Recensione: La gemella silenziosa di S.K. Tremayne

La scuola è ricominciata ormai da una settimana, e purtroppo si sente! Non avrò più il ritmo di lettura che avevo acquistato quest’estate, ma ci provo a stare al passo! La gemella silenziosa è il thriller uscito il 10 Settembre per Garzanti: anche questo l’ho potuto leggere grazie alla copi che mi è stata mandata in anteprima, nonostante ormai siano passati 10 giorni dalla pubblicazione. Ringrazio comunque la Garzanti e vi lascio la mia recensione! E vi invito anche  anotare le copertine, che sono entrambe stupende, ma non so decidere su quale mi piaccia di più!
P.S. Vorrei ricordavi il Giveaway in corso su questo blog, con l’intervista, grazie al quale avete la possibilità di vincere una copia del romanzo di Thomas Melis, A un passo dalla vita 🙂

La gemella silenziosa

  • Titolo: La gemella silenziosa (The Ice Tweens)

  • Autore: S.K. Tremayne

  • Casa Editrice: Garzanti
  • Data pubblicazione: 29 Gennaio 2015
  • Prima edizione italiana: 10 Settembre 2015
  • Pagine: 306
  • Genere: Thriller
  • Trama: Nel silenzio della sera sull’isola di Skye, Sarah accarezza i biondi capelli della sua bimba di sette anni, Kirstie, appena addormentata. Capelli identici, come ogni altra cosa, a quelli della sorellina gemella Lydia. Ma un anno prima Lydia è morta improvvisamente, lasciando un vuoto così grande da costringere Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti. Lì in Scozia, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah spera di ritrovare la serenità. Ma, quando una violenta tempesta sferza l’isola, Sarah e Kirstie rimangono isolate. nel buio, la bambina sussurra: “Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? io sono Lydia. Kirstie è morta, non io”. Sarah è devastata e il tarlo del dubbio comincia a torturarla. Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

Opinione personale:

La gemella silenziosa in realtà ne sono due (lasciate perdere la correttezza grammaticale di questa affermazione), perché ovviamente una gemella non può esistere da sé, non sarebbe più tele. Non può esistere Kirstie la gemella, ma Kirstie la gemella di Lydia. O forse è il contrario? 
Lydia è morta, lThe ice twinsasciando dietro di sé una famiglia a pezzi, a partire da Kirstie. Tutto è in un equilibrio precario, che cerca ancora di trovare una stabilità, magari trasferendo la famiglia nell’isola di Torran. Kirstie è strana, silenziosa, riflessiva, ama leggere, si sta cioè lentamente trasformando in sua sorella. Finché una sera dice di esserlo, di essere proprio lei, Lydia. Comincia così un periodo di angoscia, di strani eventi, di solitudini e di segreti.
Sarah, la mamma, è la narratrice di quasi tutta la vicenda, fatta eccezione per i pochi capitoli in cui è Angus a parlare, suo marito: sembra che viaggino in binari paralleli, anche in queste piccole cose, due universi distinti in cui pur essendo marito e moglie sono soli, soli tra loro. L’angoscia è una costante, che fa la sua apparizione sin dalla prima pagina in quello studio di un avvocato londinese, per non dissolversi più. 

Non è tanto la mia morte ad essere intollerabile, quanto la morte di quelli che mi circondano. Perché io li amo e una parte di me muore con loro. Perciò ogni tipo di amore, se volete, è una forma di suicidio.

C’è tanta angoscia quanta solitudine: l’ho sentita, quella di Sarah che vede suo marito da lontano, sempre arrabbiato, innervosito e non ne capisce il perché; quella di Angus, che odia sua moglie, e diciamocelo, si fa odiare come personaggio e non poco, fino alle ultime pagine, quando quasi tutto va al posto giusto; la solitudine di Kirstie o di Lydia, mutilate di un pezzo di sé stesse, un pezzo che vedono in ogni superficie capace di riflettere. Il loro personaggio rimane criptico anche dopo la fine del libro: non le si conosce mai veramente, vengono colte solo nelle loro emozioni negative, espresse dalle stranezze. Ecco perché la loro sofferenza è ancora più evidente; ecco perché mi si stringeva il cuore quando nessuno voleva giocare con Lydia mentre lei proponeva cose normali, da bambina normale. Ma è più per la difficoltà di immedesimarsi nella perdita di una sorella gemella, una con la quale condividi di tutto, con la quale condividi il tuo stesso corpo. E poi pensare alla stranezza di ritrovarsi ad essere sola, e non capire come fare per vivere per conto di entrambe, non seacapire chi delle due tu sia, perché in fondo hai solo sette anni, e tua sorella ti manca da morire, da morire davvero. C’è anche odio, o più che altro rancore, tutti contro tutti.
(Non fate caso a come uso a sproposito i due nomi, avrete capito che c’è un mistero da risolvere, sulle identità, ma non sto cercando di confondervi, giuro)
Non so qual è il termine giusto per definire la lettura, non è spiacevole, è piuttosto come le montagne russe che sono terribili ma belle allo stesso tempo, una nota musicale troppo alta, troppo acuta, ma comunque bella, armoniosa.
Mi ha fatto soffrire, ma con una trama meravigliosa; e mi ha fatto innervosire, ma con un bel mistero. Pensavo di non avere una tale pazienza, ma questo libro la fa spuntare anche ai più impazienti. Credo che sia un bel thriller, perché me ne ha dato tutte le sensazioni, e anche psicologicamente difficile da capire.
Ve lo consiglio se siete appassionati del genere, perché è carico di mistero, fiato sospeso e se non lo siete, perché è una bella avventura, tra i panorami di una Scozia che mi sembrerà di avere davanti agli occhi, con il profumo di mare e di pioggia. L’ombra di fantasmi, qualche capello tra le dita. Ardua, ma bella.

Emily strilla  apiù non posso, corre fuori dalla stanza passandomi accanto. Io cerco di afferrarla, ma è troppo veloce. Cose deva fare adesso? Non posso lasciare che corra in spiaggia, sugli scogli, in quello stato isterico. Potrebbe cadere, potrebbe succedere qualsiasi cosa. Perciò la inseguo e in cucina la stringo in un angolo, accanto al frigorifero, mentre lei continua a tremare, ansimare, singhiozzare e gridare.
“Lei! È stata lei! Si è messa a parlare! Lei! Allo specchio! Allo specchio!”

Il mio voto:

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L’autore:
S.K. Tremayne: è nato nel Devon, vive a Londra con le sue due figlie e scrive regolarmente su giornali e riviste internazionali. La gemella silenziosa è il suo romanzo d’esordio, con cui ha riscosso grande successo di critica e pubblico in tutto il mondo.

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7 pensieri su “Recensione: La gemella silenziosa di S.K. Tremayne

  1. Ciao! Io l’ho appena finito di leggere e mi rimane un dubbio: siamo sicuri che alla fine sia Kirstie quella rimasta? Perché il padre dice che quel giorno di sei mesi dopo vestiva i leggins gialli…( il colore di Lydia!). Comunque si, molto bello e coinvolgente oltre che inquietante!

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