Recensione: Asphodel di Giorgia Penzo

Vorrei ringraziare Giorgia Penzo, per la sua disponibilità e per la sua fiducia. Ecoo la seconda e ultima (purtroppo) recensione della duologia Red Carpet. Qui trovate la prima. Buona lettura 🙂

Copertina Asphodel

  • Titolo: Asphodel

  • Autore: Giorgia Penzo

  • Editore: GDS
  • Data pubblicazione: 2013
  • Pagine: 230
  • Genere: Urban Fantasy
  • Trama: È trascorso poco più di un anno dal processo davanti alla Corte di Erebo e, questa volta, i problemi per l’avvocato Scott piovono dall’alto: la Santa Sede vuole che l’Immortality Awaits Corporation chiuda i battenti, pena la scomunica per tutti coloro che entreranno in contatto con gli immortali.
    Come se non bastasse, dopo una cena con Elizabeth, Ryan allontana violentemente la ragazza senza una ragione apparente. Il suo oscuro passato tornerà a tormentarlo nelle vesti di una donna, antica quanto crudele, che stravolgerà le carte in tavola esigendo la vita di Lise. L’unica speranza di salvezza è ritrovare l’oggetto da cui la vampira è ossessionata, andato perduto da ormai seimila anni. Per Ryan ed Elizabeth inizia una frenetica corsa contro il tempo, guidati dall’enigmatica profezia dell’Oracolo di Delfi: una ricerca che li porterà a far luce sui propri sentimenti e a scoprire quanto cedervi possa essere pericoloso.
    Opinione personale:

    Purtroppo anche questa duologia è finita! Elizabeth e le sue avventure nel mondo degli immortali mi hanno catturata più di quanto avessi previsto. In questo capitolo, l’avvocato più famoso tra i vampiri di tutto il mondo, si è trovata a dover difendere sé stessa e la sua vita dalla furia di una spietata dea-vampira. La sua unica speranza di salvezza è quella di trovare un rubino antico, che l’immortale ricerca da tempo immemore.
    La trama, come ho già detto, mi è piaciuta e mi ha incuriosita fin da subito, anche perché ho potuto notare con piacere che Ryan, misterioso vampiro, nonché capo di Lise, sarebbe stato uno dei personaggi principali. Fin dal primo libro, mi aveva colpito il suo temperamento ricco di spettri, ma anche di caratteristiche positive, quasi umane. L’ho ritrovato, impeccabile, così come l’avevo lasciato! Stessa cosa vale per Elizabeth: avevo già detto che le sue caratteristiche positive nel primo libro erano emerse poco a poco, nascoste dagli altri aspetti percepibili a primo impatto, come se ogni lettore dovesse arrivarla a conoscere col tempo, come si fa con le persone. In Asphodel, la sua personalità si è sviluppata sempre di più, in tutto il suo romanticismo da un lato, e in tutta la sua determinazione (fin proprio alla fine) dall’altro. Poi c’è stata Tiamat, spietata quanto «infantile», eterna bambina, ma allo stesso tempo eterna dea. Orlando e Angelica (sì, proprio quelli a cui state pensando), accentuati in tutti i loro aspetti negativi, quasi deformati, ma in un modo che fa riflettere. Se devo essere sincera, l’unico personaggio che non ho apprezzato è stato Adam: quasi una semplice comparsa, che non ha conservato tutte le caratteristiche che in Red Carpet l’hanno reso uno dei personaggi migliori.
    Lo stile è stato impeccabile anche questa volta, ovviamente. L’ironia che mi era tanto piaciuta, si è presentata a tratti tra le pagine, ed è stata una scelta davvero azzeccata: infatti il romanticismo (struggente e tormentato) e il pericolo costante che c’erano nella storia, avrebbero stonato con le battute (bellissime) che erano invece frequenti nel primo libro.
    Il mistero dell’oracolo è stato formulato benissimo, ma non tanto le indagini (giuste e sbagliate) di Elizabeth a dir la verità: lei arrivava a insospettabili conclusioni, e io ero costretta a rileggere il mistero dell’oracolo per cercare di capire qualcosa, perché non c’erano informazioni su come avesse fatto a capire questa o quella cosa!
    Ma il momento più emozionante e imprevedibile è stato quello del duello finale, in cui non sapevo davvero cosa aspettarmi e ho tenuto il fiato sospeso forse per minuti interi. Pensavo: «Ok, ce la fa.», «No, no!! Non ce la fa!» e poi di nuovo e di nuovo.
    Non sono mancati i riferimenti alla storia e a insospettabili personaggi (dei quali ne ho già citati tre) che compaiono all’improvviso, lasciando un sorriso, per l’abilità dell’autrice e per come vengono rappresentati! Non vi voglio anticipare nulla, altrimenti ci sarebbero molti esempi da fare! Oltre a questo, spesso i luoghi che Elizabeth e Ryan visitano (sì, ci saranno dei viaggi, ma non di piacere :D), sono descritti con la loro storia, rendendo la trama e la realtà strettamente e continuamente intrecciata. Ho veramente apprezzato molto questi aspetti della saga, che lascia molto sia sul piano emozionale, sia su quello culturale.
    Un’unica nota negativa, è stato il modo in cui questo nuovo amore tra Ryan ed Elizabeth è stato introdotto: senza preamboli, come se fosse scontato, già annunciato. Devo ammettere di aver alimentato qualche speranza nel corso del primo libro, ma non c’era stato nessun segnale di amore così intenso tra i due. Forse lo sviluppo doveva essere più graduale, o forse ci sarebbe dovuto essere qualche episodio più significativo nel primo libro.
    Vi consiglio davvero la saga di Red Carpet e Asphodel!!! Sarà qualcosa di totalmente originale e molto molto piacevole, divertente, emozionante e interessante!

    Lanciai un’occhiata al vampiro che aveva reciso la vita della seconda moglie di Enrico VIII. Sostava in disparte, con la mano stretta sul manico della spada infoderata, pronto ad assecondare la volontà della sua signora. Non avrei mai avuto il bel collo di Anna Bolena. Non ne avrei mai raggiunto il fascino, l’intelligenza, il temperamento impetuoso, la tenacia, l’orgoglio e la passione. Ma di una cosa ero certa. Così come la Cronaca Spagnola dell’epoca aveva diligentemente riportato, l’avrei eguagliata nella sua ora più buia. Sfoggiai un sorriso sfrontato e salii l’immaginario patibolo con la serenità nel cuore. “Gaia, come chi non sta per morire”.

    Il mio voto:

     L’autrice:
    Giorgia Penzo: è nata a Reggio Emilia nel 1987 e laureata a pieni voti in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma. Le discipline a cui resta particolarmente legata sono Filosofia e Storia del diritto. La storia e la ricerca sono parte integrante della sua passione per la scrittura. I suoi interessi spaziano dalla mitologia classica, fino all’arte e il cinema. È autrice di diversi racconti, e di una duologia urban fantasy composta dai romanzi “Red Carpet” e “Asphodel“. A Marzo 2014, con il racconto “La Stella di Seshat”, si classifica al terzo posto nel concorso letterario #SEMantica 22 indetto dalla casa editrice SEM Edizioni. Con la casa editrice digitale Genesis Publishing ha pubblicato il saggio storico giuridico “I processi a Luigi XVI e Maria Antonietta – Dal trono al patibolo”.

     
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2 pensieri su “Recensione: Asphodel di Giorgia Penzo

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