Recensione: Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven

Vorrei introdurre un attimo questa recensione, che è tanto lunga, ma mi sembra comunque che non dica abbastanza. Mi vengono in mente tante immagini, emozioni che non riesco a trasmettervi.
Da questo libro ne sarà tratto un film di cui per ora si sa solo l’attrice protagonista: Elle Fanning.
Poi volevo consigliarvi di visitare il sito dell’autrice che è molto carino:  http://www.jenniferniven.com/. E dal quale ho scoperto che due siti i cui si parla nel libro, siti creati dalla protagonista, esistono davvero! E stavo per piangere. Se avete letto il libro visitateli, troverete delle cose allucinanti e bellissime: http://www.germmagazine.com/ e con mia grande meraviglia, anche http://www.eleanorandviolet.com/. 
Buona lettura ❤

Raccontami di un giorno perfetto

  • Titolo: Raccontami di un giorno perfetto (All the bright places)

  • Autore: Jennifer Niven

  • Casa Editrice: DeAgostini 
  • Data pubblicazione: 6 Gennaio 2015
  • Prima edizione italiana: 31 Marzo 2015
  • Pagine: 400
  • Genere: Young Adult
  • Trama: È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d’altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d’incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

Opinione personale:

Ho letto tanto su questo libro, prall the bright placesima di leggerlo effettivamente, quindi perdonatemi se farò molti riferimenti a quello che gli altri hanno detto. In realtà nel momento esatto in cui ho cominciato il libro, nella mia mente erano rimasti solo dei ricordi di pareri positivi e negativi. Non mi ricordo cosa avessero detto precisamente. Man mano che procedevo con la lettura, man mano che questo piccolo gioiello cominciava a piacermi, ho avvertito la tentazione di andare a rileggere quelle recensioni, capire cosa ci fosse che non andava. Qualcosa che sicuramente non riuscivo a vedere.

Etichette come bipolare significano: questo è il motivo per cui sei come sei. Tu sei questo. Riducono le persone a una malattia.

Non l’ho fatto. Ho prima finito il libro, attraversato tute le fasi più belle di una lettura, quelle che la rendono una lettura perfetta. Ho conosciuto Violet e Finch e ho subito ipotizzato la classica storia dello sfigato che in qualche improbabile modo finisce con la cheerleader. Ma Violet non era più una cheerleader, non era più niente da circa un anno. Da quando aveva perso sua sorella Eleanor. E così si incontrano sul tetto della scuola, in un momento di ricerca di vita, di morte, di solitudine. Svolgeranno un progetto insieme, in giro per l’Indiana, come due sconosciuti. All’inizio.violet
Finch è semplicemente Finch, è un Michael Holden (sì, Senza Nuvole), ancora più sopra le righe, in continuo contrasto con sé stesso e con gli altri; non amato, non voluto, non capito. Frequenta uno psicologo, si sente attore nella propria vita; cambia versione di sé ogni settimana… potrei continuare con tutte le cose che lo rendono così complesso da concepire, e così bene tratteggiato, ma poi vi rovinerei tutto. Beh, si incontreranno, Finch si innamorerà, sin dall’inizio: ma non in un modo forzato o eccessivamente profondo, fino a sembrare banale. Si innamorerà come ogni normale adolescente. Anche se poi ha il vantaggio/svantaggio dell’eccentricità. È totalmente sbagliato, ma perfetto per Violet in quel momento, ha tutta la vita che a lei manca, e anche di più. Gliela dona.
Sono rimasta intrappolata tra queste pagine, con quella voglia di continuare a leggere, di farmi trasportare dal conto dei giorni, che Finch fa dal risveglio in poi, e Violet conta alla rovescia fino ad arrivare al diploma. Si trascina. Sono rimasta in bilico tra le loro vite così fragili, ho sperato con tutta me stessa che non accadesse nulla. Ho pensato che fosse tutto finito, e poi mi sono rimessa in gioco insieme a loro. Coinvolgente fino al punto di farti piangere a lacrimoni. (Non che non abbia anche riso e sorriso davanti ai loro gesti, e sognato del loro rapporto imperfettamente perfetto)

All’improvviso non ho più voglia di sentire Charlie o Brenda parlare di Violet, voglio tenermela tutta per me, come il Natale di quando avevo otto anni – all’epoca in cui il Natale era ancora una bella cosa – quando ricevetti in regalo la mia prima chitarra, che battezzai Proprietà privata perché fosse chiaro che nessuno poteva toccarla tranne me.

E poi il libro è finito, io ho deciso che è stato uno dei più belli e più stancanti per il mio cuore. E poi sono andata a leggere qua e là, cercando di capire. Hanno detto che Violet rovina il libro, che è vuota e piatta: ma è proprio questo il senso del suo personaggio, essere ridotta ad un’ombra prima di lui, ed essere un uragano con lui. Perché lo diventa e leggendo si ha questa percezione di un cambiamento non forzato, ma inevitabile. Perché Finch è Finch. Hanno detto che c’è troppa tragedia, troppa drammaticità, mai un barlume di luce: ma come? Certo, c’è molta tristimages (3)ezza, molta sofferenza: io stessa ho pensato che sarei crollata, a soffrire come Violet. Ma fa parte del messaggio dell’autrice: la morte, e i sopravvissuti alla morte. Credo che sia così difficile parlarne in un romanzo, eppure lei ci è riuscita. E poi c’è anche questa contrapposizione tra malattie della mente e malattie del corpo. Perché chi si suicida, nella concezione comune, getta l’opportunità della vita, che chi muore di cancro non ha. Ma essere depressi, bipolari è una malattia. Così come il cancro… Sì, c’è tanto buio, si parla di suicidio, perché Finch ha un po’ questa fissazione (si incontrano su un tetto, ricordate?), si parla di problemi di scuola superiore.
Ma c’è tanta luce. Ci sono giorni perfetti, esistono. Ci sono abbracci dentro gli armadi della follia, perché l’amore può questo e altro. 
Ho letto un’altra cosa. Ho letto che questa è la storia di una ragazza che impara a vivere, da un ragazzo che vuole morire. È esattamente questo, il potere dell’amore.

…Era la mia migliore amica.”
Non è ho mai avuto uno. Com’è averne?”
“Non lo so. È come poter essere sempre sé stessi, qualsiasi cosa voglia dire. Il meglio e il peggio di te. E sentirsi comunque amati. Puoi anche litigare furiosamente, ma anche quando sei arrabbiata con loro, sai che non smetteranno mai di essere tuoi amici.”

Il mio voto:

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L’autrice:
Jennifer Niven: vive a Los Angeles. Per anni ha tenuto seminari sulla scrittura con sua madre, la scrittrice Penelope Niven. Ha pubblicato il suo primo libro nel 2000 e da allora non ha più smesso. Raccontami di un giorno perfetto (2015), il suo ultimo lavoro, ma primo del genere young adult, è stato tradotto in circa quaranta paesi ed è diventato un New York Time bestseller,

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8 pensieri su “Recensione: Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven

  1. Anche io ho letto e sentito opinioni molto contrastanti riguardo questo libro. Lo prenderò in biblioteca, e poi deciderò se comprarlo in base a quanto mi coinvolgerà, ma la tua ottima recensione, quasi ‘apologia’ della storia e dei personaggi, mi ha portato di certo a dargli una possibilità. Purtroppo la maggior parte delle persone giudica le vite degli altri in base alle proprie esperienze e vicissitudini, tanto da giudicare aspramente chi soffre, pensando che le cause di questa sofferenza siano effimere, talvolta addirittura irreali. Vedono piattezza, laddove c’è il vuoto cratere lasciato da una bomba di disperazione, vedono inconsistenza ed eccessiva fragilità nella tragedia, e non capiscono che c’è altro.

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    • Era esattamente ciò che volevo dire! Forse a molti è sembrato pesante, piatto, ma a me è sembrato perfetto per il messaggio che portava. Quindi ho cercato di basare la mia recensione sulle cose che avevo letto (non lo faccio quasi mai, di solito non leggo altre recensioni prima di scrivere la mia, sennò finisco per rifletterci troppo e farmi influenzare). Forse hai espresso meglio tu il concetto di me 😀
      Ma almeno sono felice di avertelo fatto rivalutare!

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  2. Non ho ancora letto questo libro ma mi hai fatto venire voglia di farlo!
    Sembra davvero molto bello e complimenti per la tua recensione è davvero ben fatta!
    Sai una cosa? Scrivere è una cosa bellissima ma mi sta rubando un sacco di tempo per la lettura. Mi rendo conto che, a causa del fatto che lavoro tutto il giorno, passo quasi tutto il tempo libero a scrivere e poi per leggere me ne resta pochissimo! Uff VORREI giornate di 48 ore e il tempo per leggere tutti i libri del mondo!

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  3. Ciao a tutti, volevo informarvi che Jennifer Niven sarà presente a Mare di Libri a Rimini sabato 18 per l’Evento n. 22 – ore 18.00, Teatro Galli proprio con questo libro e i suoi lettori potranno incontrarla, farle domande e conoscerla. Per maggiori informazioni potete visitare il sito http://www.maredilibri.it

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