Recensione: La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno

Se non avete letto questo libro, fate attenzione ai commenti: contengono molti spoiler, vi consiglio di non leggerli!!

Per chi invece è incerca del finale, lo trovate a questo link: https://conilibriinparadiso.wordpress.com/2016/10/31/bookchiacchierando-il-finale-de-la-vita-sessuale-dei-nostri-antenati/

La vita sessuale dei nostri antenati

  • Titolo: La vita sessuale dei nostri antenati

  • Autore: Bianca Pitzorno

  • Casa Editrice: Mondadori
  • Data pubblicazione: 1 Giugno 2015
  • Pagine: 458
  • Genere: Narrativa italiana
  • Trama: “Cara Lauretta, cara cugina come me orfana e come me allevata dalla inflessibile nonna nel culto della nostra nobilissima stirpe, perdonerai mai all’autrice di avere scritto questo libro sui nostri antenati? Di averne rivelato i segreti e i peccati più insospettabili a partire dal lontano Cinquecento, quando una firma del Viceré su una pergamena rese blu il nostro sangue che prima era rosso come quello di tutti gli altri abitanti di Ordalè e di Donora? Adesso che abbiamo quasi quarant’anni, che abbiamo vissuto la liberazione sessuale e le sfrenatezze del Sessantotto, che abbiamo messo la testa a partito, non ci dovrebbe risultare così difficile accettare che anche i nostri antenati, e specie le antenate, abbiano avuto le loro storie di letto, e non sempre esemplari. Lo so che per chiunque è difficile pensare che i propri genitori hanno avuto una vita sessuale, e che se così non fosse noi non saremmo qui… E i nostri nonni, come immaginarli a rotolarsi peccaminosamente tra le lenzuola? Ma con i bisnonni non dovrebbe essere così impossibile, specie se sappiamo che hanno messo al mondo quindici figli. Per non parlare dei trisnonni e dei quadrisnonni. Senza l’attività sessuale dei nostri antenati il genere umano si sarebbe estinto. Eppure tu, Lauretta, quando accenno a questo argomento ti turi le orecchie e strilli: “Bisogna essere proprio dei maniaci sessuali per pensare a certe cose”

Opinione personale:

Nonostante abbia terminato questo libro da qualche giorno, ho ancora l’amaro in bocca: sin da quando ho voltato l’ultima pagina mi sono chiesta cosa pensare. Vi faccio un quadro generale e poi vi spiego subito qual è il problema, perché purtroppo è ciò che mi è rimasto, ciò che mi salterà subito alla mente pensando a questo libro.
Ada appartiene ad una famiglia dai rigidi valori borghesi, a volte anche fuori dal tempo, assurdi e da cui ha sempre cercato di allontanarsi, sia fisicamente che moralmente. Proprio di questa chiusura mentale, o meglio del rifiuto di ammetterlo, si ricopre img34anche Lauretta, che crede di essere nata per partenogenesi (ovviamente un’esagerazione ironica). Sembra quasi un’opera di Goldoni nel periodo più tardo: un’aperta critica alla mentalità borghese, di fare la bella faccia, composta, moralmente rigida e di nascondere segreti, intrighi e stili di vita particolarmente immorali. Ada, grazie a documenti, diari, quadri scoprirà numerosi scheletri nell’armadio dei suoi parenti, mentre altri, più recenti li riporterà alla luce lei: nonna (donna) Ada e la sua misteriosa personalità, lo zio Tancredi e la sua governante Armellina, le antenate Jimena e Clara Eugenia. Ma anche l’insospettabile Giuliano, il ragazzo della protagonista, ha qualcosa da nascondere.

Sono le illusioni a fare bella la vita, dice Daria per giustificare i suoi inganni

Altri misteri invece non saranno mai svelati. Ma senza nessuna grazia o espediente narrativo.
La vita sessuale dei nostri antenati non ha un finale: viene troncato così, all’improvviso. Non c’è intenzione di scrivere un seguito, non c’è alone di mistero. A quel punto ho cercato in rete un altro parere, magari mi ero persa qualcosa, e invece la Pitzorno in un’intervista dice di aver lasciato abbastanza indizi durante tutto il libro, tanti da togliere ogni dubbio, ha dichiarato che non c’era il bisogno di specificare, e che solo un lettore poco attento non avrebbe potuto capire. Vi assicuro che non è così: ho prestato molta attenzione, ho fatto le mie congetture, l’autrice è riuscita a farmi venire mille dubbi, come è giusto che sia, e poi mi ha lasciata lì, senza dire la verità. Come se si fosse dimenticata delle tante questioni lasciate aperte. Ma davvero tante. E poi, anche se fosse? Anche se il lettore non fosse stato attento? Quando leggo un giallo, quasi mai capisco chi è il colpevole, eppure sono stata attenta, eppure gli indizi ci sono. Ma la rivelazione finale anche.downloadd

E la parte più strana è che i finali della Pitzorno, anche nei libri per bambini, sono sempre sensazionali: mille intrecci, personaggi particolari, salti temporali. E poi una conclusione inaspettata. Per questo quando mancavano poche pagine, mi chiedevo ancora se fossero bastate per rivelare tutto. No, non sono bastate. E anzi, se vogliamo essere ancora più precisi, ha scelto una situazione quantomeno improbabile e banale per concludere.
Come giudicare quindi questo libro? Più di quattrocento pagine magnetiche, con personaggi fortemente caratterizzati, con una storia propria alle spalle, delle donne e ragazze indipendenti e rivoluzionarie. E poi tanti richiami ai suoi libri per bambini: orfane, zii buoni, nonne severe. Non mancano i riferimenti alla letteratura classica, con tanto di bibliografia nelle ultime pagine, e una forte componente culturale in generale, che spazia dalla musica all’arte.

Mia cugina Lauretta mi chiede di precisare che lei non esiste, ma che è frutto come gli altri personaggi della mia fantasia.

Bisogna anche tener conto di una maestria narrativa quasi senza eguali, perfetta in ogni campo. Ma d’altronde non mi permetterei mai di giudicare questo aspetto.
Una critica sociale non indifferente, di quelle che lei sa fare molto bene, questa volta anche accompagnata da un viaggio tra epoche storiche, tra valori che non si evolvono, pregiudizi e avidità contrapposti ad amori e amicizie pure. La pecca del finale per me è imperdonabile comunque, anzi anche di più: perché magari se il libro non mi fosse piaciuto, non avrebbe fatto tanta differenza; o magari se non avessi amato l’autrice da anni, non sarei rimasta così delusa.
Ve lo consiglio? Credo che dobbiate mettere sulla bilancia i vari aspetti, prestare più attenzione di quanto avreste fatto normalmente e non affezionarvi troppo. Credo che se da piccoli avete letto Bianca Pitzorno, come me, la tentazione di leggerlo sarà incontenibile. Io, a posteriori, dico che lo avrei letto comunque, e che alla fine avrei di nuovo fissato il vuoto, scuotendo la testa. 
Piuttosto se lo avete già letto, battete un colpo.

Le mogli stavano in casa. Non avevano molto da fare perché a tutte le faccende domestiche provvedeva uno stuolo di serve che si occupava anche dei bambini. Le dame ricamavano, recitavano il rosario. Non leggevano romanzi. Raramente erano del tutto analfabete, ma la loro abilità non andava oltre le formule mille volte ripetute del messale. Uscivano solo per andare in chiesa, accompagnate dalla domestica più anziana. Scambiavano visite, sempre accompagnate, con la famiglia d’origine. Se questa abitava lontano, ci andavano in carrozza. Raramente passeggiavano all’aria aperta. Avevano sempre il ventre gonfio per una gravidanza appena iniziata o vicina al termine. Partorivano in casa. Per dare il seno al neonato c’era a disposizione una balia proveniente dalle campagne della famiglia, allattare non era un compito riservato alle nobildonne. E ogni notte venivano penetrate senza troppi preliminari dal marito, che non le aveva mai viste nude.
«Chissà se provavano piacere?» si chiedeva la diciottenne Lauretta.
«Chissà?» le faceva eco la sedicenne Ada.
Un giorno si era fatta coraggio e in tono di sfida aveva ripetuto la domanda alla nonna.
«Il piacere del dovere» era stata la secca risposta. E poi: «Mi vergogno di te. Sei proprio una ragazza viziosa se pensi a certe cose».

Il mio voto:

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L’autrice:
Bianca Pitzorno: laurea in lettere classiche, master in scienza delle comunicazioni, ha lavorato come archeologa, come produttrice di programmi culturali e per ragazzi alla Rai e alla Televisione Svizzera, ha scritto sceneggiature televisive e cinematografiche e testi per canzoni. Dal 1970 a oggi ha pubblicato più di quaranta tra saggi, biografie e romanzi, questi in prevalenza destinati ai bambini e ai ragazzi, che la amano molto e continuano a leggerla anche una volta cresciuti. Tra le sue ultime opere Le bambine dell’Avana non hanno paura di niente (Il Saggiatore, 2006), Giuni Russo. Da Un’estate al mare al Carmelo (Bompiani, 2009), Vita di Eleonora d’Arborea (Mondadori, 2010). Vive e lavora tra Alghero e Milano. La vita sessuale dei nostri antenati è il suo primo libro per adulti.

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35 pensieri su “Recensione: La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno

  1. Finito di leggere in quest’ istante e boh!!! Gran bel libro, già mi immaginavo un finale che avesse a che fare con l ‘analista, con Estella, con Giuliano… e invece nulla! E onestamente non saprei cosa pensare. Ero sicura ci fosse un seguito.
    Però il libro è stupendo, mi sono innamorata di Ada.

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  2. o pienamente con quanto scritto da te..ho amato e divorato questo libro(come tutti quella della Pitzorno) ma il (non)finale mi ha a dir poco deluaa. L’unico mistero per cui posso azzardare una soluzione riguarda i gemelli Tancredi e Clorinda..che a sopravvivere fosse stata la sorella anziché il fratello, e sottoposta a un cambio di sesso nel periodo in cui si supponeva Tancredi fosse malato di tubercolosi? Del resto lo ha dichiarato l’autrice stessa, con la pubblicazione del libro, che questa “è una storia di gender e transgender”…le storie di Estella e Giuliano rimangono totalmente irrisolte invece, per quanto mi riguarda. Peccato

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    • Avevo fatto un’ipotesi simile sullo scambio tra Tancredi e Clorinda, ma non avevo pensato all’espediente della tubercolosi. Potrebbe essere, ma prima di allora? Comunque sono consolata da questo commento, ci troviamo totalmente d’accordo! Grazie di essere passata 🙂

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      • Non credo che si sia sottoposta a cambio di sesso. Gli indizi che ci sia stata una sostituzione di persona sono però abbastanza forti e si trovano per la maggior parte nel delirio pre mortem di Armellina (dove anzi i due gemelli vengono scambiati in maniera abbastanza esplicita), ma anche in altri piccole cose, come il volto sempre perfettamente rasato dello zio, anche da morto.
        I gemelli si somigliavano in tutto, e viene anche detto che Tancredi da giovane aveva dei lineamenti effeminati, quindi si può pensare che comunque Linda non avesse bisogno di chissà quali operazioni per assomigliare al fratello, e quindi ad un uomo – anche se effeminato.
        Piuttosto sottolineerei il fatto che Armellina si è sempre occupata dello zio Tan, di vestirlo e tutto. E lui non ha mai avuto relazioni intime con altre persone, e viene anche specificato che non amava il contatto fisico. E non ha fatto il servizio militare. E anche da morto Armellina lo veste (insieme al dottor Crespi) prima di avvertire le altre persone. E così si spiegherebbe pure la sua ferma opposizione alla riesumazione del cadavere.
        Poi sulla credibilità di tutto ciò non mi esprimo!

        Per quanto riguarda invece il romanzo in sé condivido la tua recensione. Ciao!

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      • Una raccolta di indizi che neanche Sherlock Holmes, complimenti! Mi hai fatto riflettere e mettere insieme i puntini, e ci sta tutto (come anche mi sembrava fattibile l’ espediente della tubercolosi, a dimostrare che non c’è niente di così chiaro), ma hai anche ragione sulla credibilità!
        Sono felice che anche tu sia d’accordo e ti ringrazio 🙂

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  3. Bella recensione, anche io ho finito in questo momento il libro e mi sono precipitata online a cercare una possibile soluzione ai misteri irrisolti. L’unico chiaro, come già detto nei commenti a quanto vedo, è la sostituzione di Tancredi e Clorinda. Non so se sia effettivamente stato sottoposto a un cambio di sesso, o si sia semplicemente sempre vestito da uomo mascherando gli attributi femminili (visto che effettivamente Ada ricorda che lo zio Tan non si lasciava mai abbracciare troppo o genericamente evitava il contatto fisico, forse nel timore che si potessero ad esempio scoprire i seni fasciati per nasconderli?). L’episodio della tubercolosi l’avevo semplicemente visto come un espediente per non farlo andare in guerra, dove sicuramente, dati i controlli fisici, sarebbe stato scoperto il sesso originario (avvalorando così l’ipotesi che non avesse subito un cambio di sesso). Più che altro, perché far passare Clorinda per Tancredi?
    Il mistero su cui più mi sto arrovellando è l’amante di Giuliano però. Non ho la più pallida idea di chi possa essere. 😦

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    • Grazie 🙂
      A quanto pare siamo tutti d’accordo sullo scambio tra Tancredi e Clorinda, anche se i dettagli non sono ancora chiari. Ma su Giuliano non ho alcuna idea neanche io, per non parlare di Estella che mi ha fatto innervosire più di ogni altra cosa! Ma va bene….

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      • Mah io a una soluzione su giuliano ci ero arrivato. Credo che l’amante sia il tizio che importuna Ada nella sala d’attesa della fisioterapia. Infatti Ada lo vede aspettare qualcuno in una macchina sportiva. Il dettaglio sembra essere specificato apposta per ricordare al lettore che Giuliano ne aveva di recente comprata una. Questo spiegherebbe:
        1. perché giuliano e ada si recano a quel punto in studio in taxi (lui pianta la macchina e l’amante lì al parcheggio e il tizio si sarebbe ingelosito ancora di più)
        2. perché giuliano tiene nascosta la storia
        3. come ha fatto quel tizio a rubare le chiavi per devastare la casa.

        Non essendomi piaciuto granché come espediente – sempre ammesso che sia così – ho archiviato il libro e smesso di pensarci 🙂

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      • A questa cosa non ci sarei mai arrivata! Però potrebbe essere la soluzione, perché no? Credo di non aver prestato attenzione a questi indizi,tant’è che li avevo praticamente dimenticati. Ma continuo a sostenere che la colpa non sia la mia…

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  4. Ciao,
    Per quanto riguarda Clorinda e Tancredi, credo che ci sia effettivamente stato uno scambio di persona, ma senza cambio di sesso. Proprio per questo Armellina non vuole farlo riesumare. Perché questo scambio? Semplice, perché Clorinda voleva studiare e diventare un medico, ma in quanto donna non le sarebbe stato permesso.
    Per quanto riguarda Giuliano, direi che l’amante sia veramente il ragazzo della sala d’aspetto. Giuliano stesso parla di “una persona” e non di una donna, quando lascia Ada e la macchina è effettivamente quella che lui stesso ha comprato. Oltretutto i colleghi sostengono di non averlo mai visto con altre donne.
    L’unico verso mistero per me rimane Estela. Chi sarà?

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  5. Sono d’accordo con tutti voi!
    libro appena finito e… bello ma quanti boh!!!! sono abituata con i libri di murakami ai finali sospesi, ma qui è diverso… pagine e pagine per raccontare spesso storie simili e poi zero pagine per svelare tutte le attese create prima!
    E poi… come può la nonna rivolgersi a Ada e Ginevra mentre scrive il suo diario? direi che Bianca Pitzorno deve migliorare l’uso degli esoedienti letterari…

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    • Sì infatti qui non si tratta di finale in sospeso! Semplicemente non ha dato un finale alla storia!
      Hai ragione sul diario della nonna: io ho pensato che fosse una licenza letteraria, magari dovuta alla fantasia di Ada, ma chissà!

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  6. Spero di darti una notizia piacevole: in seguito alle lamentele di molti lettori, Bianca Pitzorno ha deciso di scrivere un capitolo finale del libro, pubblicato sul suo sito nella sezione “aggiornamenti”. L’ho letto con grande piacere e mi ha fatto rendere conto di essermi persa molti indizi, ma per quanto mi riguarda si tratta di un gradito approfondimento, non di un finale indispensabile. Infatti grazie agli elementi sparsi qua e là ero riuscita a capire sia il mistero di Giuliano sia quello di Tancredi, anzi il primo mi è sembrato ancora più evidente del secondo.
    Mi lascia un po’ insoddisfatta la questione di Estella, ma per il resto per me la scrittura di Bianca continua ad essere promossa a pieni voti 🙂

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    • Ti ringrazio di cuore per avermi avvisata! L’ho appena letto e wow! Sapevo che la Pitzorno è un genio, e non avevo dubbi sulla sua astuzia, ma ha fatto un ottimo lavoro nel seminare indizi questa volta. Ce ne sono ovunque, ma impercettibili e allo stesso tempo chiari, ora!
      Continuo a dire che io la vicenda di Giuliano e quella di Tancredi le avevo intuite, ma che posso dire? Continua, allo stesso modo, a non sembrarmi giusto che avesse lasciato il dubbio, il sospetto. Perché l’ultima pagina deve essere quella che sistema tutto, come lettrice non mi piace restare così tanto spiazzata.
      Mi dispiace anche il non aver colto tutto quello che aveva scritto, e mi sento quasi in colpa, ma resto convinta di quello che ho detto finora. Può essere chiaro per lei che l’ha scritto, ma un riscontro doveva darlo.
      Grazie ancora! 🙂

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    • Ciao!:) dove hai trovato il finale? non riesco ad aprire il sito ufficiale di bianca pitzorno, non capisco come mai :/ ma ho davvero voglia di leggerlo! Ho divorato il libro per arrivare alla fine e sono troppo curiosa!:) grazie!

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  7. Grazie per tutti questi commenti, che mi hanno molto incuriosito. Avevo intuito fin da subito che Giuliano fosse omosessuale, per il suo descrivere l’arrivo di “un’altra persona” nella sua vita, ed anche per l’incontro, chiaramente troppo ambiguo, con il personaggio in fisioterapia. Giuliano infatti si arrabbia molto quando vede Ada, dice “come ti permetti di spiare”, e l’aggressività fisica che Ada subisce è molto maschile. Su Tancredi non avevo avuto questa intuizione, anche se è chiaramente confermato da molti dettagli. Per esempio la capacità di nuotare di lei, la sua ferma opposizione al ricovero in ospedale, la predilezione per il ramo femminile della famiglia. Non torna però come sia Armellina che Ada nel diario parlino di “fifa” di Tancredi di fronte ad ogni parto, sia prima che dopo l’incidente.Estella è quasi un personaggio magico, annuncia che vuole entrare nelle famiglie e lo fa attraverso l’anello, ogni volta che l’anello si muove si svela un segreto. Purtroppo il “finale” scritto dalla Pitzorno non si trova più e il sito è bloccato!

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  8. Tratto dal profilo facebook

    ECCO LA SESTA ED ULTIMA PARTE DELL’ “Ultimo Capitolo” de La vita sessuale dei nostri antenati.
    °°°°°°°°°°°
    DELLA- Ma secondo voi, Armellina lo sapeva di essere figlia di Gaddo? Era consapevole che i due orfani cui faceva da governante erano in realtà i suoi fratellastri?
    PAUL- Non c’è alcuna prova in questo senso. Gli unici a conoscenza del segreto, Gaddo e più tardi Ada senior non avevano alcun interesse a parlare. Ada e Ginevra dopo aver letto il diario taceranno. Armellina poteva forse avere intuito qualcosa … ma senza alcuna prova o certezza.
    DELLA- Eppure la voce del sangue … Mi piacerebbe pensare alle due sorelle che passano insieme la vita senza lasciarsi mai , la maggiore interamente dedicata a proteggere la più piccola.
    PERRY- Pensalo se ti piace. Ma di certezze non ce n’è, e nel nostro mestiere non dobbiamo pensare che sia sufficiente l’immaginazione.
    PAUL- Lo stesso vale per Gaetano Aresta. Non abbiamo alcuna prova che sapesse di avere sangue Ferrèll, di essere un figlio bastardo di don Ferrando. Che Ada senior lo aiutasse non perché era sua sorellastra, ma come una semplice benefattrice a quei tempi era plausibile. Tanto che, ad onta della grande somiglianza tra Myriam Aresta e donna Jimena, nessuno, neppure il marito di Myriam sospetterà mai qualcosa.
    DELLA – Restano altri due personaggi la cui sorte per alcuni lettori è poco chiara. Per cominciare, con chi se ne è andato Giuliano quando ha lasciato Ada?
    PERRY- Della, Della, bisogna essere davvero ingenui e poco pratici dell’ambiente gay per non capire fin dall’inizio che Giuliano si era innamorato di un uomo! Nella lettera di addio scrive a Ada:- Tu sei cambiata, non puoi negarlo. Ma anch’io sono cambiato. (…) devo dirti con franchezza che nella mia vita c’è un’altra persona.’ Persona, non donna. Quando si dice ‘persona’ in quell’ambiente è chiaro che si tratta di un maschio, o di una femmina in caso di un amore lesbico. E infatti, nonostante tutte le ricerche e le indagini di Daria – Giuliano nell’ultimo anno non era mai stato visto in compagnia femminile, eccetto quella di Ada. Se davvero aveva un’amante la teneva ben nascosta, oppure questa viveva in un’altra città.
    PAUL- Il cambiamento aveva sbalordito Giuliano per primo, non se l’aspettava. E per colmo di sorpresa lui, così perbene, si era innamorato di un marchettaro. Non riusciva ad ammetterlo con sé stesso, figuriamoci confessarlo. Anni prima si era divertito quando il corteggiatore molesto di Ada aveva interpretto la parola ‘Riamata’ come un nome proprio femminile, accusando la sua compagna di essere una ‘seguace di Saffo’. Adesso che Ada ignara ripete il gioco verbale : ‘ami Riamato’, Giuliano colto in castagna non ci trova niente da ridere, per lui è un tormento non una barzelletta. E uando Ada gli racconterà della reazione di Lauretta all’ amore lesbico di Clara Eugenia, il suo frettoloso commento sarà: -‘Povera donna.’ Non povera Lauretta con i suoi pregiudizi, povera Clara Eugenia
    che, come lui, si era trovata ad affrontare un sentimento condannato dalla società e addirittura dalle discendenti.
    DELLA – Ma chi è quest’uomo, questo rivale di Ada?
    PAUL- Il testo fin dall’inizio ci suggerisce che è un tipo poco raccomandabile, che forse sta con Giuliano per denaro, che lo spinge a spese pazze, che lo picchia. Il falso incidente di macchina è in realtà una bastonata, Daria involontariamente dice che Giuliano ha gli occhi neri ‘come quelli delle donne picchiate’. Un uomo violento che, ingelosito per i buoni rapporti che Giuliano conserva con Ada, le va a squarciare le gomme dell’auto e a distruggere la casa, usando le chiavi che ha preso facilmente dalle tasche di Giuliano. Un semplice ladro non avrebbe lordato il letto che Ada aveva diviso con Giuliano, non le avrebbe scritto oscenità nel bagno. E neppure una dona gelosa sarebbe arrivata a tanto.
    Lui sembra che ci si diverta. Quando Giuliano si rende conto che gli mancano le chiavi di via dell’Olmo, conoscendo la violenza del nuovo compagno, è terrorizzato e non pensa di tradirsi chiamando nel cuore della notte. Poi cercherà di imbastire una scusa parlando dei furti nello Studio Legale. Furti che la segretaria negherà.
    PERRY- Ada lo incontra e non lo riconosce. Ma il lettore dovrebbe nutrire qualche sospetto, quando il giovinastro col ‘chiodo’ nell’anticamera della palestra le dice beffardo: -Una bella donna come lei non dovrebbe piangere. – e poi: -Va tutto storto da un po’ di tempo, vero?- Come fa a saperlo? Lo sa perché è stato lui a ‘rubarle’ il compagno e a procurarle tutti quei guai.
    PAUL- E poi le dice: Dovremmo conoscerci meglio. Sono convinto che potremmo andare d’accordo.- E le chiede un appuntamento. Evidentemente per convincerla a lasciar perdere Giuliano una volta per tutte.
    PERRY- Lo ha accompagnato alla palestra perché Giuliano non può guidare. e lo sta aspettando in anticamera per portarlo allo studio una volta finita la terapia. Quando Giuliano vede Ada nel corridoio si arrabbia, teme d’essere stato seguito.–Cosa fai qui?- le dice. E poi: –Come ti sei permessa di venire a spi…?- A spiarmi, teme d’essere stato spiato. Solo dopo che Ada gli chiede aiuto per la denuncia si calma. La fa aspettare in corridoio mentre lui va a congedare il ragazzo, gli dice di andarsene con la macchina; lui con Ada prenderà un taxi.
    PAUL- Ma quello non se ne va immediatamente. Cosa dice il testo? ‘Mentre si allontanavano dalla palestra Ada si accorse che parcheggiata accanto al marciapiede c’era una macchina sportiva con a bordo l’importuno corteggiatore di poco prima. Evidentemente aspettava qualcuno.
    PERRY- Aspettava lei. Voleva vederla andar via con Giuliano ‘Michel’ incrociò il suo sguardo e le fece un brevissimo cenno di saluto. – ‘Ma che sfacciato! Chi crede di essere?’-
    DELLA – Povera Ada! Proprio non vuole capire! Crede che il suo rivale la stia corteggiando.
    Paul- Spesso gli interessati sono gli ultimi a capire.
    DELLA- Anche qualche lettore. Per fortuna voi due, Perry e Paul, siete i migliori nel condurre le indagini, i migliori osservatori degli indizi. Anche di quelli che sfuggono a tutti gli altri. E, a proposito, cosa mi dite di Estella? E’ una truffatrice o cosa?
    PERRY- Prima di chiederti se è una truffatrice, faresti meglio a chiederti una cosa più importante, Della.
    DELLA- E cioè?
    PERRY – Se Estella esiste davvero. O se non sia una proiezione della mente di Ada.
    PAUL- Tutto quello che riguarda la sua persona è costruito attorno a dettagli che Ada conosce attraverso la sua formazione culturale. Dettagli oltretutto riferiti non al presente, ma a un epoca passata.
    PERRY- Una modella di Dante Gabriele Rossetti, il più noto fra i pittori preraffaelliti. La figlia di Re Lear, personaggio letterario, mai esistito. Ellen Terry, un’attrice specialista nel recitare personaggi di fantasia.
    PAUL- In qualche modo Ada, inconsciamente, se ne rende conto. La presenza di Estella nella sala delle conferenze le richiama l’immagine di Silvia, la ragazza biancospino evocata ogni primavera da Marigold: un’amica immaginaria. Teniamoci al testo: ‘Marigold aveva un’amica immaginaria che le appariva solo in primavera e che in realtà era un cespuglio di biancospino fiorito.’
    PERRY- Una fanciulla che appare in primavera e in inverno sparisce. Come Persefone. Come la tartaruga abitatrice del Tartaro.
    PAUL- Che a differenza del professor Horlander non invecchia, è l’emblema dell’eterna giovinezza. Ada concludendo la sua conferenza le dice: ‘Ma tu, Estella, sei giovane, e non hai niente a che fare col mondo dei morti. Tu appartiene al mondo nuovo, Estella. Al mondo dove le donne parlano. Parla. Come io ti sto parlando.’
    DELLA- Anche qui, come nel caso di Giuliano, Ada non capisce? Non capisce che Estella è la prima delle donne che risalgono dall’Ade per parlarle …
    PERRY- Non vuole capire. Ricorda la sua convinzione ripetuta di essere ‘una donna razionale’. Anche quando è visitata dal dubbio, subito lo rinnega come una sciocchezza. Rileggi il testo: ‘Tornò con la memoria al suo incontro con Estella, alle quattro volte in cui l’aveva vista, sempre all’interno del College, due nel refettorio, una a colazione nel parco, una nel salone delle conferenze … (… e una quinta volta sull’aereo del ritorno, in sogno.) Non ricordava se l’avesse anche toccata. Un’allucinazione, un fantasma? Il malinconico fantasma di una studentessa defunta? Ma che sciocchezze andava pensando?’
    PAUL – Eppure sull’aereo Ada fa un sogno che dovrebbe spiegarle quanto Estella sia una proiezione dei propri desideri. –Non puoi andartene così. -le dice la ragazza in sogno- Non dopo la notte che abbiamo passato insieme.’- Ada in effetti l’aveva desiderata sessualmente, anche se solo per un momento. E poi: – “Non prima che io ti lasci il mio dono.” Non dimenticare, Della, che nella sala delle conferenze, dopo avere affermato che era possibile parlare con i morti di cui fosse possibile guardare un ritratto, il professor Palewsky aveva specificato: -‘Non chiunque di noi, ovvio. Chi di noi ha il dono.’
    DELLA- Però l’anello è reale, solido, concreto.
    PERRY- Sì. Questo è il mistero del romanzo. La presenza di elementi irrazionali, simbolici, nella vita quotidiana.
    PAUL- Di fatto è sempre grazie all’anello che Ada, o in sua assenza Ginevra nella stanza della biancheria e poi Lauretta dall’orefice- ritrovano documenti che le mettono in contatto con le antenate defunte.
    PERRY- Anche l’anello, come la sua prima proprietaria, è risalito dall’Ade per conferire a Ada un nuovo potere. Ma a differenza di Estella, poi non è tornato indietro.
    DELLA- Ho capito. Anche se voi due converrete che non tutto quello che voi avete ricostruito …
    PERRY – … attenendoci strettamente al testo.
    DELLA- O.K. Attenendovi al testo. Converrete che non tutto è molto razionale.
    Paul- Ma non l’hai ancora capito, Della? Lo spirito del libro è proprio questo. Ada, che si considera una donna razionale, a contatto con gli eventi di quell’estate, scivola sempre di più nella irrazionalità.
    PERRY- Ma in compenso, visitata da una grande quantità di simboli, raggiunge una conoscenza più profonda della vita e del destino umano.
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° FINE °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

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  9. Grazie per aver riportato il capitolo finale “integrativo”! Non mi è piaciuto in realtà l’espediente di far parlare “Perry Mason”. Ma soprattutto: sì… a notare quegli indizi c’ero arrivata, però non basta assolutamente una serie di indizi per fare una prova ed è tutto comunque insoddisfacente. Per esempio, io volevo sapere che ruolo avesse “Marcello”. Avevo fantastico su un finale diverso.

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