Recensione: Il fioraio di Monteriggioni di Cristina Katia Panepinto

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  • Titolo: Il fioraio di Monteriggioni

  • Autore: Cristina Katia Panepinto

  • Casa Editrice: Lettere Animate
  • Data pubblicazione: 3 Giugno 2015
  • Pagine: 180
  • Genere: Giallo
  • Trama: Quando il PM Amedeo Cantini viene condotto davanti al cadavere di una giovane modella assassinata, capisce subito che quello sarà il caso più difficile della sua vita. Abbandonata dentro un cassonetto nei pressi del Parco delle Cascine di Firenze c’è infatti la figlia di Emma Aldori, suo grande e sofferto amore di gioventù, morta suicida vent’anni prima. Travolto dai fantasmi del passato, il magistrato chiede all’ex-moglie, la terapeuta Violetta Salmoiraghi, di affiancarlo nelle indagini. Seguendo le tracce di un misterioso ritratto, cominceranno a investigare sugli ultimi mesi di vita della ragazza e si addentreranno in un gioco di specchi fatto di tradimenti, intrighi e bugie, fino alla scoperta di un raccapricciante segreto, dietro cui si nasconde l’ombra omicida del Fioraio di Monteriggioni. La soluzione del romanzo racconta un tema difficile, in cui la componente emotiva dei protagonisti gioca un ruolo importante. È difatti l’amore, o quello che a volte si reputa tale, a trascinarli nel baratro, ma è sempre questo sentimento ad offrire, alla fine, l’unica via di riscatto.

Opinione personale:

woodsHo finito di leggere questo libro da qualche giorno, ma sono ancora sorpresa dalla trama eccezionale che l’autrice ha saputo creare! Sensazionale!
La protagonista è Violetta, che si trova coinvolta come consulente da suo marito Amedeo (anche se sono separati da qualche mese) in un caso di omicidio la cui vittima è Fiona Aldori, figlia di Emma, fantasma del passato di Amedeo e ombra che ha sempre aleggiato sulla loro storia. Ben presto l’indagine diventerà per Violetta l’occasione per comprendere suo marito e il suo passato, mentre per Amedeo sarà il modo migliore per riappacificarvisi. Quello che emergerà sarà un quadro sconvolgente di vite insoddisfatte o rovinate per sempre, una realtà addirittura immorale, a cui sia Violetta che Amedeo giungeranno, anche se per strade diverse: si muoveranno tra persone conosciute, eppure non abbastanza, tra vite di segreti, di vizi, di vigliaccheria e di misteri irrisolti. Saranno fondamentali i due quadri, quelli delle due donne con i fiori in bocca, madre e figlia; sarà fondamentale quel caso dei tardi anni settanta, quello del Fioraio di Monteriggioni. 

Fioraio, ecco come lo hanno chiamato i giornali. Che nome assurdamente decoroso, per un uomo tanto deplorevole.

Bene, sto scoprendo che è molto difficile spiegare la trama di un romanzo giallo, perché per me la rivelazione di ogni singolo dettaglio è stata emozionaskeletal_flowers_by_sandracaskey-d8lqpwknte e allo stesso tempo sconvolgente e inaspettata, quindi non so fino a che punto posso spingermi. Posso dirvi che la trama che vi avevo presentato io stessa non era bastata a farmi capire la bellezza della trama reale, e posso dirvi di aspettarvi molto di più. 
I personaggi sono tanti, come ogni giallo che si rispetti, sono misteriosi, hanno una propria storia e un proprio carattere. Sono tra loro collegati in modi impensabili e mossi da interessi inimmaginabili. Avevo già pensato a Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith e un po’ me l’ha ricordato anche la lettura, ma solo per la maestria di intreccio nei collegamenti e negli eventi e per l’immersione in un mondo strano, ambiente ideale per intrighi del genere, in una Firenze che è parte integrante della storia.
Un’unica pecca è il piano emozionale che è un po’ carente: voglio dire, gli eventi toccano tutti i personaggi in modo pesante e le ripercussioni, sì, si vedono nei fatti, ma non sono così ben raccontate, Tant’è che Amedeo e Violetta, che non prendono parte direttamente alle vicende relative l’omicidio, restano quasi due ombre, solo gli investigatori, quando invece in questo caso sotumblr_lkkiwcup5j1qb2egoo1_500no molto coinvolti. Ma sì, lo so  che i romanzi gialli sono così. Eppure, in questo caso, d’altra parte, non posso dire di non aver provato emozioni io come lettrice: oltre all’interesse, alla voglia di sapere, tipica del genere, gli eventi stessi riescono ad emozionare al posto dei personaggi, dove non arrivano gli uni, ci sono gli altri.
Ho provato a leggerlo in modo diverso, questo libro (diverso per me), a fermare ogni tanto la lettura e cercare il colpevole, mettere insieme gli indizi o solo le intuizioni, ma davvero, niente da fare. Del tutto imprevedibile fino alla fine. Ognuno potrebbe essere, e ognuno è impossibile che sia, è così che ho letto tutto il libro, in un solo giorno.
Ve lo consiglio, anzi fosse per me lo imporrei, perché dovrebbero conoscerlo più persone, leggerlo, amarlo. Vi catturerà e vi stupirà, di questo ne sono certa, pur avendo letto pochi gialli: non è possibile annoiarsi o prevedere qualcosa. Sono felicissima di averlo letto, di essermi lasciata sconvolgere da questa storia, letteralmente spalancando gli occhi davanti alla soluzione completa, al quadro ricomposto, in ogni dettaglio, anche in ogni petalo, se volete…

Amedeo morse con disappunto la sua brioche, facendone sbuffar fuori un morbido rivolo di crema. Alzò d’istinto la mano per pulirsi e sfiorò le dita di Violetta, che si era affrettata a tamponargli il mento con un tovagliolino. Era il loro primo contatto dopo mesi e profumava di buono.

Il mio voto:

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L’autrice:
Cristina Katia Panepinto: nata a Milano, si è laureata in Lettere Moderne con tesi in Storia del Teatro. A 24 anni si è trasferita a Berlino, dove ha insegnato italiano per stranieri. Ha poi continuato l’esperienza dell’insegnamento a Firenze e attualmente vive a Lecce. Qui ha cominciato a dedicarsi alla scrittura e il suo primo romanzo Il Fioraio di Monteriggioni è nato un po’ per gioco, forse dettato dal desiderio di far rivivere sulla carta la suggestiva atmosfera fiorentina.

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