando anche che ho un piccolo debole per Lorenzo Fragola. Fino al 27 Settembre (quindi avete solo due giorni), pubblicando un vostro selfie con la copia del libro e l’ashtag #controiltempo, avete la possibilità di vincere uno dei cinquanta biglietti in palio per un concerto del tour di Lorenzo Fragola! Fatemi sapere se parteciperete ❤

Deathdate

  • Titolo: Deathdate (Denton Little’s Deathdate)

  • Autore: Lance Rubin

  • Casa Editrice: DeAgostini
  • Data pubblicazione: 26 Marzo 2015
  • Prima edizione italiana: 22 Settembre 2015
  • Pagine: 331
  • Genere: Young Adult, Distopico, Commedia
  • Trama: Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo in cui tutti conoscono la data precisa della propria morte? Un mondo in cui nessuno ha più niente da vincere o da perdere? Questo è il mondo di Denton Little, diciassette anni e un’unica certezza. Morirà la notte del ballo scolastico. La sua vita è sempre stata piuttosto normale, ma – ora che mancano solo due giorni alla fine – Denton sente di non avere più tempo da sprecare. In meno di quarantotto ore vuole collezionare più esperienze possibili, come la prima sbronza o la prima volta. Ma le cose si complicano quando Denton incontra uno strano tizio che dice di avere un messaggio da parte della madre, morta ormai da molti anni. All’improvviso le ultime ore di Denton si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità, e forse di una via di uscita.

Opinione personale:

clockOkay, ammetto che le mie aspettative in merito a questo libro erano molto alte. In primis perché si prospettava come una storia basata su un’idea geniale, quella di conoscere il proprio giorno di morte, sin dalla nascita. In secondo luogo perché ne ho sentito, o meglio letto, parlare molto bene.
Mi aspettavo una storia di vita intensa, forse, perché conoscere il proprio giorno di morte nella mia mente si era tratteggiato come potersi programmare una vita intera; mi aspettavo un ritmo incalzante, perché diciamocelo, avere solo ventiquattro ore e la possibilità di sapere tutto di tua madre che non hai mai conosciuto, è abbastanza per far smuovere la storia. No, in realtà in questo caso no.

Denton non ha bisogno di molte parole per essere descritto: è un ragazzo tranquillo con una vita tranquilla, destinato a morire prima del diploma, questa è la sua nota più caratterizzante, sbagliatissimo, a mio avviso. Vive con suo padre e la sua matrigna, ha un fratello che non lo ha mai calcolato, una ragazza per la quale nutre dei tiepidi sentimenti, così come tiepida è tutta la sua vita. Unico sprazzo di sentimento è l’amicizia con Pow, Paolo, il suo migliore amico, destinato a morire ventisei giorni dopo. 

Avete presente quella sensazione di quando vi è appena scivolato il bicchiere di mano, lo guardate cadare quasi al rallentatore, e intanto vi date dell’idiota e aspettate di vedere se si rompe o no?

La narrazione si apre sul giorno del suo funerale, nonché il precedente alla sua morte, e dovrebbe essere incentrata sulla ricerca di saperne di più su sua madre, attraverso un suo amico che lo è venuto a cercare. Ma in realtà questa storia è quasi marginale, almeno fino ai tre quarti abbondanti del romanzo. Denton Little deathdate
Non è così male come ve l’ho prospettata finora. È un libro abbastanza piatto, ecco: i personaggi non sono ben caratterizzati, i sentimenti neanche a parlarne, ci sono pecche nella trama, ma solo per il fatto che le vicende hanno credibilità zero se rapportate a ciò che quel personaggio dovrebbe fare secondo le sue emozioni. Non ce ne sono. E la morte non è proprio il tema che consente di dare spazio solo all’avventura e non ad un minimo di sentimento. Ma poi: io Denton mica lo conosco. Ho solo capito che tutti gli vogliono bene, e lui vuole far star bene gli altri (ma poi tratta male la sua ragazza senza rimpianti, e non aggiungo altro). Per uno young adult non ci siamo proprio.
D’altra parte l’ironia è fantastica e fa sorridere continuamente il lettore: ci sono scene di vita quotidiana raccontate così bene che sono uno spasso da leggere: come la mamma che scrive messaggi da analfabeta in cui ricorda al figlio di mettere l’antizanzare. Semplici ma estremamente carini. È scritto bene, su questo non ci sono dubbi: scambi di battute continui e pungenti, descrizioni ben fatte, così come i riferimenti al passato.
Avete presente quei film americani sulla High school, quelli con la cattiva, la buona, lo sfigato e la mamma? Trama già sentita, con sprazzi di originalità, piattezza nei personaggi ma comunque divertente e di grande intrattenimento…ecco è questo il riassunto della mia recensione.
Una lettura leggera, da cui non aspettarsi molto, ma ottima per assistere a delle belle avventure, vicende incalzanti e farsi tante belle risate.

Morirò nei prossimi cento minuti. Non voglio morire. Voglio altro tempo per ridere con Paolo nel bosco. Per baciare Veronica, e sapere che lo vuole quanto me. Per stare seduto in camera mia a non fare niente. Per farmi innervosire da mio padre e dalla sua tenera incapacità di esprimersi. Per sentirmi soffocato dalla mia matrigna. Per chiarirmi meglio con Taryn. Per capire cosa pensa davvero Felix di me. Tutti gli altri hanno tanto tempo a disposizione. Non voglio più restare al ballo. Devo trovare i miei genitori e andarmene da qui, e godermi in pace la mia Morte Rossa.

Il mio voto:

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L’autore:
Lance Rubin: si è laureato alla Brown University e ha lavorato come attore e sceneggiatore di molti spettacoli di successo. Ora si dedica alla scrittura a tempo pieno. Deathdate è il suo romanzo d’esordio, primo titolo di una serie distopica.

 

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