Teaser Tuesdays #25

Nuova settimana, nuovo libro. In questo caso parliamo de La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega 2008, tradotto praticamente ovunque. Ha raccolto tanta approvazione, quanta disapprovazione, e la mia curiosità non poteva più essere tenuta a freno. Ci stavo andando un po’ con i piedi di piombo, per tutte le critiche, ma se devo essere sincera, ormai mi sono rilassata, merito del modo di scrivere dell’autore, e mi sto godendo la lettura, con note positive e negative, vedremo…

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•Prendi il libro che stai leggendo
•Aprilo in una pagina a caso
•Condividi un breve spezzone di quella pagina (“Teaser”)
•Attento a non fare spoiler!
•Riporta anche il titolo e l’autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall’estratto

Di nuovo, sto leggendo La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano:

La solitudine dei numeri primi

Per la prima volta Mattia si vergognò di avere ventidue anni ed essere ancora senza patente. Era un’altra delle cose che si era lasciato indietro, un altro passo ovvio nella vita di un ragazzo che lui aveva scelto di non compiere, per tenersi il più possibile al di fuori dell’ingranaggio della vita. Come mangiare i popcorn al cinema, come sedersi sullo schienale di una panchina, come non rispettare il coprifuoco dei genitori, come giocare a calcio con una pallina di stagnola arrotolata o stare in piedi, nudo, di fronte a una ragazza. Pensò che da quel preciso istante sarebbe stato diverso. Decise che avrebbe preso la patente al più presto. L’avrebbe fatto per lei, per portarla in giro. Perché aveva paura ad ammetterlo, ma quando era con lei sembrava che valesse la pena di fare tutte le cose normali che le persone normali fanno.

Dal momento che si tratta di un bestseller, sono sicura che molti di voi lo avranno letto. Cosa ne pensate? Vi è piaciuto?

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6 pensieri su “Teaser Tuesdays #25

  1. A me sì, è piaciuto. L’ho letto anni fa e ancora ricordo la piccola Alice (si chiamava così vero?) con i pantaloni bagnati sulla pista da sci. C’è però da dire una cosa: secondo me alcuni autori toccano il top con il libro d’esordio. Non so perchè ma a volte, pur arrivando soddisfatta a fine lettura, già so che di quell’autore, non leggerò più niente. Come se avesse già dato tutto quello che poteva offrire e quindi non mi interessi andare oltre. Con questo libro è così: una buona prova di Giordano, ma anche l’ultima, per me.

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  2. Non lo so, a me sembrato uno di quei libri in cui si vuol trasmettere un grande messaggio a tutti i costi e che poi risulta solo “pesante”, passami il termine. Per come la vedo io me non si scrive per lanciare un messaggio, ma semplicemente si scrive. Poi ognuno ci vede quel che vuole. Ecco, non so, mi è parso tutto forzato.
    Non so se rendo l’idea di quello che voglio dire, ma non so come spiegarlo diversamente.

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    • Sì, ti ho capita bene, perché ho finito anche io di leggere. Mi aspettavo altro, dati i commenti o molto positivi o molto negativi. Invece ho letto qualcosa di molto ben scritto, ma in fondo vuoto, perché non succede molto e perché come hai detto tu, si è portati ad afferrare solo quel messaggio. Comunque credo di doverci riflettere meglio!

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